“Ci sono bambini a zigzag” di David Grossman

“Ci sono persone rotonde, mia cara signora,
ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no,
e ci sono… Ci sono bambini a zigzag!”

WP_003621Amnon Feierberg, detto Nono, è una bambino di quasi tredici anni che sta per celebrare il suo bar-mitzvah e, orfano di madre, vive col papà poliziotto e la sua compagna Gabi. Nono, pochi giorni prima dell’evento, viene mandato a trovare un zio per calmarsi un po’, dato che è un ragazzino molto vivace, e inizia un viaggio in treno che sin dall’inizio si rivela strano. Comincia ad incontrare bizzarri personaggi che si scambiano le identità, come un poliziotto e un prigioniero, che alla fine dei giochi invertono le loro condizioni. A questo punto scopre in una lettera, che gli viene fatta trovare, che il papà e Gabi gli hanno organizzato una serie di sorprese e di enigmi che lui dovrà risolvere, iniziando da una persona che deve individuare nel suo scompartimento e a cui deve chiedere “chi sono?”. Nono, però, per errore o per curiosità, viene attratto da un vecchio in abito bianco che si trova in un altro scompartimento e che sembra saper rispondere alla sua domanda: “Tu sei Amnon Feierberg, ma in casa il tuo signor papà ti chiama Nono”.

È qui che inizia l’avventura di Nono insieme a Felix, che si rivela essere il famoso Felix Glick, ladro di fama internazionale di cui Gabi gli ha sempre parlato di nascosto al papà. L’uomo fa fermare il treno puntando una pistola al macchinista, scende insieme al bambino e lo asseconda in tutto quello che vuole fare, persino conoscere la famosa attrice di teatro che Gabi adorava così tanto, Lola Ciperola, affinché possa chiederle di dargli il suo scialle viola e donarlo alla sua più grande fan. Un giorno, però, Nono scorge i titoli su un giornale e legge di una grande preoccupazione per il bambino rapito da Felix Glick. Non aveva mai pensato di essere stato rapito, credeva che fosse il gioco predisposto da papà e Gabi, ma col tempo capisce che entrambe le ipotesi erano sbagliate. Nono sta facendo un viaggio nel suo passato: capirà, quindi, perché suo padre abbia cancellato ogni traccia della madre e dei nonni materni, perché Gabi gli abbia raccontato, come fosse un patto segreto, di Lola Ciperola e della fabbrica di cioccolato e perché il signor Feierberg fosse un uomo così triste e assetato di giustizia. E soprattutto: chi sono Felix e Lola?

Questo libro volevo leggerlo da un po’ e ne ho approfittato adesso che mi è stato regalato.
Ci sono bambini a zigzag è un romanzo scritto da David Grossman nel 1994 e pubblicato in Italia nel 1996 da Mondadori, che parla di vita, amore, sentimenti e famiglia. Inizialmente è stato pensato come favola per ragazzi, ma si è capito da subito che sarebbe stato una vera perla per un pubblico più adulto. Il tono della storia è, appunto, fiabesco, quasi onirico e tutto viene visto dagli occhi di un bambino che scatena tutta la sua fantasia ma, di contro, fa di tutto per essere realista. Il padre, infatti, lo ha fatto appassionare alla polizia, insegnandogli tanti trucchi del mestiere affinché lui in futuro diventasse un bravo poliziotto. È proprio per questo motivo che Nono alla fine capisce la verità taciuta troppo a lungo sul suo passato, è perfettamente in grado di raccogliere tutti gli indizi che la vita e le persone gli fanno trovare e di “risolvere il caso”. Alla fine è quasi come se questa verità lui l’abbia avuta dentro di sé da sempre, è capace di ricostruire perfino il passato di sua madre senza averle mai parlato, ma accorgendosi che nei suoi 13 anni di vita anche Gabi gli ha sempre raccontato un po’ di lei, Zohara, senza che lui lo sapesse.

A Nono è sempre mancata una figura materna, di Zohara non gli interessa quasi nulla perché in fondo nemmeno l’ha conosciuta, è morta quando lui era troppo piccolo per capire. Ha sempre avuto come punto di riferimento la figura di Gabi, una donna non bella e non appariscente ma piena di vita e gioiosa, che spera un giorno di sposare suo padre. Nono vuole lei come mamma, ma si accorge a un certo punto che è importante sapere chi era e come viveva la sua vera madre, sapere se c’è almeno un po’ di lei nel suo sangue. E lo fa grazie a Felix e ai suoi espedienti quasi teatrali.

Lo stile di Grossman in questo libro è completamente diverso dagli altri, specialmente da quello di Col corpo capisco che ho letto poco tempo fa. Niente di complicato o di poco chiaro: qui è tutto raccontato in modo così delicato e giocoso che il lettore non può non appassionarvisi immediatamente.

Titolo: Ci sono bambini a zigzag
Autore:
 David Grossman
Traduzione:
 Sarah Kaminski e Elena Loewenthal
Genere: 
Romanzo
Anno di pubblicazione:
 1994
Pagine: 336
Prezzo: 9,50 €
Editore: Mondadori – Oscar

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasmezza

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9 pensieri su ““Ci sono bambini a zigzag” di David Grossman

  1. leduenellie ha detto:

    Letto alcuni anni fa ma ancora ricordo bene il tono giocoso e completamente differente dagli altri suoi lavori: e credo che la copertina, per una volta, sia stata scelta degnamente!

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