“Qualcuno con cui correre” di David Grossman

David Grossman mi affascina moltissimo come autore, quindi per Natale mi sono autoregalata tre suoi romanzi (poi ne ho avuto anche un altro tramite uno scambio). Già avevo letto Col corpo capisco e Ci sono bambini a zig zag e, mentre il primo non l’ho assaporato bene perché era la raccolta di due racconti, il secondo mi ha fatta sognare. Mi sono proposta di leggerli tutti, quindi mi sono dedicata a Qualcuno con cui correre, pescato a caso dai “da leggere”. Ci ho messo un po’ di tempo per entrare nella storia, la prima parte è un pochino lenta, ma basta capire bene chi sono i personaggi e cosa fanno e si va avanti con tranquillità, trascinati dallo stile leggero e allo stesso tempo incisivo di Grossman.

WP_004382Qualcuno con cui correre è un romanzo del 2000, parla di un ragazzino di sedici anni, Assaf, che quando i suoi genitori vanno a fare un viaggio in America si mette a lavorare per il municipio della zona. Sta sempre al computer, ma improvvisamente gli viene detto di andare a ritrovare il padrone di un cane randagio. Il cane è un po’ irrequieto e quando comincia a correre trascina Assaf ovunque per fermarsi, alla fine, in una pizzeria, dove il proprietario gli chiede della ragazza padrona della cagnetta, che – si scopre allora – è femmina e si chiama Dinka. Assaf e Dinka, quindi vanno in giro per la città e il ragazzo conosce una serie di personaggi strani, tra cui la suora Teodora, che gli parlano di Tamar, la padrona della cagna, sedici anni anche lei, che a quanto pare ha bisogno d’aiuto. Perché? Perché – e lo scopriamo grazie ad una storia narrata parallelamente a quella di Assaf – Tamar s’è tagliata i capelli a zero e s’è messa a vivere per strada per farsi trovare dagli adescatori che hanno preso suo fratello. L’associazione illegale che finge di essere un ritrovo di giovani artisti, in realtà, sfrutta i ragazzi facendoli esibire per le strade e prendendosi tutto il ricavato, rovinando le vite di questi giovani e portandoli nel tunnel della droga. Shay, il fratello di Tamar, infatti, è nei guai e le ha chiesto aiuto, e lei, forte e coraggiosa intraprende questa strada per salvarlo. Ma come finirà?

Non mi capita quasi mai di lasciarmi trasportare in questo modo da un romanzo, perché difficilmente cedo al melenso e non mi faccio impressionare da ciò che è scontato. Non sono una persona che vuole trovare in un libro qualcosa che conosce, che ha vissuto, per poter dire ai personaggi “sì, capisco come ti senti, so cosa stai provando”. Io ho bisogno di emozioni forti, di cose che non ho mai provato, ho bisogno di confrontarmi con situazioni lontane dal mio vissuto, e Grossman mi ha fatto un grande regalo. Lo ha fatto a me come a tanti altri, ne sono sicura, perché un libro è di tutti, ma per ognuno di noi rappresenta qualcosa di diverso.
Leggere di una persona che molla tutto per aiutare qualcun altro che nemmeno conosce a togliersi dai guai mi ha fatto sognare, mi ha fatto sperare che la generosità non sia più soltanto un sogno. Assaf non ha mai visto Tamar, non ha mai sentito la sua voce, eppure arriva a conoscerla meglio di chiunque altro, inizialmente raccogliendo le testimonianze di chi la conosce, e poi leggendo qualche pagina del diario che lei, così gelosamente, custodiva e che non faceva leggere a nessuno. Ma quando s’incontrano entrambi capiscono che c’è una certa affinità, infatti lei non riesce ad arrabbiarsi per il fatto che lui abbia violato la sua privacy, ne è quasi contenta. Quando lui le dice “non preoccuparti, ho già dimenticato tutto”, lei gli risponde “no, non dimenticare nulla, non dimenticarlo mai”. Sa che nel mondo, davanti al quale ha creato una barriera protettiva per non farsi scoprire (“lei non parlava mai di sé, ascoltava e basta), c’è una persona con cui poter condividere il silenzio, una persona che può capirla fino in fondo e cui “poter correre” in quell’avventura che è la vita.

Personalmente, però, uno dei personaggi che ho adorato di più in questo romanzo è Dinka, la cagnolina, che col suo istinto animale percepisce le vibrazioni delle persone e capisce chi sono i buoni e chi sono i cattivi. È proprio Dinka che accompagna Tamar nel suo progetto pericoloso, senza abbandonarla mai, se non quando, nella confusione, rimane bloccata nella folla e si perde. Ed è sempre Dinka che trova Assaf e lo guida alla scoperta della sua padroncina, che gliela fa conoscere tramite quello che altri sanno di lei, e che gliela farà trovare quando lei ha più bisogno di lui.

La delicatezza di questo racconto e del modo in cui sono descritti i sentimenti e bisogni dell’animo dei personaggi stride in maniera notevole con le atmosfere cupe che riguardano il periodo in cui Tamar vive nel palazzo abbandonato coi malviventi e i ragazzi, come lei, adescati. Ci sono adolescenti che passano le proprie giornate nella sporcizia, che si drogano, pulci sui materassi, malattie e “carcerieri” unti e sudaticci che comandano su tutti regolando turni e luoghi in cui i ragazzi devono esibirsi. Ma se è vero che non si può apprezzare qualcosa fino a quando non si è sperimentato il suo esatto contrario, la bellezza di ciò che unisce Tamar e Assaf quando non si sono neanche conosciuti necessariamente risalta sulla cattiverie e le bassezze dell’essere umano.

E restando in tema di opposti, Qualcuno con cui correre è un romanzo che parla di ogni cosa e del suo contrario: parla di paura e coraggio, del parlare e del saper ascoltare, di voglia di vivere ma anche dell’abisso in cui cadiamo e della paura di non farcela, di solitudine e di bisogno dell’altro, ma anche di tante altre cose che scoprirete leggendolo. Perché, ve lo assicuro, è una vera perla!

Titolo: Qualcuno con cui correre
Autore: David Grossman
Traduzione:
 Alessandra Shomroni
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2000 (2001 questa edizione)
Pagine: 362
Prezzo: 10 €
Editore: Mondadori – Oscar

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienaspiena

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5 pensieri su ““Qualcuno con cui correre” di David Grossman

  1. Mr.Loto ha detto:

    Anche a me è piaciuto molto questo romanzo, anche se, a dir la verità, lo stile di Grossman non è esattamente quello che preferisco in uno scrittore … ma di questo autore ho letto soltanto questo libro, quindi mi riservo la possibilità di cambiare idea sul suo conto! 🙂

    Un saluto.

    P.S Anche io sono su Anobii ma non riesco a trovarti…

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