“Storia di chi fugge e di chi resta” (L’amica geniale vol. 3) di Elena Ferrante

WP_004682Continuiamo con la saga de L’amica geniale di Elena Ferrante: questa volta parliamo del terzo volume, ovvero Storia di chi fugge e di chi resta. Ma se non ricordate bene di cosa si tratta, prima di iniziare, vi rimando alla prima e alla seconda parte.

Dove eravamo rimasti? Elena ha appena pubblicato il suo primo libro ispirato all’incontro notturno in spiaggia con Donato Sarratore, avvenuto diversi anni prima, mentre Lila si è rifugiata poco lontano da Napoli insieme a suo figlio Gennaro e ad Enzo, che, innamorato da sempre di lei, le offre ospitalità e non pretende nulla in cambio. La prima sta per sposarsi con Pietro, giovane professore di un’agiata famiglia del nord, per trasferirsi a Firenze, la seconda lavora nella fabbrica di salumi di Bruno Soccavo, una vecchia conoscenza delle due ragazze. Il periodo in cui è ambientata la storia è quello della lotta operaia, un momento in cui la politica sembra essere al centro di tutto: ci sono riunioni, associazioni di comunisti, si stampano fascicoletti in cui vengono denunciate le condizioni assurde dei lavoratori, e allo stesso tempo ci sono anche i fratelli Solara che a Napoli dettano legge e ampliano sempre di più il loro raggio d’azione. Elena e Lila si allontanano, ma finiscono sempre per ritrovarsi quasi come se l’una non potesse esistere senza l’altra, ma questa volta i ruoli si capovolgono: Lila ha già toccato il fondo, quindi non può fare altro che risalire, mentre Elena prima sale in alto (per il matrimonio vantaggioso, la sua cultura e la pubblicazione del libro) e poi quasi perde tutto perché in realtà non ha mai cancellato il passato e il suo vecchio, ma mai accantonato, amore per Nino, che sarà destabilizzante.

Se devo essere sincera questo volume mi è piaciuto un pelino meno del precedente, forse perché preferisco il personaggio di Lila a quello di Elena, e di conseguenza mi è risultato più noioso vedere quest’ultima che affronta determinate avversità. Entrambe fanno degli errori per lo stesso uomo, Nino, che poi non è proprio uno stinco di santo: ai tempi di Lila aveva una ragazza, la lascia, dopo lascia anche Lila e, da quello che racconta Elena, ha figli da altre donne, prima di sposarsi con Eleonora e fare un altro bambino (chapeau!); con Elena invece tradisce la moglie e manda all’aria perfino il suo matrimonio, raccontandole che è lei che ha sempre amato, che Lila è stata uno sbaglio perché aveva trasferito su di lei le qualità che invece vedeva in Elena. Un bla bla bla per nascondere il fatto di essere abbastanza confuso o di essere, invece, perfino troppo furbetto. Comunque la cosa interessante è come le due ragazze gestiscono la situazione: sono adulte, sono (una più o meno) mogli, sono madri, non possono buttare tutto all’aria, ma Lila si prende cura di suo figlio, Elena insegue l’ammmore e le figlie le lascia a Pietro.

Ci ritroviamo sempre davanti a un alternarsi di amore e odio per questi personaggi che, proprio perché sono così veri, spesso e volentieri sbagliano. Nessuno è perfetto e se in un determinato momento apprezzi il fatto che Elena voglia migliorare la sua condizione facendosi una cultura e una bella famiglia, poi la prenderesti a sberle quando butta tutto all’aria per un amore giovanile. Lo stesso succede per Lila, tutto ok quando si mette a studiare programmazione insieme ad Enzo, ma non sei d’accordo quando lei accetta di mettersi al servizio dei Solara per la gestione di un computer che hanno preso. E qui sottolineo che si può non essere d’accordo con la sua scelta, ma di certo se ne capiscono le ragioni: Lila ha un figlio, deve pensare a lui, oltre che a se stessa, e i Solara le offrono uno stipendio stellare, la proposta va accettata, anche perché Michele (innamorato da tempo di lei) non le farebbe mai del male. Elena invece continua a dare l’impressione della brava ragazza che fa tutto quel che deve, ma alla quale basta poco per perdere la rotta. Parliamoci chiaro, non è, tra le due, quella con un carattere più forte. Chi può dire se non abbia ceduto a Nino per dimostrare che la donna che lui ama davvero è lei e la sua amica è stata un errore? Io un dubbio ce l’ho.

Adesso non mi resta che leggere il quarto volume per vedere come si conclude. E, onestamente, spero che facciano quella fiction in tv di cui si parlava un po’ di tempo fa, perché credo che sarebbe davvero seguita.
Se in un primo momento ero scettica per quanto riguarda Elena Ferrante, adesso mi sono fatta una mia idea: mi piace la sua storia, mi piace come scrive e ne comprendo molto bene il successo.

Titolo: Storia di chi fugge e di chi resta (L’amica geniale vol. 3)
Autore: Elena Ferrante
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2013
Pagine: 384
Prezzo: 19,50 €
Editore: e/o

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasvuota

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