“Stoner” di John E. Williams

Chi mi conosce sa quanto io non mi fidi delle varie mode, ma anche quanto io sia curiosa. Questa volta il libro in questione, che ho evitato per molto tempo, è Stoner di John Williams. Ho deciso di leggerlo adesso insieme ad altri amici (per #letturecondivise commentandolo su Twitter) perché tutti gli altri lettori iniziavano a non parlarne più, quindi mi sono detta: è il momento giusto. Ci ho messo solo quattro giorni a leggerlo e ce ne avrei messi anche meno se nel palazzo accanto non avessero usato ogni mattina dalle sei e mezza il martello pneumatico, ma questa è un’altra storia. Sono stata letteralmente travolta da questo libro che, per quanto mi riguarda, la buona fama di cui gode se la merita tutta.

Stoner è stato scritto nel 1965 ma per qualche strano motivo è stato dimenticato fino a quando, nel 2006, è stato ripubblicato dalla New York Review Books suscitando l’interesse del pubblico più moderno. In Italia ci è arrivato nel 2012 grazie a Fazi editore. La vicenda narra di un uomo, William Stoner, nel periodo della sua vita che va dagli anni Dieci agli anni Cinquanta e che comprende le due guerre. A Stoner non succede niente di particolarmente eclatante. Figlio di due contadini, ha grazie al padre la possibilità di iscriversi all’università nel corso di agraria, ma grazie ad un unico esame di letteratura (che col suo corso c’entrava poco) vede nascere in sé la passione per le lettere e cambia la sua strada. Grazie al suo professore intraprende la carriera universitaria e diventa anche lui un docente di tutto rispetto.

Stoner si sposa con una donna che gli rende la vita un inferno, ha una figlia che vuole amare ma gli viene quasi impedito di farlo, s’innamora una sola volta e gli viene impedito di fare anche questo, si ammala e, infine, muore. Cose che succedono a tantissime altre persone, direte voi. Sì, ma Williams ha un modo di narrare la storia che rende Stoner un eroe agli occhi di ogni lettore, un uomo che si fa da solo e cerca di resistere a tutte le avversità della vita. È felice in quei pochi momenti in cui la figlia gli regala un sorriso, in cui la donna che ama è con lui e in cui studia e aumenta il suo sapere; il resto è una lotta per la sopravvivenza.

Si ritrovava a chiedersi se la sua vita fosse degna di essere vissuta. Se mai lo fosse stata. Sospettava che alla stessa domanda, prima o poi, dovessero rispondere tutti gli uomini. Ma si chiedeva se, anche agli altri, essa si presentasse con la stessa forza impersonale.

Personalmente ci ho riflettuto un po’, dopo aver finito di leggere questo libro. Non mi spiegavo come la vita di un uomo così normale mi avesse colpita e travolta fino a questo punto, ma poi ho capito: è il modo di scrivere dell’autore, così semplice e asciutto, ma allo stesso tempo così vero, che è impossibile non farsi prendere. Anche il ritmo è scandito in maniera magistrale, a seconda dello stato d’animo e dei momenti della vita del protagonista: spesso rallenta per poi riprendere a tutta velocità facendovi rituffare nella storia. I personaggi sono bellissimi, anche quelli che si comportano da antagonisti. Prendiamo la moglie Edith, per esempio, lei è una donna fredda, anzi gelida, che sembra stare lì unicamente per rendere infelice suo marito allontanandolo da sua figlia e negandogli l’amore che si sarebbe meritato, eppure lo fa con classe, con eleganza e con astuzia. È un bel personaggio anche lei, come la figlia Grace, che fa di tutto per scappare di casa e dalle grinfie di sua madre, perfino una cosa che ai tempi era scandalosa.

Alla fine c’è una bellissima postfazione di Peter Cameron, il quale dichiara di aver letto questo libro già tre volte e di volerlo rileggere ancora, perché c’è sempre qualcosa di nuovo. Ho amato molto Stoner, quindi in futuro mi dedicherò sicuramente ad altre opere di John Williams, mi ha colpita in particolar modo il suo stile.

Credo che se ne farà perfino un film, anzi, mi dicevano che se n’è interessato pure Tom Hanks, che amo particolarmente. Comunque staremo a vedere. Nel frattempo leggetevi questo libro (molto autobiografico), perché merita davvero. Non mi succedeva da molto tempo, di rimanere incollata in questo modo alle pagine, se vi fidate del mio giudizio non ve ne pentirete affatto.

A quarantatré anni compiuti, William Stoner apprese ciò che altri, ben più giovani di lui, avevano imparato prima: che la persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l’amore non è una fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un’altra.

Titolo: Stoner
Autore:
 John E. Williams
Traduzione:
 Stefano Tummolini
Genere: 
Romanzo
Anno di pubblicazione:
 1965 (2012 questa edizione)
Pagine: 334
Prezzo: 17,50 €
Editore: Fazi

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienaspiena

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7 pensieri su ““Stoner” di John E. Williams

  1. leduenellie ha detto:

    Assolutamente divino! L’avevo recensito anche io perché aveva colpito proprio per la sua naturalezza e scioltezza.. divorato in pochissimo giorni, rimasto nel cuore per moltissimo tempo!

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