Il lato destro di Gianrico Carofiglio

Il lato destro di Gianrico Carofiglio non è un libro di questo celebre autore, bensì quello che ho visto io ieri sera, con un’amica, ad un incontro con lui. Non sto criticando eh, avevo un’ottima postazione, si fa per scherzare. Ero così vicina che ha dato una caramella a me e alle due signore accanto. La foto non è mia, è di Ivano Ferazzoli (che non conosco, ma l’ho presa dall’evento Facebook), io ho solo aggiunto la freccetta e fatto un ritaglio. Quella con la freccetta rossa sulla testa tipo spada di Damocle sono io.

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Anche se il suo ultimo libro non mi aveva entusiasmata troppo, devo dire che ci tenevo ad incontrare Carofiglio, più che altro per le mie esperienze precedenti, tutte positive. Non mi ero fatta nessun’idea di lui (a parte il fatto che ero convinta che fosse bassino e invece è un uomo altissimo!!!) e sono rimasta piacevolmente colpita. Non so, mi è sembrato una persona a tratti timida ma molto simpatica, ci siamo ritrovati tutti a ridere di gusto in più momenti. È stato presentato dallo psicanalista Luigi Zoja che ha interagito con lui evidenziando, come il suo mestiere gli permetteva di fare, elementi molto importanti all’interno di Il bordo vertiginoso delle cose, elementi che personalmente non avevo notato e che Carofiglio stesso probabilmente non aveva programmato. Ma come si suol dire, la lettura è un atto creativo conseguente a quello della scrittura, ognuno di noi ci vede e ci rintraccia cose che magari l’autore non ha messo in conto e che si sono lasciate scrivere, possiamo dire. Si è parlato dell’ombra, in senso junghiano, dell’ipotetico confronto con un del futuro, e di tanti altri concetti che non voglio enumerare per evitare di sparare castronerie addentrandomi in un ambito che non mi compete.
L’autore tra le altre cose ci ha spiegato la scelta della narrazione in seconda persona che mi aveva un po’ lasciata perplessa all’inizio della lettura. Ha detto, praticamente, che l’intenzione è quella di far parlare il personaggio con se stesso. Io, forse fraintendendo – ma non per forza, nel senso che siamo sempre lì, ognuno la interpreta a suo modo -, avevo pensato che fosse un modo di coinvolgere il lettore e dirgli quasi “mettiti nei miei panni, immagina di essere me mentre compio queste azioni”. Poi ci ha raccontato degli aneddoti molto divertenti della sua vita da scrittore.
La mia opinione, quindi, almeno fino a questo punto, è molto molto positiva. Mi sono fatta firmare la mia copia e sono soddisfatta del pomeriggio passato in compagnia di Gianrico Carofiglio e i lettori affezionati di Palermo.

 

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4 pensieri su “Il lato destro di Gianrico Carofiglio

    • Valentina ha detto:

      Sai, penso che avrei la stessa impressione. Dipende da quello che amiamo noi nei romanzi. Io preferisco quelli con trame più dinamiche e meno introspezione. Diciamo che sono una persona più concreta Ma non dico mica che il libro è brutto, anzi!
      Ciao 😉

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