“1982. Il mio mitico mondiale” di Paolo Rossi, con Federica Cappelletti

Se chiedi a un italiano cosa ha fatto il giorno x dell’anno y nessuno saprà risponderti con precisione. Ma se gli chiedi dov’era e cosa faceva nei giorni del Mundial di Spagna tutti sapranno raccontarti nei dettagli la loro storia.

pag. 167

WP_002890Io nei giorni del Mundial di Spagna non c’ero, sarei nata sette anni dopo quello storico 1982 che ci portò sulla vetta del mondo. Però leggendo questo libro mi sono chiesta: si può rivivere qualcosa che non si è mai vissuto? Mi sono data anche una risposta: sì. Perchè io non ero ancora nata, ma leggendo queste belle pagine mi sono sentita come se ci fossi stata e come se quelle emozioni io le avessi già provate. Questo per farvi capire quanto è coinvolgente. Poi, chi c’era assaporerà meglio questo libro, con più consapevolezza.
1982. Il mio mitico mondiale l’ho comprato un paio d’anni fa quando mi è arrivata la newsletter della libreria vicino casa che m’informava che sarebbe venuto Paolo Rossi a presentare un suo libro. “Paolo Rossi???” mi sono detta, “Paolo Rossi il calciatore???  Ma io devo andarci!”. E data la mia grande passione per il calcio, mi sono fiondata all’incontro senza sapere assolutamente nulla di quel mondiale, se non che un tizio aveva urlato “campioni del mondo” a ripetizione e che Paolo Rossi era un grande campione che aveva fatto qualche gol.

paDopo quell’incontro e soprattutto dopo aver letto questo libro due anni dopo ho imparato che quel tipo si chiamava Nando Martellini, e che la finale Italia-Germania è stata l’11 luglio. Ma la cosa più bella è stata vedere come gente più adulta di me abbia vissuto quel mondiale in maniera totalmente diversa da come lo abbiamo vissuto noi nel 2006. Mi sono sentita catapultata indietro di 31 anni, a ripercorrere tutte le tappe del cammino degli azzurri verso la conquista del titolo, ho riassaporato le vittorie incredibili contro l’Argentina di Maradona e il fortissimo Brasile che è rimasto con un palmo di naso, contro la Polonia e la Germania. Da quell’inizio un po’ stentato, su cui nessuno avrebbe mai scommesso, fino allo stupore di tutti di fronte a quella squadra imbattibile. E non sapevo neanche che fosse stato convocato pure Baresi, che però non giocò.

Francobollo celebrativo che raffigura le mani di Zoff sulla coppa, realizzato da Renato Guttuso

Paolo Rossi era un giovane toscano che non aveva caratteristiche comuni a nessun altro giocatore, ma che aveva un talento chiaro e palese, una grande velocità e visione tattica. Per questo ho voluto conoscerlo, e ho scoperto che è anche una persona simpaticissima. Fu squalificato per due anni perchè restò coinvolto nello scandalo del Totonero, nel 1980, e cadde nello sconforto ma ne seppe anche uscire, così da mettere a tacere tutti quelli che prima del mondiale gli davano contro e da dare ragione a Bearzot (scomparso poco tempo fa) che lo volle in nazionale a tutti i costi. Ho letto dei suoi stati d’animo, del tifo della gente che lo caricava, della voglia di riscatto e della grande fiducia nei suoi compagni. Una cosa molto carina è stata pure la famosissima partita in aereo a scopone scientifico che, come ci ha svelato lui, il presidente Pertini perse.

Il libro oltre che di parti scritte da Rossi in prima persona, è pieno di articoli di giornale dell’epoca e, alla fine, di racconti di gente comune (carinissimo quello di Elizabeth, inglese che proprio in quei giorni si era sposata con un italiano e durante la prima notte di nozze tentava invano di distoglierlo dalla partita) e curiosità. Ve ne cito una presa a caso:

Dentista tifoso e il paziente va in ospedale…

Genova. Un dentista genovese non voleva rinunciare alla partita, ma neanche a esercitare la sua professione. Così ha deciso di seguire gli azzurri per radio sul lavoro. Al gol di Rossi, l’incidente. Nell’entusiasmo ha lasciato cadere la punta del trapano che si è conficcata nell’esofago del malcapitato paziente, Andrea Del Rio, vent’anni… Il ragazzo, che per andare dal dentista aveva rinunciato a vedere la partita, è così finito all’ospedale dove ha subito l’asportazione dello stomaco.

