Luca Fadda e la beffa ad Amazon

L’autore sardo Luca Fadda ha deciso di fare una burla ad Amazon e ai lettori per dimostrare la fallibilità del sistema. Ha realizzato un ebook con un’introduzione e 345 pagine bianche a seguire. Come lo ha intitolato? Il nulla, appunto. E lo ha messo in vendita a costo zero, facilmente scaricabile. Cosa è successo? È balzato in vetta alle classifiche degli ebook più acquistati su Amazon e tutto in brevissimo tempo, superando di gran lunga libri più famosi e prestigiosi. Sul suo blog Fadda scrive: “Sappiate che, a prescindere dal motivo per cui stanno lì, le classifiche rispecchiano non tanto la qualità del testo quanto la corsa all’acquisto.”

Bello scherzo! E sono d’accordo, specialmente per quanto riguarda gli ultimi dati sulle classifiche degli acquisti. L’altro giorno mi è capitato di vedere Fabio Volo primo e Carofiglio secondo. Ora, Carofiglio è un ottimo autore, ma, come ho scritto nell’articolo precedente, l’ultimo libro lascia a desiderare. Fabio Volo, beh, sorvoliamo.

[Fonte: L’unione sarda]

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25 pensieri su “Luca Fadda e la beffa ad Amazon

    • Valentina ha detto:

      😉
      Ci sono strane reazioni a catena poi. La gente compra perchè i prezzi sono bassi (o i libri sono gratis), queste classifiche di acquisti sono scambiate per classifiche di qualità dei libri, e ci ritroviamo con libri orrendi superpubblicizzati e e libri buoni che magari passano inosservati. Ahi ahi!

  1. marisamoles ha detto:

    All’università per l’esame di St. della Lett. moderna il corso monografico verteva proprio sull’industria editoriale. Abbiamo analizzato alcuni casi letterari per concludere che i libri più venduti hanno un battage pubblicitario particolare e che non è detto che ad ogni acquisto corrisponda l’apprezzamento per quel libro, anzi, non è detto che poi lo si legga davvero. Uno dei casi più eclatanti è quello de “Il nome della rosa” di Umberto Eco. Fu pubblicizzato come giallo (il che è vero ma non si può dire che possa essere paragonato ai Gialli Mondadori) ma in realtà è un romanzo difficile, scritto con uno stile ricercato, una prosa non troppo scorrevole, con un’ambientazione medievale che presuppone una conoscenza approfondita di quel periodo storico, con dissertazioni filosofiche che un amante dei gialli non gradisce particolarmente perché dilatano oltremodo il tempo della narrazione. Insomma, un best seller che certamente aveva creato delle false aspettative. Infatti, i successivi romanzi di Eco, sebbene si siano rivelati sempre dei successi, non hanno venduto così tanto.
    Anch’io su Volo preferisco sorVOLare. 😉

    • Valentina ha detto:

      Ecco, vedi? E infatti è normale che Fabio Volo venga pubblicizzato più di altri libri, purtroppo funziona così perchè le industrie editoriali, essendo appunto industrie, mirano al guadagno e a raggiungere le fasce più ampie. Tra Eco e Fabio Volo, chi credi che arrivi di più al pubblico? 🙂

      Sorvoliamo, sorvoliamo!

      • marisamoles ha detto:

        Il problema è che sono in molti a credere che Volo sia uno scrittore fantastico. 😦

        Altro caso recente è quello di Giorgio Faletti. Io non ho mai letto nulla di suo però ammetto che non sono prevenuta nei suoi confronti, semplicemente non mi ispira la trama dei suoi romanzi (per lo stesso motivo non ho mai letto Dan Brown). Credo, tuttavia, che il suo successo sia dovuto alla sua notorietà come comico. Che poi scriva bene è un altro paio di maniche, come si suol dire.
        A proposito, è uscito l’ultimo libro di Bruno Vespa. Ovviamente sarà un successo. Io non sono riuscita a leggere più di dieci pagine del suo “Donne & cuori” che mi ha imprestato mio suocero. Non mi chiedo come faccia la gente a leggere i suoi libri … probabilmente stanno a fare bella (si fa per dire) mostra di sé nella libreria, esattamente ciò che succede a “Donne & cuori” nella mia.
        Dovrebbero stilare le classifiche dei libri più graditi, attraverso le recensioni dei lettori (cosa non difficile oggigiorno con Internet) perché le vendite non attestano un bel niente se non l’avvenuto acquisto. E soprattutto non si saprà mai da quanti improperi gli autori che vendono di più siano stati raggiunti. 🙂

