“Cosa sognano i pesci rossi” di Marco Venturino

11226175_1652735401606713_6918983968817245926_nLo scorso luglio, il giorno del mio compleanno, mi son voluta fare un regalo e ho preso Cosa sognano i pesci rossi di Marco Venturino su Amazon perché era in offerta a 1,99 €. Mi sono convinta ad acquistarlo perché molta gente me ne aveva parlato più che bene, quindi mi sono lanciata, anche perché se non mi fosse piaciuto ci avrei perso solo due euro.

Marco Venturino è direttore di divisione di Anestesia e terapia intensiva all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e per scrivere questo libro si è fatto forte della sua competenza in ambito medico. In Cosa sognano i pesci rossi la narrazione è affidata ai due protagonisti che si alternano: Pierluigi Tunesi, malato, e Luca Gaboardi, medico. Pierluigi è un amministratore delegato di una grande azienda che, mentre la sua vita va a gonfie vele, scopre di avere un tumore al polmone che è così avanzato che nessuno vuole operarlo, tranne il dottor Fulgenzi, giovane chirurgo che mira più a tentare di aver successo che a interessarsi davvero della vita dei pazienti. Com’era prevedibile, Pierluigi si ritrova ko, con una tracheotomia, attaccato ad un respiratore e quasi immobile, ricoverato nel reparto di terapia intensiva in cui lavora Luca, un anestesista/intensivista che conduce una vita piatta. Divorziato, senza figli, si trascina avanti e indietro dalla casa al lavoro e ogni tanto esce con qualche collega giusto per non sentirsi completamente fallito, dato che non ha avuto il coraggio di puntare più in alto per fare carriera e si è fatto abbandonare dalla moglie in seguito ad una tresca con un’altra donna che poteva benissimo evitare.

Pierluigi è il pesce rosso, muto nella bolla del suo box in cui possono stare almeno tre malati: letto 6, letto 7 (il suo) e letto 8. Non riesce bene a parlare, non può scrivere sulla lavagnetta perché non ha la mano abbastanza ferma e quasi nessuno capisce cosa voglia dire. Vede passare davanti a sé per tutta la giornata medici e infermieri che gli fanno esami, lo girano, lo rigirano, lo lavano, ma non sanno realmente che cosa sta pensando, non sanno che appena gli sale la febbre precipita in un delirio silenzioso. Qualcuno è più gentile con lui, ma non può sapere come si sente davvero. Dall’altra parte Luca Gaboardi è un medico molto competente ed è l’unico a capire che Fulgenzi pensa solo al suo tornaconto, che dopo aver operato Tunesi senza successo (perché ha intaccato un vaso che non doveva toccare) se ne è tranquillamente lavato le mani parcheggiandolo in terapia intensiva e abbandonandolo alle cure di chi è abituato a queste situazioni.
Le vite di Pierluigi e Luca scorrono parallele, si guardano “da lontano” ma non riescono ad incontrarsi.

Cosa sognano i pesci rossi, se da un lato è un’ipotesi sui sentimenti non espressi dei malati attaccati alle macchine, rappresenta anche una denuncia nei confronti di alcuni medici da parte di uno che di quella categoria fa parte. Si rivolge soprattutto a quei dottori e infermieri che spesso fanno il loro lavoro dimenticando che tra le mani hanno delle persone e non delle cose, gente il cui interesse principale sembra accumulare dati nei trial per mettere su dei documenti di ricerca da mostrare ai congressi di medicina e vincere dei premi.
Devo essere onesta nel dire che questo libro non mi ha coinvolto poi più di tanto, ma dipende dal vissuto di ognuno di noi. Per quanto mi riguarda ho conosciuto determinate malattie, anche se non le ho provate sulla mia pelle, e sono anche una persona che non si commuove facilmente, ma reputo questo romanzo molto interessante, tanto da consigliarlo a chi inizia a lavorare negli ospedali e a chi magari ci lavora da tanto tempo e ha dimenticato il senso di un lavoro così importante.
Anche qui, l’importante non è come finisce il libro, ma i pensieri dei protagonisti.

Titolo: Cosa sognano i pesci rossi
Autore: Marco Venturino
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2006
Pagine: 245
Prezzo: 10 €
Editore: Mondadori

Giudizio personale: spienaspienaspienasvuotasvuota


Marco Venturino, (Torino, 1957), è direttore di divisione di Anestesia e terapia intensiva allo IEO, l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Nel 2005 ha pubblicato per Mondadori il suo primo romanzo, Cosa sognano i pesci rossi, libro amatissimo dai lettori e successo editoriale di lunga durata, cui è seguito nel 2008 Si è fatto tutto il possibile.

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