Dopo tutto questo papello entusiasta non posso non farvi vedere la dedica che mi sono fatta fare, per me e mio padre, così eravamo tutti contenti. Ma forse sono più contenta io!

au

Titolo: 1982. Il mio mitico mondiale
Autore: 
Paolo Rossi (con Federica Cappelletti)
Genere: 
Autobiografia
Anno di pubblicazione:
 2012
Pagine: 252
Prezzo: 14 €
Editore: Kowalski

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasvuota

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2 pensieri su ““1982. Il mio mitico mondiale” di Paolo Rossi, con Federica Cappelletti

  1. marisamoles ha detto:

    Io non sono una tifosa di calcio ma ammetto che i mondiali e gli europei li guardo. L’abitudine è iniziata proprio in occasione dei mondiali del 1982, in modo alquanto curioso. Te lo devo raccontare.

    Io vivevo a Trieste e avevo molti amici in Friuli, dato che fino all’anno precedente avevo frequentato l’università a Udine. Mio marito, allora fidanzato (so che non ti piace l’abuso del termine ma noi, dal primo momento in cui ci siamo messi assieme, abbiamo deciso che prima o poi ci saremmo sposati 🙂 ) lavorava nel capoluogo friulano. E tutto questo che c’entra? Mo’ te lo spiego.
    Era il 23 giugno 1982 ed ero andata in un paesino del Friuli per incontrare un’amica. Poi, visto che lì avevo altri amici, ho incontrato pure un amico del mare e, parlando parlando, il tempo passa e quando l’ho lasciato per recarmi alla stazione per prendere il treno che mi avrebbe portato a Udine così avrei raggiunto il fidanzato, non mi sono resa che fosse molto tardi sicché l’ho perso. Oggi come oggi, non sarebbe una tragedia: c’è il telefonino, basta chiamare e dire “guarda, ho perso il treno mi porti a Udine in macchina?”, ma allora c’era solo la cabina telefonica e quindi non avrei potuto rintracciare il mio amico a casa. Allora che faccio? Prendo il prossimo treno … eh, no! quella stazione è una stazioncina, non tutti i treni si fermano. Chiamo la mia amica ma a casa mi dicono che è andata a Udine (sigh!) dal fidanzato. Mi danno il numero e chiamo là. Spiego: “ho perso il treno, mi vieni a prendere al paese e magari mi porti nella stazione successiva ché lì passano tutti i treni?”. Lei che fa? Manda il fidanzato, lui mi viene a prendere e mi accompagna alla stazione successiva dove riesco a prendere il treno con il quale il mio fidanzato stava tornando indietro … era passata più di un’ora, nel frattempo. 😦 Solo molto tempo dopo ho scoperto che il fidanzato della mia amica, tifosissimo di calcio, quando ho telefonato stava incollato davanti alla tv a guardare la partita Italia-Cameron (1-1). Ora non chiedermi perché non sia venuta la mia amica a prendermi, non lo so, non gliel’ho mai chiesto. So solo che da quel 23 giugno seguo i mondiali e quell’anno l’Italia ha pure vinto!

    Paolo Rossi era un mito, come pochi oggi. Ma il libro non rientra nel mio genere e non credo possa decidere di leggerlo. Io ti ammiro molto perché leggi di tutto, mentre io sono troppo selettiva.

    • Valentina ha detto:

      Allora magari la tua (dis)avventura deve aver portato bene alla nazionale!
      Io confesso che seguo molto di più il campionato che i mondiali o gli europei, e comunque spesso non guardo le varie amichevoli o le partite di qualificazione. Inizio a guardare la nazionale quando già le cose si fanno serie. A un certo punto mi convinsi pure che se guardavo l’Italia le portavo sfiga; credo sia stato per i mondiali del 2002, appena iniziavo a vedere la partita l’Italia perdeva, così ci ho rinunciato. Nel 2006 però ci ho riprovato ed è finita bene, ricordo quell’urlo che ho lanciato dopo il fischio finale.

      A me piace leggere di tutto e spaziare, anzi ti anticipo che ho intenzione di leggere il mio peggior nemico, Fabio Volo. Però non so quando, devo fare un po’ di training autogeno prima. Ne vedremo delle belle!

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