“Storia del nuovo cognome” (L’amica geniale vol. 2) di Elena Ferrante

WP_004641Lo sapete, l’ho detto e ridetto: non mi piace lasciare le cose a metà (a parte un certo libro di Francesco Piccolo che ho dovuto proprio abbandonare perché ne andava della mia salute mentale). Quindi, con un piccolo intervallo per distrarmi, ho deciso di continuare la saga de L’amica geniale di Elena Ferrante leggendo il secondo volume, Storia del nuovo cognome. Confesso che, a differenza del primo libro a cui avevo dato solo tre stelline, questo mi ha colpita in un modo che neanche immaginavo.

Per rinfrescarvi la memoria, vi rimando alla prima parte.

Eravamo rimasti al matrimonio di Lila, la quale vede indosso ad uno dei “rampolli” di una famiglia mafiosa del rione un paio di scarpe che lei stessa aveva disegnato e che significavano molto per lei. Questo rappresenta un chiaro segno che Stefano, il marito, si è piegato ai Solara o che addirittura ha stretto dei patti con loro. Inizia così, già al ricevimento di nozze, il declino di un matrimonio che probabilmente non doveva nemmeno essere celebrato. In questo libro cambiano tante cose, Elena e Lila crescono e la vita diventa sempre più difficile. Si sa, man mano che passano gli anni i problemi diventano sempre più reali e si aprono gli occhi sulla realtà che ci circonda. Questo è quanto succede alle due protagoniste: Lila si rende conto che non sta vivendo, ma che si limita a sopravvivere, rendendo le cose difficili a tutti e facendosi odiare, credendo di innamorarsi di un altro per poi capire troppo tardi (con un bambino in grembo) che era solo fumo, finendo per rovinarsi; Lenù, invece, continua a fare quello che ha sempre fatto, cioè studiare, cercare di andare bene a scuola e all’università e dimostrare di essere migliore dell’amica.

Continua, anche in questo secondo volume, questa competizione tra le due ragazze, che alla fine del libro hanno circa 23 anni. Ma è una competizione a senso unico: Elena cerca di dimostrare a se stessa e agli altri di essere più brava di Lila, di essere, in generale, la brava ragazza che non esce mai dai binari e di cui tutti si fidano; e quando si diploma, s’iscrive all’università e si laurea il suo prestigio aumenta: nel rione, lei è quella istruita a cui tutti chiedono consiglio, dalle cui labbra tutti pendono, perché ha studiato e si elevata ad un livello più alto. Addirittura sembrano essersi dimenticati di averla vista nascere e crescere e perfino i genitori le parlano con timore reverenziale. Lila invece vive il suo periodo romantico (in senso quasi letterario): si trova in mezzo ad una tempesta, porta le emozioni all’eccesso, ma finalmente si sente viva. Vuole lasciare suo marito per stare col suo amante (che è il ragazzo di cui era innamorata Elena), cosa che non può fare in quel tipo di società, neanche quando si scopre che anche Stefano ha una storia con un’altra. E dagli agi a cui era abituata finisce, sporca e malandata, a lavorare in una fabbrica di mortadelle.

La vicenda in Storia del nuovo cognome diventa molto più dinamica rispetto al libro precedente, ma quello che sinceramente mi ha colpito più di tutto il resto è la rabbia che ho provato durante la lettura. C’è una chiara descrizione delle abitudini e del modo di vivere della gente in un rione di una grande città del sud nella metà del secolo scorso; la Ferrante ci fornisce, attraverso i suoi personaggi, uno spaccato della vita vera di quegli anni che, però, da qualche parte, oggi, si conduce ancora. Vediamo uomini che picchiano le mogli perché, lo danno per scontato tutti, una volta sposati ottengono il diritto di fare alla donna ciò che vogliono. E queste mogli lo sanno, infatti accettano tranquillamente la cosa. Vediamo poi l’ignoranza che porta le persone ad essere cattive, violente, ad avere paura di ciò che non conoscono, come una città lontana o un futuro migliore di quello che ci si aspettava. Questo Lila lo ha sempre saputo, perché è un gradino più su rispetto a tutti gli altri, ma ad accorgersene è proprio Elena che, già mentre fa il liceo, ma ancora di più quando torna dall’università, si ritrova in un mondo che non riesce più a riconoscere. Quasi non si ricorda più di essere nata e vissuta tra quella gente così povera dentro e fuori, e quando inizia a frequentare gente socialmente più importante capisce di essere sempre rimasta indietro rispetto a tutti: conoscere una ragazza che parla animatamente di politica col padre e guida la macchina, il suo fidanzato che la invita ad entrare nella sua camera come se fosse una cosa normale, vivere da sola felicemente in un’altra città, scrivere un libro, sono cose che non avrebbe mai immaginato di fare nella sua vita.

Elena Ferrante è davvero brava nella caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quando riesce a fartene odiare e poi, improvvisamente, amare qualcuno. Il caso di Lila è lampante. Non ci piace quando è cattiva, quando comanda su tutto e su tutti nel rione, quando è sgarbata, ma poi… ecco che capiamo la sua disperazione, la sua infelicità, i suoi desideri irrealizzati e tutto diventa più chiaro. Ci immedesimiamo in lei e non riusciamo a non provare pena per questa ragazza che nella vita ha sbagliato quasi tutto e ha fatto la cattiva per resistere. Perché nella realtà del rione le donne sono quasi di contorno agli uomini, e a loro devono obbedire, quindi si è fatta forza e per non farsi schiacciare si è comportata con cattiveria. Ma tutto ha un limite, e quando nella sua vita arriva qualcuno che rompe gli equilibri tutto crolla, compresa lei. Non è cattiva come sembra, anzi credo sia il personaggio più bello. Soprattutto rispetto ad Elena e al vuoto interiore che la contraddistingue.

Questo libro è stato davvero una bella lettura e, dopo un piccolo intervallo, ho intenzione di andare avanti con la storia. Del resto, chi mi mette fretta? Preferisco continuare a fare come ho sempre fatto: non leggere due libri di uno stesso autore di seguito, perché ho paura che possa annoiarmi.

Buona lettura!
E, mi raccomando, attenzione alle ultime tre parole dell’ultima pagina: vi faranno cadere dalla sedia!

Titolo: Storia del nuovo cognome (L’amica geniale vol. 2)
Autore: Elena Ferrante
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2012
Pagine: 480
Prezzo: 19,50 €
Editore: e/o

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasmezza

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4 pensieri su ““Storia del nuovo cognome” (L’amica geniale vol. 2) di Elena Ferrante

  1. Anna Santucci ha detto:

    Buongiorno Valentina, di solito onon scrivo recensioni, però stavolta mi ha colpito il tuo inizio: anch’io di solito “devo” finire il libro, e quello di Francesco Piccolo, per intenderci quello che ha vinto il premio Strega pochi anni fa, ho fatto fatica a finirlo. Poi lo ho venduto, insieme a qualche altro, a una libreria che così fa sconti sull’acquisto di altri libri. Comunque non compro più i libri che vincono lo Strega, ormai lo dicono tutti che è una battaglia tra le principali Case Editrici…Per quanto riguarda i primi due libri della Ferrante, anch’io avevo pensato che il secondo, appena finito, sia molto meglio del primo. Brava!

    • Valentina ha detto:

      Ma infatti i libri che non ci sono piaciuti è inutile tenerli, soprattutto se possono servire a fare nuovi acquisti, no? 🙂
      La saga della Ferrante a me è piaciuta moltissimo, infatti aspetto con ansia la fiction.

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