“Cimettolafaccia” di Costanzo Ferraro

cimettolafaccia

Oggi vi parlo di un libro che ho letto in poche ore e che mi ha colpita davvero molto. Tra l’altro non era nella scaletta di libri che mi sono fatta per l’estate – scaletta che, comunque, varia continuamente perché sono un po’ schizzata e cambio sempre idea -, è stato inserito all’improvviso e si è rivelato una lettura molto interessante sotto diversi aspetti.

Cimettolafaccia è un libro di Costanzo Ferraro, edito da Valigie Rosse a maggio 2014. Sostanzialmente è l’autobiografia di un ingegnere, ma detta così ci si potrebbe chiedere “e che ha di speciale?”. Ha di speciale il fatto che il protagonista, che narra di sé in prima persona, convive da sempre con una disabilità fisica provocata da alcune complicanze del parto: oggi probabilmente sarebbe stato fatto un cesareo, ma quel giorno la madre fu addormentata a sua insaputa e il bambino venne tirato fuori (forse in maniera maldestra) con una specie di ventosa.

Costanzo nasce a Carpi il 4 gennaio del 1971 con una tetraparesi spastica distonica.

La vita per un bambino (poi ragazzino, ragazzo e uomo) con questo problema non è semplice come quella degli altri, l’autore parla dei tempi della scuola, delle cotte unilaterali per le ragazze, della voglia semplicemente di mangiare una fetta di pizza insieme a qualche amico il sabato sera. Mi viene da pensare che la razza umana sia un po’ strana, predica bene e razzola male: le persone s’impietosiscono di fronte a certe malattie o alle disabilità, ma si dileguano quando ci sarebbe bisogno di loro perché probabilmente è troppo difficile gestire queste situazioni diverse dall’ordinario. Tutto ciò senza capire che nessuno vuole la nostra pietà, ma che una persona con un problema vorrebbe semplicemente essere trattata come se quel problema non ci fosse, in modo normale.

Costanzo capisce che il suo corpo nel suo futuro non potrà giocare un ruolo importante, quindi sceglie di affidarsi alla sua testa. Dopo la maturità (che nonostante le difficoltà conquista con un 56/60) decide di trasferirsi a Pisa per studiare informatica. Sa già che sarà molto difficile perché, per fare un esempio, non gli risulta agevole nemmeno scrivere gli appunti delle lezioni su un quaderno tenendo in mano una penna. Ma a Pisa, lontano dal suo ambiente natio che ormai gli stava stretto, Costanzo trova persone che lo aiutano a conquistare, passo dopo passo, la fiducia in se stesso, la laurea e la consapevolezza che lui può e deve farcela. Così diventa un ingegnere informatico e adesso si occupa di sviluppare software.

Questo libriccino spiega come l’autore non si sia mai abbattuto, ma anzi come abbia scelto di combattere per la sua causa. Ci sono tantissime figure importanti che incrociano il suo cammino, medici, compagni di studi, insegnanti, ma la più importante sembra essere Silvia Lavalle, assunta nel 2010 come assistente personale, che ora rappresenta tutto il mondo di Costanzo Ferraro e lo ha aiutato a scrivere la sua autobiografia. Lui fa i nomi di chi ha reso migliore la sua e non ha paura di dire chi invece l’ha resa peggiore: come dice il titolo stesso del libro, Costanzo Ferraro, con toni spesso arrabbiati e sarcastici, ci mette la faccia.

Titolo: Cimettolafaccia1
Autore:
 Costanzo Ferraro
Genere: 
Autobiografia
Anno di pubblicazione:
 2014
Pagine: 96
Prezzo: 10 € (12 € con le spese di spedizione acquistandolo dal sito)
Editore: Valigie Rosse – Collana “Gli asteroidi”

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasvuota

 

Costanzo Ferraro nasce nel 1971 a Piano di Sorrento. Nella splendida Capri matura la volontà di evadere e raggiungere la “rossa” Toscana. Nel 1999 si laurea in Scienze dell’Informazione. Silvia, invece, spezzina classe 1970, si laurea per sbaglio in Giurisprudenza, ma scrive da sempre. Dal loro incontro avvenuto nel 2010 nasce questo libro.


  1. Il libro esiste solo in versione cartacea, i libri di Valigie Rosse sono in tiratura limitata, 500 copie ognuna numerata a mano. 
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4 pensieri su ““Cimettolafaccia” di Costanzo Ferraro

  1. rodixidor ha detto:

    Molto interessante la tua segnalazione su questo libro che senza questo prezioso “passa-parola” passerebbe inosservato nella confusione della pubblicità editoriale. Grazie a te.

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