“L’estate segreta di Babe Hardy” di Fabio Lastrucci

LEstate-Segreta-di-Babe-Hardy-Kindle-600x800Io sono una lettrice che non ha un genere preferito, leggo di tutto, ma di solito determinate categorie di romanzi le evito perché so di non poterle apprezzare fino in fondo. Questa volta, però, ho accettato una sfida con me stessa, mi sono cimentata con un horror-black, un romanzo del napoletano Fabio Lastrucci, uscito a luglio 2014, che unisce elementi fantastici al cosiddetto humor nero: L’estate segreta di Babe Hardy.

La storia di svolge ad Hollywood e i protagonisti non sono altro che Oliver “Babe” Hardy e Stan Laurel, il duo comico meglio conosciuto da noi come Stanlio e Ollio, ma s’incontrano, man mano che si va avanti, diversi personaggi del cinema come Mae West, Bela Lugosi e Mary Pickford.
Ad una delle tante feste organizzate da divi, Hardy, attratto dalla sensualità femminile, si ritrova contagiato da qualcosa di spaventoso che sembra quasi un virus, perché in poco tempo si diffonde tra attori, impresari, ecc.. Hardy e Laurel (come tanti altri) iniziano ad aver bisogno di sangue per nutrirsi, vedono strane aggressioni ed assistono alla sparizione di colleghi ed amici che la notte sono vivi e vivaci e la mattina si crogiolano in uno strano torpore. Dire che sono vampiri sarebbe un po’ come ammettere il problema, quindi preferiscono definirsi nonpiri. Tra un pasticcio e l’altro, il duo comico (che offre battute simpatiche ai lettori) dovrà fare i conti con la polizia che giustamente indaga su fatti strani che accadono in città, con santoni e occultisti che pretendono di curarli e perfino col padre di Laurel, il signor Jefferson, che si presenta dal figlio per riportarlo in Inghilterra e riconsegnarlo al teatro. Ma se gli attori sono stati tutti quanti colpiti dal vampirismo, il vero vampiro sembra essere uno degli ultimi personaggi che appaiono: qualcuno che pretende che il suo silenzio venga pagato oro.

Lastrucci immagina un’intero sistema colpito dal vampirismo, sembra quasi una metafora (ironica e fantasiosa) di Hollywood vista come una sorta di giungla in cui si succhia il sangue alle persone, che vengono spremute fino all’osso. E l’iniziatore di questo virus potrebbe essere proprio Bela Lugosi, l’attore di cui resta memorabile l’interpretazione del conte Dracula.
L’idea del romanzo è molto carina, nonostante io di queste storie non ne legga molte perché appunto sono troppo fantasiose per me. L’autore ci permette di immaginare due personaggi così amati dal grande pubblico sotto una luce diversa, sovrannaturale, e lo fa disegnandoli esattamente come li vediamo sullo schermo. Sembra quasi di assistere ai loro sketch! I capitoli sono divisi in rulli, quasi come le parti di un film, anche questo stratagemma è da apprezzare, secondo me.

Credo che questo libro possa essere molto interessante per chi è amante di storie particolari, ma soprattutto per chi ha la passione del cinema, specialmente di quello dei primi del Novecento, un po’ come quello che ho letto tempo fa su Chaplin. Mostrare come certe persone famose si muoverebbero all’interno di uno scenario alternativo, ma senza perdere nessuna delle caratteristiche che le hanno resi celebri, è una bella sfida, superata alla grande da Lastrucci, che peraltro ha un modo di narrare fluido e divertente.
Da leggere!

Titolo: L’estate segreta di Babe Hardy
Autore: Fabio Lastrucci
Genere:
 Romanzo 
Anno di pubblicazione:
 2014
Pagine: 247
Prezzo: 9,90 €
Editore: Dunwich

Giudizio personale: spienaspienaspienasmezzasvuota

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5 pensieri su ““L’estate segreta di Babe Hardy” di Fabio Lastrucci

  1. marisamoles ha detto:

    Sarò ripetitiva ma devo dire ancora una volta che ti ammiro. Io sono molto selettiva nelle letture, invece, e questo libro di certo non lo leggerò mai, anche se le tue parole dovrebbero in qualche modo invogliarne la lettura. .

    • Valentina ha detto:

      Ti ringrazio, Marisa 🙂
      È stata una sfida perché di solito sono portata a leggere storie verosimili, non sono molto attratta dall’elemento fantastico o sovrannaturale. Ma ci sono delle eccezioni!

      • marisamoles ha detto:

        Figurati che non ho nemmeno letto il romanzo che mia cognata ha pubblicato dieci anni fa proprio perché è di quel genere. Non me lo ha mai perdonato né me lo perdonerà ma io proprio non ce la faccio. L’ho fatto leggere a una mia amica che è un po’ come te, onnivora 🙂 , e mi ha detto che è bello. Nemmeno il suo parere, che tengo in grande considerazione, mi ha fatto cambiare idea.

        • Valentina ha detto:

          Ma sai cosa? Se avessi un parente che scrive un libro non penso che lo leggerei, perché so essere abbastanza dura nei giudizi, spesso, e potrei darne uno negativo, quindi per non far restare male nessuno eviterei. Non è che magari non lo leggi anche per questo?

        • marisamoles ha detto:

          No, non credo. Anche perché se non mi piacesse, mentirei piuttosto che darle un dispiacere. Solitamente sono sincera ma a volte una piccola bugia può salvare un’amicizia …. o una parentela. 😉 Chiaramente le dispiace che io non l’abbia letto ma sarebbe dispiaciuta di più se le dicessi che non mi è piaciuto il suo romanzo.

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