In breve: “A pesca nelle pozze più profonde” di Paolo Cognetti

IMG_20150924_095335Io non ho mai amato molto i racconti, nonostante diverse volte mi sia capitato di leggerne. Preferisco i romanzi, specialmente quelli lunghi, perché sono convinta che abbiano più cose da dire o che queste cose le dicano in maniera più approfondita. E allora perché mi sono andata a leggere A pesca nelle pozze più profonde, scritto da Paolo Cognetti, notoriamente uno dei maggiori autori di racconti in Italia? Perché, dato il mio amore per Hemingway, qualcuno me lo ha consigliato.

Cognetti, che molti di voi conosceranno principalmente per Sofia veste sempre di nero, ci trascina nelle vite dei grandi autori di racconti (da Heminugway alla Munro, da Flannery O’Connor a Raymond Carver e tanti altri) per capire e farci capire di che cosa è fatto il lungo tirocinio che porta alla scrittura di grandi capolavori. L’autore, che sa bene che l’essere uno scrittore non deve prescindere dall’essere un lettore, ha studiato e analizzato le opere dei grandi maestri e ci racconta in maniera personale come si è rapportato a loro, che cosa ha provato leggendoli.
Questo di Cognetti non lo definirei esattamente un saggio, ma quasi una sorta di diario in cui raccontare il proprio legame con la grande letteratura.

Ho detto che i racconti non fanno per me, ma non penso assolutamente che valgano meno dei romanzi, credo che semplicemente non siano per tutti. Non sono una forma minore di letteratura, anzi, come dice Cognetti:

Il racconto non è solo una narrazione breve, è una narrazione “incompleta”. Comincia dopo che qualcosa è già accaduto, finisce quando qualcos’altro deve ancora accadere: lascia fuori un bel pezzo della storia, e certe volte quello che resta fuori è perfino più importante di quello che c’è dentro. Il racconto, diceva Grace Paley, è un punto di domanda.

che detto, in altre parole, da Hemingway sarebbe un po’ così:

Hemingway la chiamava teoria dell’iceberg. La formula è nota: sette ottavi dell’iceberg sono immersi nell’acqua e non si vedono (quello che lo scrittore sa), e solo un ottavo di quell’enorme massa galleggia sopra la superficie (quello che lo scrittore mostra). Dentro l’acqua c’è la storia, fuori dall’acqua c’è il racconto.

Quello che è certo è che mi ha fatto venire una gran voglia di leggere racconti, soprattutto degli autori che amo di più, come Hemingway e Fitzgerald, voglia che non so quanto mi resterà addosso perché ho messo da parte tanti di quei romanzi che probabilmente me la dimenticherò.
Devo dire, però, che questo libro, anche se è risultato interessante, non mi ha colpita troppo per due motivi principali: il primo è che l’ho trovato troppo personale, ma questa è una questione di gusti, di solito preferisco le robe da manuale di letteratura; secondo, Cognetti inserisce alla fine quattro raccontini con la sua protagonista, Sofia, che a mio parere c’entravano pochino. Ma per il resto, ripeto, è un libro godibile e interessante, soprattutto per chi ama i racconti.

Buona lettura!

Titolo: A pesca nelle pozze più profonde
Autore: Paolo Cognetti
Genere:
 Saggistica
Anno di pubblicazione:
 2014
Pagine: 130
Prezzo: 13 €
Editore: minimum fax

Giudizio personale: spienaspienasmezzasvuotasvuota

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2 pensieri su “In breve: “A pesca nelle pozze più profonde” di Paolo Cognetti

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