“Don Chisciotte della Mancia” di Miguel de Cervantes

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2 volumi in cofanetto

Voglio parlarvi di un libro che ho letto anni fa per un esame di letteratura spagnola, il cui corso è stato tenuto da una professoressa che è una grande cervantista a livello europeo e che ha nel suo curriculum diverse pubblicazioni su questo tema e non solo. Il libro io l’ho letto sia in italiano che in spagnolo, e in lingua originale ovviamente è tutta un’altra cosa. A vedersi può sembrare un mattone, ma credetemi, ne vale la pena, ed è uno dei libri più belli che io abbia mai letto. La genialità di Cervantes non ha eguali.

Don Chisciotte della Mancia (titolo originale in lingua spagnola: El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha), opera più importante dello scrittore spagnolo Miguel de Cervantes Saavedra, è forse il primo romanzo moderno. Vi si rintraccianodiversi elementi del genere picaresco quanto elementi del romanzo epico-cavalleresco (come ad esempio Amadís de Gaula).
Il pretesto narrativo ideato da Cervantes è la figura dello storico Cide Hamete Benengeli, di cui Cervantes dichiara di aver ritrovato e tradotto in arabo il manoscritto nel quale sono raccontate le vicende di Don Chisciotte.
Pubblicato in due volumi a distanza di dieci anni l’uno dall’altro (1605 e 1615), il Don Quijote è l’opera letteraria principale del Siglo de oro, ed è il più celebrato romanzo della letteratura spagnola e mondiale.

L’opera narra le avventure di un hidalgo, Alonso Quijano (autonominatosi Don Chisciotte) e del suo scudiero Sancho Panza nella Spagna del ‘600. L’hidalgo, andato fuori di testa per l’eccessiva lettura di romanzi cavallereschi, si convince di essere un cavaliere la cui missione è quella di raddrizzare i torti e aiutare i necessitosi, facendosi aiutare dal suo valoroso scudiero (che in realtà è un contadino) e restando fedele alla sua dama Dulcinea del Toboso (in realtà Aldonza Lorenzo, che neanche conosceva). L’opera si compone di tutte queste avventure raccontate in modo esilarante ma spesso ironico (in senso pirandelliano), per renderci partecipi del disagio interiore di Don Chisciotte nei confronti del mondo che lo circonda. Egli infatti rappresenta l’utopia del ritorno ai valori del passato che, non potendo concretizzarsi, inesorabilmente si distrugge fino a morire (come il protagonista).

Come categoria letteraria è un romanzo, ma non si può definire bene di che tipo sia, perchè al tempo di Cervantes il romanzo non esisteva ancora e in quest’opera coesistono i diversi elementi della tradizione letteraria del tempo (novela picaresca, bucolica, cavalleresca, bizantina, moresca, ecc…). Cervantes vuole inoltre, mettere in ridicolo la letteratura cavalleresca per fini personali. Infatti, egli fu soldato, combatté nella battaglia di Lepanto e fu un eroe reale (ovvero impegnato in battaglie reali in difesa della cristianità), ma trascorse gli ultimi anni della sua vita in povertà (leggenda vuole che Cervantes passò gli ultimi anni in carcere), non solo non premiato per il suo valore, ma addirittura dimenticato da tutti. Egli cioè vuole opporsi all’opinione comune sugli eroi immaginari della letteratura cavalleresca, totalmente inesistenti e di fantasia, ma allo stesso tempo incredibilmente esaltati dalla gente comune e non solo. In altre parole, Cervantes vuole riequilibrare le opinioni delle persone sul valore reale dei soldati della cristianità in opposizione agli eroi immaginari dei libri cavallereschi.

Certo, ci vuole un bel po’ a leggerlo, soprattutto per chi non ha molto tempo, ma non ve ne pentirete. È un classico di sempre, infatti credo che prima o poi me lo rileggerò. Non posso dire in un semplice articolo tutto quello che ci sarebbe da dire su questo capolavoro, ma spero di avere solleticato un po’ la vostra curiosità.

TITOLO: Don Chisciotte della Mancia
AUTORE:
 Miguel de Cervantes
TRADUZIONE: Ferdinando Carlesi, a cura di Cesare Segre e Donatella Moro Pini
GENERE: Romanzo
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1605 (primo volume) – 1615 (secondo volume) [2003 questa edizione]
PAGINE: 2107
PREZZO: 28 €
EDITORE: Mondadori – Collana Oscar

GIUDIZIO PERSONALE: spienaspienaspienaspienaspiena

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12 pensieri su ““Don Chisciotte della Mancia” di Miguel de Cervantes

  1. marisamoles ha detto:

    Dopo aver letto i due volumi di “Robinson Crusoe” niente mi può scoraggiare. 😉
    Non l’ho mai letto, non ha mai suscitato curiosità o interesse anche se mi rendo conto che sia un classico da leggere almeno una volta nella vita. Ma, come hai detto tu, ci vuole tempo e temo che dovrò aspettare … la pensione. 😦

  2. claprof ha detto:

    Sapiente scelta di testi e artistica descrizione!.
    Grazie per ciò che ci offri con la Tua Anima!
    Un cordiale saluto 🙂
    Claudio

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