“Andorra” di Peter Cameron

WP_003848Non avevo letto mai nulla di Peter Cameron, così appena ho saputo che veniva a Palermo mi sono fiondata in libreria e ho comprato Andorra, che era giusto venuto a presentare. Lo ha scritto nel 1997 ma in Italia è inspiegabilmente uscito qualche mese fa con Adelphi. Un incontro molto carino, lui una persona alla mano e veramente simpatica, mi faccio dedicare la mia copia e torno a casa contenta. Il (mio personale) momento di leggerlo è arrivato pochi giorni fa e in tre, quattro giorni l’ho concluso e messo da parte. Penso di non riuscire a spiegarvi a parole la mia delusione.

Alexander Fox è uno statunitense che per motivi sconosciuti (poi li svelerà per caso alla fine) lascia l’America e vuole iniziare una nuova vita altrove. Il posto migliore per ricominciare gli sembra Andorra, luogo di cui ha letto tanti anni prima in un libro e che gli era quasi sembrato un paradiso, quindi prende armi e bagagli e si trasferisce. Appena arrivato alloggia in un albergo, ma solo momentaneamente perché deve pensare a trovare una casa in cui stabilirsi. Tutti sono gentilissimi con Alex, ma dietro questa gentilezza si celano tante stranezze e Andorra si rivela essere come una gabbia: tutto è controllatissimo e non puoi permetterti di fare neanche il minimo errore, altrimenti non ne esci più. Glielo dice pure un altro personaggio quando lui arriva (sembra una novella Macondo): è facile entrarvi, arriva un sacco di gente, ma è quasi impossibile lasciarla. Alex fa amicizia con la signora Ricky Dent e suo marito, anch’egli Ricky Dent, con la signora Quay, e con le figlie Jean e Nancy, ma anche con tanti altri. Con Ricky (lei) avrà una relazione dopo che Ricky (lui) si allontana perché è attratto anche dagli uomini, con Jean ci sarà un bacio, ma Alex si comporta con indolenza, come se fosse trascinato dagli eventi. Ma un giorno iniziano a comparire dei cadaveri e su chi cercherà di gettare la colpa la polizia? E Andorra è veramente così difficile da lasciare?

WP_003623Il romanzo è raccontato in prima persona da Alex sotto forma di diario, ma senza date, solo capitoli, perché quando si è appena trasferito decide di comprare un taccuino su cui scrivere tutto ciò che gli accade e di lasciare testimonianze della sua nuova vita. Ma, non capisco per quale motivo, tutti hanno nomi e cognomi anglosassoni, e in un posto come Andorra è molto strano. Con molta buona volontà mi viene in mente che potrebbe essere un tentativo dell’autore per dire che non ci si sbarazza mai completamente di un luogo solamente lasciandolo, c’è sempre qualcosa che ti porti dietro e a cui non puoi sfuggire, che poi è pure la morale del libro, che si capisce a pagina 232 di 236, quando già siete arrivati al punto di dire “ma dove va a parare tutto ciò???”.
Inizialmente è pieno, anzi strapieno di descrizioni, Alex ci racconta quasi per filo e per segno tutto ciò in cui s’imbatte, ci dice pure di che materiale erano le sedie che vedeva, di che colore erano le mattonelle e da quanti giorni la pianta X aveva fatto un fiorellino. Roba che ti viene da dire “no, basta, ti prego, vai avanti”. Anche qui, con tanta bontà, pensi che sia un modo di rendere lo stupore di quest’uomo che si trova davanti a tante novità e che, solo, in un posto nuovo, ha la smania di annotare tutto. Ma appena si ambienta, basta, descrizioni zero, azioni e dialoghi.

Questo personaggio ha suscitato in me una profonda antipatia. Capisco che abbia un passato oscuro e che voglia nasconderlo, ma fa delle cose senza volerle davvero. La sua relazione con Mrs. Dent, per esempio. Lui non sembra realmente preso da lei, ma questa cosa va avanti perché lei gli confessa (sbagliando) di essere innamorata di lui. Il suo amore per Jean? Dov’è? Le dice di amarla perché tutti lo spingono verso di lei o gli dicono che la famiglia ha quello scopo. Ma per fortuna quelli intorno a lui sembrano capirlo, anche se inizialmente sono tutti lì a volerselo ingraziare, come se fossero in cerca di amicizie o semplicemente di una faccia nuova per dare una svolta ad una vita monotona.

E il libro è come quella vita, monotono, non mi ha entusiasmata praticamente mai. L’ho trovata una storia scialba, senza colpi di scena (uno forse, ma si capiva già dalle prime pagine). Avete presente quando vi portano un bel piatto di pasta e si sono dimenticati di metterci il sale? Ecco, c’è qualcosa che manca.

Titolo: Andorra
Autore: Peter Cameron
Traduzione:
 Giuseppina Oneto
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2014
Pagine: 236
Prezzo: 18 €
Editore: Adelphi

Giudizio personale: spienasvuotasvuotasvuotasvuota

Annunci

2 pensieri su ““Andorra” di Peter Cameron

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...