“La mia ragazza di Magdalena” di Giorgio Scerbanenco

Ogni tanto, ultimamente, mi capita di andare a riscoprire autori italiani della prima metà del secolo scorso, autori che magari non ho mai sentito nominare e che mi vengono consigliati da altri lettori. Dopo Augusto De Angelis, è stata la volta di Giorgio Scerbanenco, che conoscevo solo di nome. Mi sono immersa nella lettura di questo romanzo, La mia ragazza di Magdalena, che mi ha fatto respirare le atmosfere tipiche dei western.

La mia ragazza di Magdalena è stato scritto nel 1949 da Scerbanenco che ha usato lo pseudonimo di John Coolemore (uno dei tanti che ha spesso usato, mi pare fossero nove), ed è stato ripubblicato da Sellerio nel 2004 nella collana “La memoria”. Questo romanzo, che fa parte del cosiddetto “ciclo del Nuovo Messico“, vede come protagonista Martino Correal, che fuggendo dal boss Carter per cui ha lavorato per un po’ di tempo, torna al suo paese natale, Magdalena, nel Nuovo Messico, appunto. Martino ha fatto innamorare di sé Lidia, una ragazza che lavorava per una fabbrica nella quale si preparava un colpo e che doveva servire come aggancio; non riesce a liberarsene, e lei non conosce nemmeno la vera identità dell’uomo. Per staccarsi da lei le confessa che va a cercare il suo vecchio amore, quella che tanti anni prima era una bambina meticcia che veniva sempre derisa da tutti e che lui non ha mai dimenticato: Zuñita. Martino arriva a Magdalena convinto di potersi redimere e diventare una persona onesta mettendosi a lavorare per bene, ma capisce che anche lì c’è del marcio. Joe Burner, il boss del paese, vuole controllarlo e prova prima a ricattarlo e poi a rovinarlo sfruttando anche il fatto che Zuñita è praticamente nelle sue mani. Che cosa può fare Martino per rendere libera la sua amata e risolvere la situazione? Situazione che si va a complicare ulteriormente quando arriva Lidia che lo avvisa che qualcuno ha fatto il suo nome e lo stanno cercando ovunque; quella Lidia che nonostante abbia sempre saputo che lui era un criminale, essendo innamorata di lui, vuole aiutarlo a fuggire.

Giorgio Scerbanenco

Giorgio Scerbanenco (1911-1969) è stato un giornalista e scrittore italiano di origine ucraina che si è contraddistinto nel panorama letterario per la sua prolificità – i colleghi lo chiamavano “macchina per scrivere storie” – e una grande versatilità. Si è dedicato, infatti, a generi come la fantascienza, la letteratura rosa o il western, ma è nel giallo che ha raggiunto l’eccellenza, tanto che in suo onore è stato creato il premio Scerbanenco, un’importante riconoscimento per la letteratura poliziesca e il noir. Questo di cui parliamo qui è un western e infatti i personaggi sono ganster, meticci, pistoleri e criminali americani, tutta gente coraggiosissima. Una cosa che mi ha colpito tantissimo è che in molti romanzi di quel periodo, e quindi anche in questo, i sentimenti vengono descritti in maniera strana e un po’ fredda, come se stessimo guardando un film e i personaggi non stessero vivendo la loro vita ma recitassero solamente. Avete presente, no?, quelle scene un po’ troppo teatrali. Ma è proprio questo il bello di tornare indietro e ritrovare certe perle, si riesce ad avere una visione migliore dell’evoluzione della letteratura, specialmente quella italiana, durante gli anni; evoluzione che in molti casi ha avuto esiti disastrosi (non fatemi fare nomi! chi vuole intendere, intenda).

Onestamente non capisco perché Scerbanenco sia stato accantonato in questo modo al giorno d’oggi. Per fortuna Sellerio ce lo ha riproposto rimettendo questo romanzo sugli scaffali, non più con lo pseudonimo di Coolemore, ma col vero nome dell’autore. Probabilmente col fatto che ormai i nuovi “scrittori” spuntano come funghi tendiamo a dimenticare quelli meno recenti, o forse la colpa è della nostra esterofilia. A me ad esempio piace moltissimo leggere autori stranieri, la letteratura inglese nello specifico mi affascina come poche altre cose, ma credo che prima di conoscere le altre civiltà faremmo meglio ad essere consapevoli della nostra, che non ha niente da invidiare a nessuno. Va benissimo girare il mondo con la mente e andare in tutti i luoghi del pianeta, ma ricordiamoci che abbiamo una grandissima storia letteraria, quindi prima di leggere giapponesi, arabi, israeliani, turchi e somali, prendiamo in mano autori del nostro paese. Uno tra tutti Giorgio Scerbanenco.

Buona lettura!

Titolo: La mia ragazza di Magdalena
Autore: Giorgio Scerbanenco
Genere: Romanzo, western
Anno di pubblicazione: 1949, ripubblicato nel 2004
Pagine: 232
Prezzo: 10 €
Editore: Sellerio

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasmezza

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3 pensieri su ““La mia ragazza di Magdalena” di Giorgio Scerbanenco

  1. Dottor Jim ha detto:

    “Onestamente non capisco perché Scerbanenco sia stato accantonato in questo modo al giorno d’oggi.”

    La butto lì: forse perché al giorno d’oggi i suoi libri non venderebbero come tanti autori mediocri odierni ma che fanno il botto subito (con grossi incassi più che certi e immediati per la casa editrice)?

    Per fortuna che ogni tanto qualcuno si ricorda di questi Grandi Autori e li fanno conoscere (e ripresentare) al grande pubblico.

    Un plauso a Sellerio e a te che lo hai letto e menzionato 🙂

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