In breve: “Esercizi di stile” di Raymond Queneau

Conosciuto per caso questo libro, mi sono messa alla ricerca e l’ho comprato. Esercizi di stile è l’opera di un nerd, per dirla come faremmo oggi, che nel 1947 si mette a sperimentare vari artifici della retorica per dire in 99 modi la stessa cosa. Raymond Queneau parte da un semplice fatterello di base:

Un giorno verso mezzogiorno sopra la piattaforma posteriore di un autobus della linea S vidi un giovane dal collo troppo lungo che portava un cappello circondato da una cordicella intrecciata. Egli tosto apostrofò il suo vicino pretendendo che cosui faceva apposta a pestargli i piedi ad ogni fermata. Poi rapidamente egli abbandonò la discussione per gettarsi su di un posto libero. Lo rividi qualche ora più tardi davanti alla Gare Saint-Lazare in gran conversazione con un compagno che gli suggeriva di far risalire un poco il bottone del suo soprabito.

esercizi_di_stileNon è solo un gioco enigmistico (anagrammi, apocopi, lipogrammi…), ma ci sono anche evoluzioni linguistiche basate su linguaggi settoriali (botanico, medico…), latino maccheronico, italianismi (che nella traduzione italiana diventano francesismi), anglicismi, testo teatrale, poetico, ode, haiku, e via dicendo. È davvero un lavoro che solo un genio poteva partorire, e, chissà, sicuramente Raymond Queneau è stato aiutato dal suo essere un matematico. Rispetta in modo meticoloso le logiche a cui si sottopone, ad esempio dice “Devo riscrivere il testo senza usare la lettera I”, e lo fa senza problemi. Poi in quel caso c’è il traduttore, nientepopodimenoché Umberto Eco, genio assoluto anche lui, che nel caso del lipogramma sceglie di cimentarsi ben cinque volte, eliminando dal testo una alla volta le cinque vocali. E proprio di Eco è l’introduzione al volume. Egli spiega che, come c’era da aspettarsi, non è stato affatto facile riprodurre nella nostra lingua determinati giochi retorici che sono stati creati in francese, perché per quanto le due lingue possano assomigliarsi, c’era il rischio che il lavoro di Queneau perdesse di significato. Ovviamente il traduttore è riuscito perfettamente nel suo intento, e vi lascio qualche esempio.

Metaforicamente

Nel cuore del giorno, gettato in un mucchio di sardine passeggere d’un coleottero dalla grossa corazza biancastra, un pollastro dal gran collo spiumato, di colpo arringò la più placida di quelle, e il suo linguaggio si librò nell’aria, umido di protesta. Poi, attirato da un vuoto, il volatile vi si precipitò. In un triste deserto urbano lo rividi il giorno stesso, che si faceva smoccicar l’arroganza da un qualunque bottone.

Telegrafico

BUS COMPLETO STOP TIZIO LUNGOCOLLO CAPPELLO TRECCIA APOSTROFA SCONOSCIUTO SENZA VALIDO PRETESTO STOP PROBLEMA CONCERNE ALLUCI TOCCATI TACCO PRESUMIBILMENTE AZIONE VOLONTARIA STOP TIZIO ABBANDONA DIVERBIO PER POSTO LIBERO STOP ORE DUE STAZIONE SAINTLAZARE TIZIO ASCOLTA CONSIGLI MODA INTERLOCUTORE STOP SPOSTARE BOTTONE SEGUE LETTERA STOP.

Non c’è molto da dire su questo libro, infatti vi do solo questo accenno, perché è un gioco da sperimentare, una volta che se ne capisce il meccanismo viene voglia a chiunque di continuare il gioco come più gli piace!

Titolo: Esercizi di stile
Autore: Raymond Queneau
Traduzione:
 Umberto Eco (testo a fronte), a cura di Stefano Bartezzaghi
Genere:
 Saggistica
Anno di pubblicazione:
 1947
Pagine: 318
Prezzo: 12,50 €
Editore: Einaudi

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasmezza

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9 pensieri su “In breve: “Esercizi di stile” di Raymond Queneau

  1. leduenellie ha detto:

    In wishlist da ormai troppo tempo: devo assolutamente recuperare! Ma lo sai che un fumettista ha preso l’idea di Queneau? Si chiama Matt Madden e la sua opera “Esercizi di stile: 99 modi di raccontare una storia” 🙂

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