“La chimera” di Sebastiano Vassalli

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Il libro di cui voglio parlare oggi è La chimera, di Sebastiano Vassalli, un libro che comprai per caso diversi anni fa, quando la Einaudi fece una promozione che se compravi 3 libri ti davano la borsa per il computer con tante altre tasche, bellissima. Non sapevo che libri prendere perchè all’epoca andavo in seconda media, penso, e non avevo la consapevolezza che avrei potuto avere oggi. Questo libro provai ben due volte a leggerlo, ma senza mai riuscirci. Poi finalmente mi sono messa d’impegno e ho detto “bon, stavolta devo farcela”, e ce l’ho fatta, senza neanche troppo sforzo. È vero che certi libri bisogna leggerli nel momento giusto, nella vita. Oppure è anche vero che rileggendoli in momenti diversi ci cogli sempre qualcosa di diverso.

Ma comunque… Innanzitutto diciamo che il titolo, La Chimera, si riferisce al Monte Rosa, così come viene visto dalla pianura novarese, ovvero dalle zone in cui si svolge la storia.
Romanzo storico (e già è difficile che io legga un romanzo storico, a parte quelli di Manfredi che sono tutti, o quasi, relativi all’epoca di Roma antica o della Grecia classica… non sono particolarmente amante della storia, io) scritto nel 1990, vincitore del premio Strega sempre nel ’90 e finalista del premio Campiello, questo libro racconta la vita di Antonia, un’orfanella allevata come esposta dalle suore della casa di carità di San Michele a Novara, e poi diventata agli occhi del mondo “la strega di Zardino”. Zardino è un paesino nelle vicinanze di Novara, in cui Antonia arriva perchè viene adottata (anzi, acquistata) da una coppia di contadini che ne fanno la loro figlia.

Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio 1590, giorno di sant’Antonio abate, mani ignote deposero sul torno cioè sulla grande ruota in legno che si trovava all’ingresso della Casa di Carità di San Michele fuori le mura, a Novara, un neonato di sesso femminile, scuro d’occhi, di pelle e di capelli: per i gusti dell’epoca, quasi un mostro.

[Incipit]

Antonia nasce nel 1590 e muore nel 1610, arsa sul rogo con le accuse di eresia, apostasia e stregoneria. Sappiamo bene come funzionavano le cose a quell’epoca, tutta la questione dell’Inquisizione e della condanna al minimo sospetto, e quindi non ci torniamo. Ma qui c’è di più. C’è la condanna a morte di una ragazza innocente causata quasi totalmente dall’invidia di un paese; invidia per la bellezza di questa giovane donna, considerata sposa del diavolo anche per via di un neo sul labbro superiore, invidia e rabbia dei paesani per i vari rifiuti nei confronti di giovanotti che volevano sposarla, invidia e conti in sospeso coi genitori adottivi. Insomma, tutto questo viene raccontato insieme a ciò che succedeva alle donne accusate di stregoneria, le torture, le confessioni forzate e i comportamenti di queste quando ormai, ridotte allo stremo delle forze e al minimo della speranza, iniziavano ad urlare, contorcersi e quasi bestemmiare, segno inequivocabile di vicinanza al diavolo.
La vicenda si conclude con il rogo della ragazza e la festa del paese che si è liberato della strega. E non vi sto svelando il finale, perchè lo si dice fin dall’inizio, e anche se così non fosse, si capirebbe come va a finire.

Anche se la critica alla Chiesa diventa in molti punti abbastanza pesante, bisogna riconoscere che i fatti narrati non sono inventati, sono cose che a quell’epoca accadevano veramente. La storia di Antonia è una storia come tante altre, storie di ragazze che per un motivo o per un altro venivano condannate a tutto questo senza che potessero ribellarsi. Vassalli descrive al meglio il bigottismo degli anni tra il ‘500 e il ‘600 e la fiducia del popolo ne confronti di un’istituzione che non si curava esattamente del bene dei fedeli. Nella lettura di questo libro, ovviamente, ci si mette dalla parte della protagonista e si soffre insieme a lei. Ci si sente quasi in trappola per non poter evitare le torture, per non potersi ribellare. Ci si sente incatenati, ecco. E a mio parere se un autore ti fa sentire così, quell’opera è sicuramente riuscita.

Consigliatissimo, quindi. A chi ama il genere ma anche a chi non lo ama.

Titolo: La chimera
Autore:
Sebastiano Vassalli
Genere:
Romanzo storico
Anno di pubblicazione:
 1990
Pagine: 308
Prezzo: 11 €
Editore: Einaudi (Collana Einaudi tascabili. Gli scrittori)

Giudizio personale: spienaspienaspienasmezzasvuota

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12 pensieri su ““La chimera” di Sebastiano Vassalli

  1. Antonio ha detto:

    Non ho ancora letto nulla di Vassalli e questo titolo è nella mia lista da un bel po’. Neanch’io amo molto i romanzi “storici”, con le dovute eccezioni, ma la tua recensione mi ha incuriosito. 🙂

  2. katinkawonka ha detto:

    l’ho letto anch’io da non molto tempo, e trovato molto bello. Antonia è una figura semplice e ingenua ma in fondo forte nell’affrontare l’ignoranza e l’invidia dei suoi persecutori. Anche se non viene detto l’ho sentita al di sopra di tutto ciò che le accade. Vassalli, che preserva sempre una certa pudica distanza, sembra conferirle un’esistenza fuori dal tempo e dallo spazio.

    • Valentina ha detto:

      Io in realtà l’ho letto due anni fa, ma questo articolo l’ho pubblicato adesso, perchè era messo da parte.
      Hai ragione, Antonia trasmette una grande forza, infatti siamo noi lettori, più di lei, a patire le sue sofferenze. Lei le affronta con tanto coraggio.
      😉

  3. pensierieperline ha detto:

    pensa, l’ho comprato “grazie” al mio dentista 😆
    stavo aspettando il mio turno, come sempre era in ritardo, e iniziai a guardami intorno tra le riviste c’era questo libro “abbandonato” incuriosita l’ho aperto e ho iniziato a sfogliarlo… poi venne il mio turno e lo abbandonai dove lo avevo trovato.. però durante tutto il tempo che ero seduta in poltrona continuavo a ripensare al libro e alla fine uscita dal dentista sono andata a comprarlo 😀
    Ci ho messo un pochetto a leggerlo però concordo con te sul finale del tuo post 😛 perché anche per me è stata la stessa cosa.

      • pensierieperline ha detto:

        beh lui più che riviste di motori, paesaggi e gossip (non voglio fare nomi) non ha! perciò l’idea che mi sono fatta è stata che abbia tirato su il mucchio di riviste da casa e tra di loro ci sia stato dentro anche il libro che stava leggendo (c’era un segnalibro al suo interno). Ecco potrebbero esserci più errori di questo tipo negli studi dentistici o comunque dove sei costretta ad aspettare il tuo turno e la rivista non ti stuzzica affatto 😛

  4. Alessandra ha detto:

    Mi fa piacere che quest’opera meravigliosa di Vassalli sia piaciuta a che a te! E’ narrata così bene che neppure te ne accorgi che è un romanzo storico… nel senso che non è assolutamente pesante o noioso.

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