Da “L’anno della morte di Ricardo Reis”

José de Sousa Saramago, scrittore, critico letterario, poeta, drammaturgo e giornalista portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998.

Avevo tanti libri da cominciare dopo quello della Coltorti, ed essendo indecisa su quale prendere ho pensato di andare alla cieca. Anni fa a casa mia abbiamo fatto la raccolta dei classici del Novecento che uscivano con La Repubblica. Siccome sono messi su una mensola alta devo prendere la scala per salire e leggere bene i titoli, mentre se salgo sulla sedia riesco a prenderli senza leggere cosa ho in mano. Ho deciso di affidare alla sorte la mia scelta e questa volta ho “estratto” L’anno della morte di Ricardo Reis di José Saramago, autore che non avevo mai letto ma che in qualche modo m’incuriosiva.
L’edizione è Einaudi (che ha concesso la riproduzione a La Repubblica) e in quanto a traduzione mi sembra che non sia proprio eccelsa, però vado fino in fondo. Il libro è molto bello, ma non riesco a leggerne molte pagine al giorno, almeno non più di una quarantina. L’impaginazione è un po’ strana, le righe sono fitte fitte e i caratteri non grandissimi, quindi devo mettermi per forza gli occhiali, cosa che mi dà un po’ fastidio perché non ci sono abituata e infatti leggo sempre senza.
Non sapevo nulla su questo libro e ne sto rimanendo piacevolmente colpita. Praticamente Ricardo Reis è uno degli eteronimi di Fernando Pessoa, grande poeta e scrittore portoghese. Come lo ha descritto lo stesso Pessoa, Reis è un medico portoghese che si è trasferito in Brasile per protesta contro la proclamazione della repubblica, e non si sa quando sia morto. Saramago lo fa sopravvivere a Pessoa, dopo la cui morte Reis torna a Lisbona e decide di riprendere la sua vita lì incontrando in una dimensione quasi onirica il poeta scomparso.

Un po’ pesantino e con uno stile complicato, ma la mia opinione è molto positiva al momento (e mi è pure venuta voglia di studiare il portoghese!). Intanto beccatevi questo estratto.

Sono così i giornali, sanno parlare solo di ciò che è successo, quasi sempre quando ormai è troppo tardi per riparare agli errori, ai pericoli e alle mancanze, sarebbe un buon giornale quello che il primo gennaio del millenovecentoquattordici avesse annunciato lo scoppio della guerra per il ventiquattro luglio, allora avremmo potuto disporre di quasi sette mesi per scongiurare la minaccia, chissà, forse avremmo fatto in tempo, e meglio ancora sarebbe se fosse apparso l’elenco di colore che sarebbero morti, milioni di uomini e di donne a leggere sul giornale del mattino, con il caffellatte, la notizia della propria morte, un destino segnato e da compiere, giorno, ora e luogo, il nome per esteso, che farebbero sapendo che li ammazzeranno, che avrebbe fatto Fernando Pessoa se avesse potuto leggere, due mesi prima, L’autore di Mensagem morirà il trenta novembre prossimo per una colica epatica, forse sarebbe andato dal medico e avrebbe smesso di bere, forse avrebbe annullato la visita e si sarebbe messo a bere il doppio, per poter morire prima.

“L’anno della morte di Ricardo Reis”
José Saramago
La Biblioteca di Repubblica, Novecento
pag. 41

Annunci

2 pensieri su “Da “L’anno della morte di Ricardo Reis”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...