“Un filo di fumo” di Andrea Camilleri

WP_003784Un filo di fumo è un romanzo del 1980 di Andrea Camilleri, pubblicato la prima volta da Garzanti e poi da Sellerio. Anche in questo libro l’autore confessa che l’ispirazione gli è arrivata dal ritrovamento, tra le carte di suo nonno, di un volantino che metteva in guardia contro le macchinazioni di un commerciante di zolfo disonesto. Allora cosa fa Camilleri? Con questa cornice storica, inventa tutta una storiella niente male e la condisce col suo famoso humor intriso di dialettalismi che così tanto piace non solo a noi italiani ma anche all’estero.

Siamo a Vigàta, nel 1890, e tutto il paese aspetta la rovina di Totò Romeres, detto Barbabianca (perché è un ex vasaio arricchito, e aveva sempre la barba sporca di materiale bianco), e della sua azienda che gestisce coi figli. Don Totò, tempo addietro, teneva nei suoi magazzini una certa quantità di zolfo affidatagli dalla ditta Jung, zolfo che poi un piroscafo russo sarebbe venuto a riprendere. Ma, avidi di guadagno, i Romeres si sono venduti la merce a metà prezzo, quindi, appena arriva ‘sta nave russa, che cosa le devono dare? I Barbabianca tentano di trovare lo zolfo perduto, per avere qualcosa da restituire, ma hanno contro tutta Vigàta tranne i Munda, che debbono molto a don Totò, che ha salvato dall’ergastolo Gerlando. Perfino don Angelino Villasevaglios, praticamente cieco, sta lì al balcone ad aspettare – come fosse l’ultima cosa da fare nella sua vita – quel filo di fumo che si vedrà dal porto e che sarà il segno che il piroscafo Tomorov è arrivato a decretare la definitiva disfatta dei Barbabianca, ma le cose vanno totalmente in maniera inaspettata.

La trama di questo romanzetto di 120 pagine è essenzialmente questa, ma la vicenda di base è inframmezzata da ogni tipo di pasticcio possibile: corna, bisticci, torinesi trapiantati in Sicilia, malumori e il bellissimo ritratto dell’umanità più varia. Camilleri scrive in un modo davvero divertente e se qualche parola non la capite, non abbiate paura, alla fine c’è un breve glossario in cui c’è la spiegazione di tutti i significati.
Per quanto mi riguarda continuo a sostenere che il miglior Camilleri è quello che non scrive di Montalbano, preferisco di gran lunga i suoi romanzi storici; il tono divertente e l’atmosfera del grosso pasticcio, comunque, si trovano in tutti i suoi romanzi e sono l’elemento che contraddistingue questo autore, che reputo tra i migliori del nostro paese.
Devo dire, però, che non è il migliore dei suoi libri, almeno di quelli che ho letto fino ad ora dell’autore di Porto Empedocle: La concessione del telefono resta imbattuto.

Di questo romanzo è stato fatto anche un carinissimo audiolibro letto da Fiorello, in alcuni punti a due voci con lo stesso Camilleri. Io personalmente non riesco a stare concentrata quando ascolto, preferisco leggere, ma credo che per chi fa lunghi viaggi in macchina sia un intrattenimento molto gradevole.

Titolo: Un filo di fumo
Autore:
 Andrea Camilleri
Genere: 
Romanzo
Anno di pubblicazione:
 1980 (con questo editore 1997)
Pagine: 160
Prezzo: 8 €
Editore: Sellerio

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasmezza

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8 pensieri su ““Un filo di fumo” di Andrea Camilleri

  1. Elena ha detto:

    Ecco devo fare ammenda, non ho mai letto nulla di Camillerri, ci ho provato quando è cominciata la serie dei romanzi su Montalbano, ma faccio fatica a leggere il suo modo di scrivere, mio marito invece che è appassionato di Montalbano lo trova fantastico. Mi spiace non aver ancora trovato una chiave di lettura che mi permetta di conoscere questo grande scrittore!

    • Valentina ha detto:

      Elena, ti posso dire che io ho iniziato a leggere Camilleri l’anno scorso, perché mi sono stati regalati tre suoi libri in cui non c’è Montalbano.
      Al liceo una volta la professoressa ci diede da leggere un libro di Montalbano (La gita a Tindari) e ricordo che fu una sofferenza perché il suo linguaggio non mi piaceva. Non avevo difficoltà a capirlo perché sono siciliana, ma mi sembrava un modo di scimmiottare il nostro dialetto. Poi una grandissima parte l’ha avuta il rifiuto mentale di leggere qualcosa che mi era stato imposto e che non avevo scelto io autonomamente.
      Ti posso dire che, ora faccio da sola, mi sto godendo il miglior Camilleri, che a detta di tutti esce davvero quando non parla di Montalbano 😉
      Prova a iniziare con “La concessione del telefono”, trovi la recensione qui da qualche parte.

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