“Le competenze trasversali dell’amore” di Angelo Dolce

Le competenze trasversali dell’amore è un romanzo di Angelo Dolce, edito da Ottolibri a febbraio 2014, recentissimo! È il secondo dei libri che vi avevo anticipato che avrei letto di questa nuova realtà editoriale. L’ho divorato in pochissimo tempo e a parte un po’ di antipatia iniziale per la protagonista, mi è piaciuto molto.

copertina_dolce11-293x397Lorenza è una professoressa di matematica di cinquantadue anni; è sposata con Alberto da tanto tempo e ha due figli: Martina di vent’anni e Filippo di sedici. Lorenza da ragazza era un vero e proprio schianto, e adesso che è adulta si è conservata molto bene ed è una bellissima donna, ma suo marito sembra non guardarla nemmeno più e i suoi figli sembra che la considerino solo come “quella che prepara i pasti e tiene pulita la casa”. È solo a scuola che riesce ad incutere un certo timore e a pretendere il rispetto di tutti, portando spesso le sue alunne a crisi di pianto. Un giorno, però, l’insegnante di musica, per un problema, viene sostituito da un supplente di venticinque anni, il professor Grimaldi. Questo sembra un giovanotto simpatico, spensierato, amante della musica e soprattutto bello da morire, e Lorenza si prende una cotta per lui, ma una cosa innocente. Cosa decide di fare la nostra protagonista? Va su Facebook, si costruisce un account con una sua foto di trent’anni prima e un nome falso e aggiunge Grimaldi, il quale subito resta colpito. I due portano avanti per un po’ questa conoscenza virtuale, in cui lei sa chi è lui ma lui non sa chi sia lei; anzi, Grimaldi qualche volta tenta di incontrarla ma lei non può farsi scoprire, infatti a scuola continua a mostrarsi sempre antipatica e acida. Un bel giorno però il prof. ha un’illuminazione e nei corridoi, tra le aule, le confessa di averla riconosciuta e la bacia.

A questo punto inizia la vera storia di Lorenza, una donna che smette per un po’ di vivere in funzione degli altri e si sente apprezzata, che trova il suo piccolo posto nel mondo accanto ad un uomo che ha quasi la metà dei suoi anni e la fa sentire viva come non si era mai sentita. S’iscrive in palestra e riesce a recuperare in pochissimo tempo la forma perduta, diventa più comprensiva con le sue alunne che iniziano a stimarla senza averne più timore. Insomma, Lorenza inizia a vivere e a considerare ogni cosa da una prospettiva diversa. Si è innamorata del suo prof., ma quanto può durare tutto ciò?

Insomma, questo libro racconta la storia di una donna che probabilmente si è ritrovata bloccata in una vita piatta, in cui se ogni cosa era al suo posto era sufficiente; una donna che si accorge di sopravvivere e non di vivere, e che inizia a volere di più. E all’inizio risulta un po’ antipatica perché sembra una di quelle classiche donne mature che capiscono che stanno sfiorendo, non lo accettano e vogliono mettersi in competizione con le ventenni. Ma se in un primo momento Lorenza appare così, più avanti immedesimarsi in lei e capire fino in fondo i suoi turbamenti o la sua voglia di rivalsa è inevitabile. Quando inizia a passare un po’ di tempo con se stessa e i suoi figli le dicono “potresti andare meno in palestra e dedicarti di più a noi”, quando loro a casa non ci sono mai perché tornano solo per mangiare e dormire, non si può non stare dalla sua parte.

Per quanto riguarda cose più tecniche, il libro è scritto come una specie di verbale scolastico, (in basso poi vi lascerò l’incipit e capirete a cosa mi riferisco) ma nei fatti appare come un diario in cui, con linguaggio spesso formale e quasi burocratico, la protagonista annota quello che le succede. Il fatto che la storia sia narrata da una protagonista femminile ma sia scritta da un “autore uomo” fa riflettere un pochino. Onestamente non sono riuscita a capire se, in alcuni punti, il fatto che Lorenza usi un certo linguaggio sia da imputare al fatto che l’autore immagina che una donna si esprima in questo modo, o al fatto che la protagonista per sentirsi più giovane parli come crede parlino le ragazze con trent’anni meno di lei. Ma in ogni caso, questo è poca cosa rispetto ad un romanzo che per tanti altri versi colpisce.

RELAZIONE n.1
Ordine del giorno: Incontro
Data: 17 Maggio 2013, ore 6:30
Presenti: Prof.ssa D’Antoni, prof. Grimaldi, Giorgia.
Punti: A, B, C

Punto A
Oggi, in data 17 Maggio 2013, io sottoscritta professoressa Lorenza D’Antoni, docente di matematica, mi accingo a scrivere una relazione circa gli avvenimenti riguardanti la mia storia d’amore, svoltasi negli ultimi tre mesi del corrente anno scolastico.
Probabilmente ce ne sono state di più intense e, forse, l’atto di scrivere la mia storia è dovuto più alla consuetudine con cui a scuola, luogo dove ho passato la maggior parte della mia vita, a ogni riunione, collegio, consiglio, è sempre seguita una relazione in merito.
Oppure ne scrivo una perché, come con i verbali, credo che nessuno la leggerà mai. Sarà la mia relazione di quanto ho vissuto e che per fortuna mi è capitato.

Infine, non c’entra molto ma leggendo questo libro mi è venuta in mente questa canzone.

Titolo: Le competenze trasversali dell’amore
Autore: 
Angelo Dolce
Genere: 
Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2014
Pagine: 256
Prezzo: 18 € cartaceo, 5 € ebook
Editore: Ottolibri

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasmezza

Angelo Dolce è diplomato in Corno e laureato in Storia dell’Arte. Vive e lavora negli antichi luoghi della Repubblica di Venezia, dove frequenta le scuole, le chiese, i concerti, le orchestre, i musei, i teatri e i gruppi musicali. Nel 2001 è stato finalista al Premio Nazionale di  Narrativa V. Gentile, Bari, con l’opera ChinOtto. Nel 2013 ha pubblicato Pelle d’acciaio, note d’ottone. Vita e avventure di Lorenzo da Mestre nella Serenissima Repubblica d’Italia (Editoriale Programma).

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6 pensieri su ““Le competenze trasversali dell’amore” di Angelo Dolce

  1. marisamoles ha detto:

    Lette le prime righe, eccettuato il fatto che questa insegna matematica che io ho sempre odiato e che come insegnante non sono un cerbero, anche se vorrei esserlo a volte, mi ci ritrovavo … poi, però, è un altro film. Di supplenti decenti a scuola mia nemmeno l’ombra. 😦

      • marisamoles ha detto:

        Dipende dalle giornate, oggi per esempio ero una vipera perché non ne posso più della pioggia, sempre piove, sempre con l’ombrello, sempre con il trolley dei libri che finisce dentro le pozzanghere dove l’acqua è mista a fango … BASTA! Non ne posso più … e pare che anche i ragazzi siano meteoropatici, oggi erano insopportabili. 😦

        Mi accontenterei anche di un quarantenne …

        • Valentina ha detto:

          Anch’io odio la pioggia, quindi ti capisco. Qui per fortuna non piove tantissimo.
          Ma sono sicura che non vivi nella stessa situazione di Lorenza del libro, o almeno lo spero!

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