“Giuda” di Amos Oz

11127655_1621487824731471_425405066963424666_nOggi vi parlo di un libro che ho acquistato mesi fa e che ho deciso di leggere adesso perché evidentemente era arrivato il suo momento. Ho iniziato un po’ in maniera stentata perché me lo sono portato in vacanza e non sono affatto come quelle persone ossessive che dicono di leggere 24 ore al giorno, no, io mi sono goduta la vacanza prima di tutto. Comunque avevo troppe aspettative e forse proprio per questo sono rimasta delusa. Stiamo parlando di Giuda di Amos Oz.

Shemuel Asch è un ragazzo corpulento sui venticinque anni, timido, dalla lacrima facile, emotivo e asmatico. Un giorno la sua famiglia subisce una crisi finanziaria e non è più in grado di sostenerlo negli studi universitari, quindi, proprio mentre sta scrivendo una tesi sul personaggio di Giuda Iscariota, abbandona lo studio e risponde ad un annuncio che trova in caffetteria. L’impiego consisterebbe in cinque ore al giorno di conversazione con un vecchio invalido in cambio di vitto, alloggio e un discreto stipendio. Si presenta all’indirizzo indicato, conosce Gershom Wald e la quarantacinquenne Atalia Abrabanel e accetta il lavoro. Si trasferisce così nella mansarda della casa ed è sempre più incuriosito da queste due persone, non capisce quale rapporto le leghi, ma capisce che ci sono tanti segreti e dolori mai dimenticati.
Col tempo scopre che quel vecchietto, coltissimo intellettuale, che passa le giornate a chiacchierare al telefono con gli amici, ha perso il figlio Micah il 2 aprile del 1948, gli è stato ucciso barbaramente durante il conflitto arabo-israeliano. Atalia non è altro che la nuora di Gershom Wald, nonché la vedova di Micah, una donna misteriosa e affascinante che ormai ha perso la fiducia nell’universo maschile e non riesce più a legarsi a nessuno perché considera tutti gli uomini inetti. Nonostante questo, anche lei si porta dentro il dolore per la morte di quell’uomo che è stato suo marito solo per un anno. Ma Atalia è anche la figlia di Shaltiel Abrabanel, personaggio notissimo a tutti e definito “traditore” perché era l’unico che credeva che il conflitto si potesse risolvere pacificamente con una mediazione ed era amico di molti leader arabi.

Da questo personaggio “traditore”, Amos Oz si indirizza, per bocca di Shemuel, verso una rivalutazione storico-religiosa di Giuda. Shemuel dichiara subito di essere ateo, ma di aver sempre amato il personaggio così carismatico di Gesù. Scrive la sua tesi soffermandosi su Giuda Iscariota, cercando di riscattarne la memoria. Secondo lui, in realtà, non avrebbe tradito Gesù, ma sarebbe stato addirittura l’unico a credere davvero nella sua divinità. Quella dei trenta denari doveva essere una scusa perché Giuda, di suo, era molto ricco e non poteva fare certe cose per una cifra così modesta. Sempre secondo Shemuel, Giuda voleva creare la situazione perfetta perché Gesù dimostrasse di essere il figlio di Dio, pensava che una volta crocifisso ci sarebbe stato il miracolo e sarebbe sceso illeso dalla croce. Invece Gesù morì, chiedendo a Dio perché lo avesse abbandonato, e Giuda, compreso l’errore di valutazione si sarebbe impiccato.

“Giuda Iscariota è dunque l’ideatore, l’organizzatore, il regista e il produttore del dramma della crocifissione.” (p. 168)

“E Giuda, il cui scopo e senso della vita s’infransero sotto i suoi occhi sgomenti, Giuda che capì di aver causato con le proprie mani la morte dell’uomo che più amava e ammirava, se ne andò a impiccarsi. Così”, scrisse Shemuel sul suo quaderno, “così morì il primo cristiano. L’ultimo cristiano. L’unico cristiano.” (p. 169)

Poi ci sono altre parti in cui Oz riporta uno stralcio di un libro in cui si pensa che fosse stato addirittura Gesù a chiedere a Giuda di fare tutto questo, suscitando il suo sgomento, e un paio di capitoli in cui a parlare è lo stesso Giuda che confessa di aver amato Gesù come un dio ma di averlo forse sopravvalutato.

Inizialmente è difficile cogliere questo nesso tra i due traditori, perché la storia di Abrabanel viene fuori più lentamente rispetto a quella di Giuda, lo si capisce verso la metà del libro. Forse è per questo motivo che Giuda risulta un po’ noioso. C’è questo ragazzo, Shemuel, che innanzitutto fa innervosire il lettore, perché sembra essere privo di volontà, si lascia trasportare dalle situazioni e gli viene da piangere praticamente in ogni momento. E per quanto Oz descriva nei minimi particolari fisici e caratteriali Shemuel, il personaggio risulta sempre poco chiaro, tanto che devo confessare di non aver capito che cosa gli passi per la testa alla fine. Davvero, non ho capito come si conclude la storia, ma non posso parlarvene perché rischierei di fare un megaspoiler, ma se lo avete letto spiegatemi voi perché per me non ha alcun senso.

Ero molto curiosa di leggere questo romanzo perché altri autori israeliani mi erano piaciuti molto, perché nonostante lo sfondo di gran parte dei loro libri sia il conflitto arabo-israeliano ognuno sviluppa il tema in maniera diversa. Però, come ho già detto, è stato una delusione, mi è risultato piatto. So benissimo che la storia è quasi tutta basata sull’introspezione, ma non è così interessante da leggere. Ciò non significa che non leggerò altri romanzi di questo scrittore con cui ho cominciato male. Spero che la prossima vada meglio!

Titolo: Giuda
Autore: Amos Oz
Traduzione:
 Elena Loewenthal
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2014
Pagine: 327
Prezzo: 18 €
Editore: Feltrinelli – Narratori

Giudizio personale: spienaspienasmezzasvuotasvuota

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7 pensieri su ““Giuda” di Amos Oz

  1. athenabruna ha detto:

    Ciao Valentina! Amos Oz non l’ho ancora mai letto, so che è abbastanza amato. Questa tesi di riscatto di Giuda m incuriosisce. Posseggo alcuni ebook di Oz, ma credo che questo lo leggerò proprio perché fa riferimento a questa controversa figura biblica.

  2. marisamoles ha detto:

    Da anni mi propongo di leggere questo autore di cui ho sempre sentito parlare superbene ma non so da quale romanzo cominciare. Leggendo la tua recensione credo che questo non sia un buon inizio. Aspetto quindi che tu legga un altro romanzo di Oz per decidermi. 😉

    • Valentina ha detto:

      Passerà un po’ di tempo, prima di leggere un altro suo lavoro. Come sai non leggo quasi mai due libri di uno stesso autore in tempi troppo vicini. Comunque ho già in programma uno scambio “ozzico” con un’amica: lei me ne presta uno che non ho letto e io le passo questo. Vedremo!

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