“Ricordi di un vicolo cieco (Zoom)” di Banana Yoshimoto

❗ PREMESSA: Ribadisco il significato di Zoom. La Feltrinelli ha creato una collana chiamata così che focalizza la sua attenzione su estratti da raccolte di racconti, saggi, ecc. Questo di cui sto per parlare è un racconto, non un libro intero. Ve lo dico perché quando ho comprato sei racconti Zoom credevo che fossero libri, quindi voglio evitarvi di fare lo stesso errore.

WP_003037È il secondo racconto che leggo della Yoshimoto e mi è piaciuto più del primo, forse perchè il tema è per me più coinvolgente.
Racconti di un vicolo cieco è un estratto dall’omonima raccolta e parla di una ragazza, Mimi, che deve affrontare una grande delusione amorosa ma trova accanto a sé un amico di cui sente di aver bisogno. Mimi infatti è fidanzata da tempo con Takanashi, il quale è andato a vivere per lavoro in un’altra città. I due sono fidanzati nel vero senso della parola e aspettano che lui torni a casa per sposarsi. Ma col passare del tempo lui si fa sentire sempre meno, non risponde alle telefonate e ai messaggi, e lei ingenuamente pensa che sia a causa del lavoro. Un giorno, dopo essersi confidata con la sorella, Mimi senza annunciarsi va da Takanashi e scopre che il ragazzo si è fatto una vita parallela con un’altra donna e che prima o poi glielo avrebbe detto. Sconvolta, la ragazza cerca di superare il trauma e la Yoshimoto col suo stile dolce e garbato ci comunica gli stati d’animo di Mimi che sembra quasi aver perso ogni punto di riferimento e deve affrontare il fatto che le sue certezze sono crollate.

Ad aggravare la situazione c’è un prestito di un milione di yen che Mimi aveva fatto a Takanashi e che lui non le ha mai restituito. Con quei soldi aveva comprato la macchina che avrebbero dovuto usare insieme da fidanzati e poi da sposati. E forse è questa la cosa che sconvolge di più Mimi: l’offesa di aver dato molto e non aver meritato nulla, anzi di essere pure stata rimpiazzata. Lei non sa come comportarsi perché ridurre tutto al denaro significa cadere in basso, ma per fortuna c’è Nishiyama al suo fianco, pronto ad ascoltarla e confortarla.

Nishiyama è un ragazzo che ha subito un grande trauma da piccolo, per colpa di suo padre, ma è cresciuto diventando una persona estremamente sensibile ed equilibrata. Forse l’amico perfetto per quella Mimi che invece è un po’ sprovveduta e ha bisogno di qualcuno a cui appoggiarsi. Perchè non tutti sanno bastare a se stessi, alcuni hanno bisogno di avere dei punti di riferimento.

Io personalmente non amo troppo i racconti, perché essendo brevi mi coinvolgono poco, quindi sono solita leggere soprattutto romanzi. Questo mi ha colpito in particolar modo per il tema trattato, ci ho trovato molti spunti di riflessione. Ho pensato, per esempio, al fatto che spesso ci si affida totalmente a qualcuno non mettendo in conto che quel qualcuno può toglierci il suo sostegno e alla fine che succede? Crolliamo. Ho pensato a questo tipo di rischio, insomma. Però la parte bella di Ricordi di un vicolo cieco credo sia il modo in cui l’autrice esprime quanto succede nella protagonista. La Yoshimoto racconta i turbamenti interiori di Mimi in maniera davvero delicata, scavando in fondo al groviglio di sentimenti che è difficile separare. Allo stesso tempo però ritroviamo un particolare tipo di introspezione che credo sia tipico di quella zona del mondo: non c’è chi si strappa i capelli per una delusione d’amore, bensì vediamo come si affronta il dolore con dignità e voglia di ripartire, nonostante tutto.

Titolo: Ricordi di un vicolo cieco
Autore:
 Banana Yoshimoto
Traduzione: G. Amitrano
Genere: Racconto
Anno di pubblicazione: 2012
Grandezza: 346 Kb (formato Kindle)
Prezzo: 0,99 €
Editore:  Feltrinelli  (Collana “Zoom”)

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasvuota

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2 pensieri su ““Ricordi di un vicolo cieco (Zoom)” di Banana Yoshimoto

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