“Io e Dewey” di Vicki Myron

WP_003703Sono un’appassionata di gatti e l’anno scorso mi sono messa a chiedere in giro qualche titolo di libro che avesse a che fare con questi animali, ma evitando quelli stile “che carini, pucci pucci, miao miao”, perché poi diventano letture stupide. Qualcuno mi disse di prendere Io e Dewey di Vicki Myron e poco tempo fa l’ho ordinato su Amazon, dove, dato che era rimasuglio di magazzino, l’ho pagato meno di tre euro. Finalmente qualche giorno fa ho trovato il modo (e anche l’ispirazione) di leggerlo ed è stata una bella esperienza.

Chi ha o ha avuto degli animali, sa bene come funziona; chi ha o ha avuto gatti, lo sa ancora meglio. Sono degli esseri davvero incredibili, dotati di un’intelligenza che va al di là del “prendi la pallina e riportamela”. Un gatto ti guarda e sembra dirti “credi che io sia un troglodita? ma per chi mi hai preso?”, ma è capace di amarti in un modo che oso definire unico.
Vicki Myron è un’impiegata della biblioteca della cittadina di Spencer, in Iowa, e in una gelida mattinata di un gelido gennaio, dopo essere arrivata sul posto di lavoro, sente un rumore nella cassetta che avevano creato nel muro per la restituzione dei libri dall’esterno. Va a vedere e sotto un mucchio di libri gettati lì alla rinfusa nota un esserino rosso infreddolito ma per nulla impaurito. Lo prende e insieme a qualche collega cerca di scaldarlo e nutrirlo, ma fin dal primo momento Vicki sa già che quel gattino rappresenterà una delle cose più importanti non solo della sua vita ma di quella dell’intera comunità. Col passare del tempo, infatti, Dewey – nome completo Dewey (come la classificazione bibliografica) Readmore Books (Leggi più libri, il cognome) – diventa la mascotte della biblioteca, poi della città, poi dell’Iowa e poi quasi dell’America. Arriva gente da posti sempre più lontani per fotografare, conoscere o realizzare servizi sul famoso gatto della biblioteca, quel micio che saluta tutti quelli che entrano, accoglie le persone nella sua “casa” e dà amore in modo speciale a coloro che hanno dei problemi.


Parte del servizio su Dewey realizzato per il programma televisivo Living in Iowa

Anche se Dewey è stato adottato dalla biblioteca, la sua vera mamma è Vicki, che lo cura e lo tiene in casa con sé per le vacanze. E Dewey ama profondamente anche Jodi, la figlia di Vicki, con cui ha un rapporto speciale. Alla vita del gatto (19 anni, dall’87 al 2006, vissuti pienamente) si alternano, nella narrazioni, episodi di quella di Vicki: il matrimonio, la nascita di Jodi, i problemi col marito e la separazione, il trovarsi a crescere una figlia da sola quasi senza un quattrino,  la voglia di migliorare e le malattie. Vicki non ha avuto una vita facile, si è dovuta conquistare tutto col duro lavoro e in più è stata più volte buttata giù da brutti eventi, personali e nella sua famiglia. Ma si è sempre rialzata per andare avanti. Quando nessuno sembrava capire davvero il suo dolore, quando nessuno le offriva un abbraccio, Dewey lo capiva e mentre lei lavorava le si metteva in braccio e le appoggiava la testa addosso come per abbracciarla e farle capire che lui c’era, oppure l’accoglieva ogni mattina salutando con la zampetta. Perché sì, gli animali (e i gatti!) sono così, non occorono spiegazioni: non parlano il linguaggio umano, ma capiscono benissimo emozioni e stati d’animo, e sanno darti più di chiunque altro il loro conforto e la loro comprensione.

Dewey e Vicki

Dewey, inoltre, con la sua fama ha contribuito quasi a pubblicizzare Spencer e attirare imprenditori, attività e nuovi posti di lavoro, risollevando l’economia di una cittadina che più volte aveva rischiato di crollare. Il gatto ha significato molto per tutti, tanto che è apparso perfino in un servizio nella tv Giapponese.
Questo è un libro che si legge tutto d’un fiato, ma che piace a seconda di quanto si riescano a capire i sentimenti di chi lo ha scritto. Se non avete mai avuto esperienze con animali, vi sembrerà la semplice vita di un gatto di biblioteca, che appare la mattina e cammina tra i piedi alle persone tutta la giornata; se invece conoscete un po’ quel tipo di legame, capirete a fondo le parole dell’autrice, Vicki Myron, che racconta in prima persona della sua vita e dei 19 anni con Dewey, il suo amico speciale.

Devo dire che mi sono commossa davvero, soprattutto all’inizio quando il gattino viene trovato e alla fine, quando Dewey muore. L’autrice non ha scritto una storia smielata su quanto il gattino fosse bello, la Myron parla del rapporto tra la gente e un gatto che ha dato davvero tanto a tutti, migliorando le loro vite.

Titolo: Io e Dewey
Autore:
 Vicki Myron (con Bret Witter)
Traduzione:
 Giulia Balducci
Genere: 
Autobiografia
Anno di pubblicazione:
 2008
Pagine: 279
Prezzo: 6,50 €
Editore: Sperling & Kupfer

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasvuota

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4 pensieri su ““Io e Dewey” di Vicki Myron

  1. Elena ha detto:

    Un libro bello e come dici tu non smielato e troppo pucci pucci…. Me lo segno! Se vuoi da noi trovi la recensione di Cleo di Helen Brown, anche questo ha come protagonista un gatto che aiuta un ragazzino e la sua mamma a superare una grave perdita…. Buona giornata!

  2. Monique ha detto:

    Questo lo leggerò…anche io vengo da 18 anni di amicizia felina 😉 Il tuo post mi ha fatto pensare a diverse librerie che hanno gatti al loro interno, in particolare alla libreria di Orlando a Bordighera: Orlando è il gatto che ne è diventato la mascotte, tanto da attirare clienti anche dagli altri paesi.

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