“Follia” di Patrick McGrath

Le donne romantiche, riflettei.
Non pensano mai al male che fanno in quella loro
forsennata ricerca di esperienze forti.
In quella loro infatuazione per la libertà.

10003471_10206089068257137_3907777576835240713_nHo comprato Follia pochissimo tempo fa approfittando della promozione sugli Adelphi, e stranamente non l’ho lasciato lì da parte ad aspettare per anni, ma ho deciso di leggerlo quasi subito. Il problema è che l’ho anche finito subito. Quando un libro ti piace e ti prende così tanto, purtroppo, la magia dura sempre poco, ed era un po’ che non mi capitava di leggere storie così coinvolgenti. Credo di aver capito una volta per tutte che il mio genere preferito sia quello psicologico/drammatico, e che più drammi ci sono e meglio è. Ma andiamo per gradi.

Follia è un libro dello scrittore inglese Patrick McGrath pubblicato nel 1996 e arrivato poco dopo in Italia grazie ad Adelphi. La storia, ambientata nel 1959, è narrata in prima persona da Peter Cleave, uno psichiatra che lavora in un grande ospedale psichiatrico vicino Londra, che racconta la storia d’amore tra Stella, moglie del vicedirettore del sanatorio, Max Raphael, ed Edgar Stark, un paziente in semilibertà. Edgar, un artista, si trova nel manicomio criminale perché, arso da un’immotivata gelosia, ha ucciso la moglie, l’ha decapitata e poi enucleata, mettendo la sua testa su un paletto e lavorandola come se fosse un busto di argilla. Ma questo è successo cinque anni prima e Stella non ne è esattamente al corrente. Lei vede solo quest’uomo che lavora nel suo giardino per rimettere a posto la serra e, vuoi perché suo marito è un po’ freddo e la trascura, vuoi perché l’uomo è affascinante e misterioso, s’innamora di Edgar e inizia una relazione sessuale con lui. Questo rapporto però porterà entrambi alla rovina: lui fuggirà dal manicomio, lei dopo un po’ lascerà la famiglia per andare con lui e finirà per perdere tutto.

Se Follia fosse solo una storia d’amore, sarebbe più semplice parlarne, ma c’è moltissimo da dire e temo di non poterlo fare, se non voglio annoiarvi e scrivere un romanzo sul romanzo. Follia è la dimostrazione di come l’amore non segua alcuna logica e di come possa accecare le persone e far perdere loro tutto quello che hanno. Stella ha un marito, un’ottima posizione sociale, un figlio che adora, Charlie, ma per seguire la sua passione si riduce ad andare a vivere in un sottoscala sporco con un uomo semilucido che ci mette poco a tornare pazzo e a lasciarsi travolgere dalla gelosia. La pazzia di Edgar sembra quasi essere un virus che si trasmette agli altri, ma non colpisce tutti nello stesso modo. Il virus della pazzia segue logicissimi rapporti di causa ed effetto: Stella impazzisce, rovina la sua famiglia, il marito Max perde la rotta e sembra non aver più uno scopo nella vita; Peter viene a sua volta ammaliato da Stella e fa degli errori che un serio psichiatra non dovrebbe fare. Insomma, crolla tutto.

Io confesso – se ancora non si fosse capito – di avere una predilezione per gli autori inglesi, ma questo è un libro che mi ha conquistata dalle prime pagine. Ho parlato spesso dell’importanza dell’incipit per un romanzo, e ho sempre sostenuto che ti deve attrarre, deve riuscire a suscitare la tua curiosità e a spingerti ad andare avanti per vederci chiaro. McGrath, qui, riesce a fare tutte queste cose.

Le storie d’amore catastrofiche contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni. Si tratta di relazioni la cui durata e la cui intensità differiscono sensibilmente, ma che tendono ad attraversare fasi molto simili: riconoscimento, identificazione, organizzazione, struttura, complicazione, e così via. La storia di Stella Raphael è una delle più tristi che io conosca. Stella era una donna profondamente frustrata, che subì le prevedibili conseguenze di una lunga negazione e crollò di fronte a una tentazione improvvisa e soverchiante. Come se non bastasse, era una romantica. Traspose la sua esperienza con Edgar Stark sul piano del melodramma, facendone la storia di due amanti maledetti che sfidano il disprezzo del mondo in nome di una grande passione. E’ stata una vicenda il cui corso ha distrutto quattro vite, eppure Stella, ammesso che abbia mai provato qualche rimorso, è rimasta fedele alle sue illusioni fino alla fine. Io ho cercato di aiutarla, ma lei mi ha tenuto lontano dalla verità finché non è stato troppo tardi. Non aveva scelta.

Non è semplice immedesimarsi nei vari personaggi, perché si muovono tutti in una situazione tragica, qualcosa che non accade spesso, e soprattutto alcuni sono anche malati di mente, ma chi ha detto che perché un libro sia bello dobbiamo per forza ritrovarci in ciò che racconta? Io posso dire che, per quanto mi riguarda, è stato molto difficile smettere di leggere, sono rimasta incollata alle pagine (purtroppo solamente) per tre giorni. Poi sono anche andata a cercare il film (Follia, del 2005), con Ian McKellen, Marton Csokas, Natasha Richardson e Hugh Bonneville, e non mi ha colpito molto. Credo sia un bel film, ma diverso in alcuni punti dal libro, specie nel finale, e molto più veloce. Ovviamente è molto difficile entrare nella mente dei personaggi in un film, mentre in un romanzo ci si può dilungare molto a raccontare pensieri, timori e turbamenti interiori. Comunque, se lo guardate senza leggere il libro lo apprezzate sicuramente molto di più.

So che gli altri romanzi di Patrick McGrath non hanno avuto lo stesso successo e non sono neanche dello stesso spessore di Follia, si vede che qui ha dato il suo massimo. Comunque cercherò qualcos’altro, perché il suo modo di scrivere mi è piaciuto moltissimo: sceglie le parole con cura, predilige la semplicità, ma ogni termine usato ha un suo scopo, quello di catturare l’attenzione del lettore e inchiodarlo alla storia.
Come ultima cosa voglio sottolineare l’eleganza della copertina e la cura del libro da parte di Adelphi, una delle case editrici che preferisco e che raramente mi deludono. Non ho trovato nemmeno un refuso, sono riuscita a leggere un bel libro senza essere distratta da oscenità linguistiche.

Titolo: Follia
Autore: Patrick McGrath
Traduzione:
 Matteo Codignola
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 1996 (2012 questa edizione)
Pagine: 296
Prezzo: 12 €
Editore: Adelphi

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienaspiena

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