        • Valentina ha detto:

          Io di Bruno Vespa non ho mai letto nulla, anche perchè non scrive cose che mi possono interessare. Evito. Idem Faletti. Dan Brown sì, li ho letti tutti tranne l’ultimo, per capire che alla fine sono tutti uguali.
          Anche per questo si scrivono recensioni, lo faccio pure io. L’intento principale è di far capire meglio cosa c’è in un libro, per guidare la scelta di chi deve comprarlo e deve quindi investirci dei soldi. Si scrivono le recensioni, oltre che per passione e spirito di confronto, anche per permettere ad altri di evitare eventuali pacchi. Così ci ritroviamo classifiche degli acquisti assurde e le scambiamo per indici di gradimento. Scambiamo la quantità con la qualità. Erroraccio!

  2. laurazaccaro2013 ha detto:

    Il marketing si gioca proprio su questo.. ad essere sincera io “abbocco” alle offerte ma non parto con l’idea che quelle classifiche siano sinonimo di qualità.. 😀 Comunque conosco una associazione che promuove autori emergenti di qualità.. se vuoi te la segnalo! 😉

  3. Dottor Jim ha detto:

    Se posso dire la mia io per l’editoria sarei propenso a fare ciò che accade da più di un decennio nel mondo del software, ovvero il Try before Buy, prova prima di acquistare. Un software lo provi (generalmente per un periodo di 30 giorni) e poi se ti piace puoi procedere all’acquisto oppure cancellarlo.

    Per i libri si potrebbe fare lo stesso. Tu editore ti crei la tua bella paginetta con tutti i titoli che hai a catalogo e ne permetti la visione (ovviamente con tutte le dovute precauzioni, e state sicuri che non mancano di certo), e se tu lettore trovi quel libro di tuo gradimento puoi procedere all’acquisto dell’E-book o della versione cartacea da spedire direttamente a casa.

    Zero fregature e soldi ben spesi. Ma forse è proprio questo quello che le case editrici non vogliono affatto, altrimenti come farebbero a vendere molti “best seller” del piffero?

    • Valentina ha detto:

      Il tuo ragionamento non è sbagliato, e infatti ci sono alcuni editori che ti propongono, ad esempio, il primo capitolo di un romanzo per invogliarti a comprarlo. Anche se tra libri e software questa cosa cambia: un capitolo di un romanzo non ti dice niente sul resto del libro, mentre un software lo usi in maniera integrale, con tutte le sue opzioni e potenzialità (o comunque, anche se te ne attivano solo alcune, lo utilizzi in maniera più completa).

      • Dottor Jim ha detto:

        Infatti, con i libri bisognerebbe fare lo stesso, non proporre solo il primo capitolo e basta ma TUTTO il libro (mettici tutte le filigrane che vuoi – senza rovinare la lettura ovviamente – o adotta un sistema come quello di Google Libri).

        Saranno i lettori a decidere chi merita davvero e chi no, contribuendo (almeno teoricamente) anche ad aumentare la qualità dei testi proposti. O almeno così è come la penso io 🙂

  4. riccardo ha detto:

    Ciao, arrivo qui dal blog di Arthur.
    Il problema sta (come potrei dire io che ho “una certa età”) “a monte.”
    Riguarda insomma non solo certa letteratura che viene spacciata per tale mentre non lo è… come avete detto molto bene tu ed i commentatori, si tratta in questo caso di banale, insopportabile marketing.
    Ma c’è un problema se possibile perfino più grave!
    Mi riferisco al fatto che secondo me, certa letteratura (ed anche certa saggistica o certi rèportages, per es. su alcuni fatti di sangue) risponde al bisogno non solo di vendere, ma anche di anestetizzare il senso critico e la sensibilità sociale delle persone.
    L’obiettivo è insomma il controllo delle e sulle persone, in modo che un sistema che fa acqua da tutte le parti (non solo dal lato politico ed economico) sia visto come assolutamente giusto, un sistema insomma da migliore dei mondi possibili.
    Ciao.

    P.s.: complimenti al mio conterraneo Fadda.che si è rivelato davvero un sardo… sardonico!

    • Valentina ha detto:

      Ciao Riccardo, benvenuto 😉
      Siamo perfettamente d’accordo. Il controllo sulle persone viene fatto anche tramite i libri, non come eravamo abituati a pensare solo da tv e giornali. Purtroppo funziona così, e chi è furbo riesce a tirarsene fuori, mentre chi non è furbo ci resta intrappolato.

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