“La ragazza del treno” di Paula Hawkins

C_4_articolo_2118361_upiImageppRachel è una donna di circa trent’anni, divorziata, senza un lavoro e schiava dell’alcool. Abita a casa di un’amica che la ospita perché lei non può permettersi di pagare un affitto o un motel. Il marito Tom l’ha lasciata qualche anno prima e si è messo con Anna, da cui ha anche avuto una figlia, Evie, ma Rachel non riesce a lasciarlo andare e spesso, quando è ubriaca, gli fa strane telefonate o gli manda messaggi di cui poi non ricorda nulla. Lui le ha sempre detto che la colpa è stata sua, che lei si è lasciata andare troppo e non poteva più aiutarla. Così di nascosto riceveva attenzioni da un’altra.
Rachel non dice alla sua amica di essere disoccupata, fa finta di andare tutti i giorni a lavorare e prende il treno. Durante le fermate le piace guardare le case della gente che abita vicino alle stazioni e immaginare le vite delle persone. Un giorno, però, la ragazza che lei, sognatrice, aveva ribattezzato Jess (ma che in realtà si chiama Megan) sparisce e dopo un po’ viene trovata morta. Rachel si mette un po’ in mezzo perché, pur non conoscendo Megan, è convinta di poter essere d’aiuto, di aver visto qualcosa, e tra i fumi dell’alcool sarà proprio lei ad avere la soluzione del mistero.

La ragazza del treno è un romanzo di Paula Hawkins uscito il mese scorso per Edizioni Piemme. È un thriller molto particolare che, nonostante io non sia una grande amante del genere, mi è piaciuto abbastanza. Mi ha affascinato soprattutto l’espediente di creare un personaggio non lucido, una donna che non sa mai se quello che ha visto sia reale o solo un ricordo falsato, una persona che tutti gli altri cercano di manipolare a loro vantaggio giocando sul fatto che lei non è in grado di esserci sempre con la testa. Rachel si è data all’alcool prima di divorziare da Tom, quando tentava di rimanere incinta senza mai avere successo, e non aveva neanche i soldi per tentare approcci scientifici e mirati. Poi non ne è più uscita, e gli altri la trattano quasi con compassione.

La storia è narrata quasi sotto forma di diario da tre persone, quelle che più hanno da dire: Rachel, Megan e Anna. In questo modo seguiamo anche gli ultimi spostamenti di Megan prima della sua scomparsa e scopriamo pure che le vite delle tre donne non erano poi così separate, ci sono dei personaggi con cui tutte e tre hanno avuto a che fare. Basta cogliere gli indizi che la Hawkins sparge qua e là per risolvere il caso.
Confesso di averci messo un po’ ad entrare nella storia, l’inizio è stato un po’ noiosetto, ma quando ho capito il meccanismo sono andata avanti come un treno, per restare in tema. L’ho letto in tre giorni, nell’ultimo specialmente non riuscivo a staccarmi dalle pagine, perché la storia è tutto un crescendo di emozioni: prima l’autrice ci fa tutte le premesse del caso, ci dà le indicazioni per andare avanti, e alla fine “dobbiamo” per forza mettere tutto insieme per capire che cosa sia successo in realtà e perché certe persone abbiano tutto questo interesse a prendersi gioco di Rachel e liquidarla solo come un’alcolizzata.

Consiglio La ragazza del treno soprattutto come lettura estiva, sotto l’ombrellone, perché è un ottimo passatempo e la storia è interessante. Ma Piemme coi thriller ci sa fare, quindi vi potete fidare.
Buona lettura!

Titolo: La ragazza del treno
Autore: Paula Hawkins
Traduzione:
 Barbara Porteri
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 giugno 2015
Pagine: 378
Prezzo: 19,50 €
Editore: Piemme

Giudizio personale: spienaspienaspienasmezzasvuota

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4 pensieri su ““La ragazza del treno” di Paula Hawkins

  1. Admin ha detto:

    Per il mio parere è forse più opportuno considerare “La ragazza del treno” un romanzo drammatico travestito da thriller.
    Il finale non è sorprendente e inatteso, il ritmo non è incalzante, i protagonisti non hanno un profilo psicologico ben distinto… perché non è un thriller!
    Se interessa, la mia recensione è qui: https://goo.gl/BbNAmi

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