“La selva oscura” di Francesco Fioretti

Tutti (o quasi) abbiamo studiato a scuola la Divina Commedia, ma non tutti i ragazzi hanno la fortuna di avere un professore che stimoli la loro curiosità e li faccia appassionare. Io, ad esempio, avevo una professoressa davvero bravissima e preparatissima, ma era di una noia che non potete neanche immaginare, pensate che c’era gente che si nascondeva dietro lo zaino, messo strategicamente sopra il banco, e quasi si addormentava. Io, per quanto mi riguarda, prendevo appunti e scrivevo delle note sul libro per non cadere tra le braccia di Morfeo e perché a casa studiavo poco, quindi stare attenta e annotare le cose più importanti equivaleva, per me, ad aver studiato la lezione già due volte. Mi portavo avanti, insomma. Ma nonostante tutto ciò, l’Inferno mi piaceva e me lo ricordo bene, perché è indubbiamente una delle parti più belle dell’opera di Dante, vuoi per i particolari più cruenti e raccapriccianti, vuoi perché è l’inizio di un percorso che porterà il protagonista fino al Paradiso.

image003Quando mi è arrivata la comunicazione che stava per uscire una riscrittura in chiave moderna della Divina Commedia, mi sono subito incuriosita e ho voluto leggerlo, anche perché nel comunicato veniva citato Valerio Massimo Manfredi, uno degli autori italiani che più mi piacciono. Concluse le letture che avevo in cantiere, mi sono quindi dedicata a La selva oscura, romanzo di Francesco Fioretti uscito in libreria proprio a febbraio 2015.

L’autore ci presenta uno dei più grandi capolavori della letteratura italiana come un romanzo contemporaneo, rinunciando alla struttura poetica in terzine e proponendoci una prosa che, però, assorbe elementi attuali. Quando, per esempio, Dante, Virgilio e Chirone passano accanto ai tiranni e li vedono immersi fino alle ciglia nel sangue (l’eterna pena che devono scontare per aver affondato le mani negli averi e nel sangue dei loro popoli), la voce narrante si lancia in una riflessione e ci dà un’opinione che è difficile non condividere:

Fossero passati adesso, avrebbero visto anche tutti i dittatori del Novecento, crudeli come i loro predecessori, ma dotati di strumenti di morte infinitamente più terrificanti.

(…)

I tiranni a quei tempi si limitavano di norma a eliminare i propri nemici diretti. I predoni invece non avevano ritegno a prendersela anche con la gente comune e i soldati di basso rango. Per questo sono puniti insieme, dove non si tocca. I dittatori del Novecento, infatti, che non stanno più a sottilizzare, sono tutti da quella parte, anche se per alcuni di loro non basterebbe un mare. Il sangue versato ritorna…

Personalmente credo che l’esperimento di Fioretti, oltre ad essere molto interessante, sia anche riuscito. È un lavoro letterario godibile, ma penso che potrebbe essere utile anche a scuola, associato allo studio dell’originale, per favorire la comprensione ai ragazzi e far capire che, anche se quelli citati sono personaggi fantastici o del passato, la storia è destinata a ripetersi e non è detto che l’uomo abbia imparato dai propri errori e non commetterà più certe nefandezze. Le pulsioni dell’animo umano, come la brama di ricchezze, il desiderio di potere o l’invidia non appartengono solo all’epoca di Dante o a quelle precedenti, quindi non dobbiamo stupirci se l’autore sa benissimo all’interno di quale girone o di quale cerchio collocare personaggi negativi della nostra storia moderna e contemporanea.

Messa da parte questa parentesi sulla violenza e sulla tirannia, una parte che mi ha affascinato molto è quella di Paolo e Francesca, perfetta parafrasi dell’originale nel poema, che vi lascio qui a conclusione del post.

fvd

Chissà se Fioretti ha in mente di proseguire con il Purgatorio! Lo scopriremo più avanti.

Titolo: La selva oscura
Autore: Francesco Fioretti
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2015
Pagine: 320
Prezzo: 17 €
Editore: Rizzoli

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasvuota

 

 


Francesco Fioretti
 è nato a Lanciano, in Abruzzo, nel 1960, da madre siciliana e padre pugliese d’origine toscana. Fiorentina la sua formazione universitaria, ma ha conseguito il dottorato di ricerca ad Eichstätt, in Germania. Ha insegnato in Lombardia e nelle Marche. Dantista e scrittore, ha esordito nella narrativa con Il libro segreto di Dante, che ha conosciuto un rilevante successo, seguito poi da Il quadro segreto di CaravaggioLa profezia perduta di DanteLa selva oscura. Il grande romanzo dell’Inferno è una “riscrittura” in prosa moderna dell’Inferno di Dante (Rizzoli 2015).

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