In breve: “Acqua nera” di Joyce Carol Oates

12243130_1676268839253369_8138176584664313497_nMi metto a leggere Acqua nera di Joyce Carol Oates perché mi serve qualcosa di breve prima dell’inizio di un gruppo di lettura su Camus. Si tratta di un brevissimo romanzo della nota scrittrice americana, ispirato alle vicende di Ted Kennedy e della sua giovane segretaria. Siamo nel Maine, è il 4 luglio, metà degli anni Novanta: una bella e giovane ragazza, Elizabeth “Kelly” Kelleher, si allontana da una festa con un senatore. La macchina su cui si trovano, una Toyota nera, a causa della troppa velocità, della ridotta visibilità causata dal buio e dagli alberi e del guidatore un po’ alticcio, esce di strada e finisce nell’acqua nera dell’Indian River. Il senatore riesce a riemergere e salvarsi, Kelly no.

La ragazza ha solo ventisei anni, una laurea in storia americana e una tesi sul senatore con cui si trova in macchina. Ma questa fuga le ha portato solo sventura. La Oates, attraverso gli occhi di una Kelly intrappolata nella macchina e attenta a non consumare quella bolla d’aria che le permette di respirare, ripercorre le ultime ore della ragazza, ci dà un’idea di come doveva essere la sua vita. Un futuro ancora da costruire ma andato in fumo.

Vi parlo in maniera brevissima di questo libretto innanzitutto perché ha solo 137 pagine e poi perché non mi è proprio piaciuto. L’ho trovato claustrofobico, troppo rapido e cupo. Apprezzo molto la strategia della Oates di far corrispondere al peggioramento delle condizioni della ragazza una sempre più accentuata confusione nella narrazione degli eventi, per far sì che noi lettori ci immedesimiamo nella protagonista in agonia. Mentre all’inizio la voce narrante è lucida e precisa, man mano che si va avanti il racconto viene spesso interrotto da ricordi che non c’entrano nulla con la storia presente, s’interrompe o abbiamo vere e proprie schegge di memoria, lampi. Di contro ho provato tanta rabbia nel finale, quando viene spiegato come il senatore giustificherà quello che è capitato a lui e a Kelly. Ma, in fin dei conti, il libro non mi è andato giù: mi è sembrato macabro, quasi una cronaca di morte in diretta e credo che questo genere non faccia per me.
Proverò comunque altro di questa autrice, anche se non mi ha colpito per niente. Magari avrò più fortuna, che dite?

Nel frattempo vi anticipo che nei prossimi giorni vi parlerò di un progetto a cui io e una mia carissima amica (vi svelerò pure il suo nome in seguito) ci siamo dedicate negli ultimi tempi. Un progetto che partirà a gennaio e quindi è ora che ve ne parli, ci vuole un adeguato preavviso, e io già mi sto attardando troppo!

Per il momento, come al solito, buona lettura!

Titolo: Acqua nera
Autore: Joyce Carol Oates
Traduzione:
 Maria Teresa Marenco
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 1992
Pagine: 137
Prezzo: 12 €
Editore: Il Saggiatore

Giudizio personale: spienasvuotasvuotasvuotasvuota

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8 pensieri su “In breve: “Acqua nera” di Joyce Carol Oates

  1. cristinabia ha detto:

    Della Oates ho letto solo Stupro: una storia d’amore, e anche a me non è andato giù, troppo indugiare in un dolore morboso, non so se ce la farò a leggere altro di questa autrice, e di sicuro mi terrò lontana da questo!

  2. athenabruna ha detto:

    A casa ho La madre che mi manca, ma ancora non l’ho letto. Per quanto possa sembrar strano, mi avete così tanto incuriosito con la recensione negativa che credo leggerò anche questi!

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