“Fiesta” di Ernest Hemingway

Non so se ho mai detto di amare moltissimo Hemingway, probabilmente fino ad ora non è capitato. Lo dico adesso: per me è un grandissimo autore, uno di quelli che non hanno bisogno di colpire i lettori con metafore strane, paroloni, e simbolismi vari. A lui bastava narrare una storia, dire semplicemente cosa succedeva, con uno stile quasi giornalistico e asciutto, il resto veniva da sé. E quanto pare veniva bene! Per quanto io lo adori, non ho ancora letto tutto, ma piano piano mi metto in pari e non rimango mai delusa.

10259697_1493752180838370_3444507920944322617_nStavolta ho letto Fiesta, il suo primo romanzo, pubblicato per la prima volta a New York nel 1926. Il titolo completo è Fiesta (Il sole sorgerà ancora) e racconta della vita del protagonista, Jake Barnes, e di alcuni amici, partendo da Parigi per arrivare alla festa di Pamplona. Il gruppo parte dalla città francese con lo scopo di assistere all’encierro, cioè al festival annuale della città spagnola durante il quale i tori, per passare dai recinti all’arena, vengono fatti correre per le strade inseguiti dalle persone. Ogni tanto per qualcuno finisce male, ma non è questo il punto. La storia è considerata autobiografica e i personaggi sono basati su persone reali, rappresentando quella che lo stesso Hemingway, insieme a Gergtrude Stein (sua mentore), definì “generazione perduta”. Ad essa appartenevano tutti quei giovani che avevano raggiunto la maggiore età durante la grande guerra e che, possibilmente vi presero parte.

Jake Barnes, costretto all’impotenza da una ferita riportata in guerra, è innamorato della sua amica lady Brett Ashley, una donna divorziata e molto “vivace”che deve sposare il ricco Mike Campbell. Robert Cohn è un amico di Jake, che si è fatto incastrare in una relazione con Frances, una donna più grande di lui che vuole sposarsi; conosciuta Brett, Robert ne rimane incantato e comincia ad interrogarsi sul rapporto con la fidanzata. Jake e Brett si amano (non completamente, data la sua ferita che però non viene mai descritta) e quando lui le chiede di vivere insieme lei rifiuta. Quando Frances si stacca dal gruppo per far visita a degli amici in Inghilterra (in realtà ci viene quasi mandata), gli amici, insieme al nuovo arrivato Bill, intraprendono il viaggio verso la Spagna, prima separatamente e poi insieme, per poi ritrovarsi e disgregarsi a Pamplona. Si scopre che Brett è stata insieme a Robert, ma poi non sopporta più di vederselo intorno, così scappa insieme a Romero, un giovane e affascinante torero, per poi lasciare anche lui e chiamare Jake e riflettere insieme a lui su quanto sarebbero potuti stare bene se le cose fossero andate diversamente.

La storia è narrata in prima persona da Jake Barnes, un uomo che praticamente s’inganna da solo: è innamorato di una donna di facili(ssimi) costumi ma tenta di non darlo a vedere, di convincersi, quasi, che non sia così, perché sa di non poterla amare come vorrebbe. Per questo motivo si dedica a tutt’altro, pesca con Bill, cerca di godersi la fiesta di Pamplona e si tuffa nell’alcool. Brett, invece, rappresenta pienamente la libertà sessuale degli anni Venti del secolo scorso: non si fa troppi problemi, ha diverse avventure anche di una sola notte, ma rimane comunque legata a Mike, il promesso sposo, che sembra non dolersene troppo. Poi c’è Robert, che è il più introverso di tutti anche perché fin dall’infanzia ha sviluppato complessi d’inferiorità dovuti pure al suo essere ebreo; per farsi forza è diventato pugile, ma a causa dell’amore per Brett viene poi schernito e preso di mira dal resto del gruppo, ricevendo anche insulti antisemiti.
Il personaggio che, comunque, sembra il più equilibrato è Bill, cioè uno dei meno importanti ai fini della storia.

Romanzo a chiave1, Fiesta è l’opera che consacra ufficialmente Ernest Hemingway, ventisettenne, tra i più grandi autori nordamericani del Novecento. Credo che, al di là della storia, il suo modo di raccontare sia unico e suoi personaggi siano descritti perfettamente, come pochissimi altri hanno saputo fare.

Titolo: Fiesta (Il sole sorgerà ancora)
Autore:
 Ernest Hemingway
Traduzione:
 Ettore Capriolo
Genere: 
Romanzo
Anno di pubblicazione:
 1926 (2007 questa edizione)
Pagine: 227
Prezzo: 9 €
Editore: Mondadori – Collana Oscar, Classici moderni

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasmezza


  1. Un romanzo a chiave (in lingua francese roman à clef o roman à clé) è un romanzo che descrive la vita reale dietro una facciata di finzione. La “chiave” di solito è un personaggio famoso o, in alcuni casi, l’autore del romanzo. (Wikipedia
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8 pensieri su ““Fiesta” di Ernest Hemingway

  1. rodixidor ha detto:

    Finalmente parli di un autore che amo anche io che come tutte le letture giovanili penso abbia contribuito alla mia formazione (nel bene e nel male). Di Fiesta ricordo l’atmosfera di vitalità introspettiva del variegato gruppo di personaggi e della Spagna. Mi son sempre chiesto come facessero ad ubriacarsi di notte ed andare a pesca all’alba, ma quella era l’atmosfera di “gioventù bruciata a cavallo degli anni 40-50 che Hemingway ha saputo raccontare. Devi sapere che sono animalista e condanno la corrida ma in questo libro viene raccontata in maniera epica e riesco a capirne anche io i risvolti di un romantico archetipo.

    • Valentina ha detto:

      Prima o poi li affronto tutti, gli autori 😉
      La corrida la condanno anch’io, ti capisco. Poi mi faceva un po’ impressione quando si rallegravano tutti per la morte del toro e il sangue che schizzava ovunque. Ma bisogna capire il contesto, l’epoca e tante altre cose.

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