“Il broker” di John Grisham

brokerVi è mai capitato di dover iniziare un libro ma di non sapere esattamente di cosa avete voglia? A me è successo raramente, ma la settimana scorsa è diventato davvero un problema. Ho iniziato a girare per casa prendendo tutti i libri (sparsi tra la mia camera, quella dei miei e gli scaffali) e rimettendoli a posto un paio di minuti dopo perché non m’ispiravano. E ho scartato diversi bei romanzi, eh, ma niente, non riuscivo a trovare nulla che fosse in grado di soddisfarmi. Poi l’illuminazione: nel 2006 avevo comprato un libro di Grisham che esattamente da quel giorno è rimasto lì in attesa di essere letto, Il broker, quindi mi sono messa d’impegno e l’ho cominciato.
Anni fa leggevo molto spesso i romanzi di John Grisham perché, confesso, mi piacciono molto e hanno delle trame ben articolate ma per nulla pesanti. Poi, senza alcun motivo particolare, non mi ci sono dedicata per un po’ di tempo, ma doveva venire il momento in cui l’avrei ripreso!

Joel Backman è un broker, un asso nel suo lavoro da cui ha tratto grandi ricchezze. Un giorno finisce nei guai per aver tentato un affare con tre ragazzi pakistani che creano un software in grado di “confondere” e manipolare dei satelliti che i cinesi hanno messo in orbita in gran segreto. Ma i tre ragazzi vengono misteriosamente uccisi, insieme ad un collaboratore del broker, che viene spedito in carcere, in isolamento, per vent’anni dopo che gli è stata data la colpa di tutto. Ma Joel sconterà solamente sei anni della pena, perché, alla fine del suo mandato, il presidente Morgan decide (in cambio di una sostanziosa bustarella) di concedergli la grazia e la CIA lo manda lontano da Washington, in Italia, apparentemente per il programma di protezione testimoni. In realtà è stato proprio il capo della CIA ad avere l’idea di graziarlo, proprio per lasciarlo libero in modo che chi di dovere lo trovi e lo uccida, perché non sia mai che la CIA uccida un cittadino americano, mentre se lo fa un altro va bene.
Sfortunatamente, per quell’affare del software, Joel si è fatto diversi nemici, arabi, israeliani, cinesi, e gli stessi americani, quindi prima passa un po’ di tempo a Treviso e poi a Bologna, dove viene seguito sempre da Luigi, quello che Marco Lazzeri (il nuovo nome di Joel) crede essere il suo contatto e protettore, ma che in realtà è il primo a pedinarlo e ad aspettare che qualcuno lo faccia fuori. Marco impara velocemente l’italiano, ma riesce a mettersi in contatto con la sua patria e, dopo aver fatto impazzire Luigi e i suoi colleghi della CIA, scappa e cerca di salvarsi grazie a uno dei suoi figli e a una donna italiana che farà di tutto per aiutarlo.

Inutile dire che questa storia si fa seguire e scorre velocemente. Con i libri di Grisham, leggendo, si ha sempre l’impressione di vedere un film, è inevitabile che v’immaginiate le scene, anche perché dalle sue opere sono state tratte diverse trasposizioni cinematografiche. Strano che per questo non l’abbiano fatto, ma mai dire mai. Credo che sarebbe davvero un bel film.
È una di quelle vicende avvincenti, che ti tengono col fiato sospeso. È bello soprattutto il fatto che buona parte del libro sia ambientata in Italia, immaginate la fatica che deve fare il protagonista per imparare la nostra lingua, che non è che sia poi così semplice, soprattutto per uno che parla inglese! Inizialmente ad insegnargli è Ermanno, uno studente che si presta a questa “sceneggiata”, poi Francesca, una professoressa di lingue e guida turistica che insegna a Joel l’italiano per arrotondare. Il metodo della donna però è particolare, s’impara sul campo, tra le vie di Bologna, si chiacchiera davanti ad un caffè o ad un pranzetto in qualche ristorantino, si ammirano insieme le opere d’arte della città. Ed è molto interessante, perché sembra di camminare per le strade di Bologna e noi lettori ci mettiamo quasi nei panni di quest’uomo che tenta di afferrare qualche parola dalle conversazioni delle persone che incontra in giro, e che spesso e volentieri non capisce nulla.

Qualche difettuccio, però, il libro ce l’ha. Il finale è un po’ troppo rapido, secondo me poteva soffermarcisi di più, mentre, al contrario, parla moltissimo dei progressi che fa Joel/Marco con la lingua italiana, di come gli piaccia fare lunghe passeggiate, imparare i nomi delle strade e assimilare il concetto che se in Italia bevi un cappuccino dopo le dieci e mezza del mattino puoi destare qualche sospetto. Che poi è verissimo!
Consiglio comunque la lettura de Il broker a chiunque si volesse rilassare un po’ senza nulla di troppo impegnativo, perché a parte questi due punti negativi è davvero un bel libro.

Titolo: Il broker
Autore: John Grisham
Traduzione:
 R. Pera
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2005
Pagine: 345
Prezzo: 8,50 €
Editore: Mondadori

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasmezza

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7 pensieri su ““Il broker” di John Grisham

  1. Elena ha detto:

    Grazie! Pensi sia adatto ad un ragazzo di 15 anni? Sto cercando qualche libro che possa andar bene per mio figlio sempre alla ricerca di qualcosa che non trova mai 🙂

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