“L’accademia dei sogni” di William Gibson

12509338_10207407173048933_6793553700823900588_nDi solito mi definisco una lettrice coraggiosa, perché non ho paura di addentrarmi in generi che non conosco, anzi mi piace il gusto della scoperta di autori e libri che mi risultano nuovi. Questa volta l’occasione me l’ha data un’amica che mi ha regalato L’accademia dei sogni di William Gibson, che pare sia considerato uno dei maestri del cyberpunk e del techno-thriller. Conoscevo l’autore solo per sentito dire, ma non avevo mai letto nulla. Ebbene, adesso l’ho fatto.

La protagonista della nostra storia è Cayce (leggi Casey) Pollard, una giovane americana ipersensibile ai marchi che sfrutta questo suo “problemino” per fare da consulente alle aziende che vogliono creare o cambiare i loro loghi. Si trova a Londra per lavoro, quando le viene offerto un nuovo incarico che nulla ha a che fare con la sua occupazione. Cayce è un’appassionata di sequenze, spezzoni di video che vengono periodicamente rilasciati in rete chissà da chi e chissà perché, e che probabilmente, collegati a dovere, potrebbero anche formare un film. Qualcuno pensa che possa essere una geniale operazione di marketing virtuale, altri che sia opera della mafia russa. La ragazza, comunque, è tra gli estimatori di queste sequenze insieme a tante altre persone da tutto il mondo che si scambiano informazioni su un forum. Quello che viene chiesto di fare a Cayce dal capo dell’azienda per cui ha svolto un precedente lavoro è di risalire al creatore di questi frammenti video. A questo punto comincia la missione di Cayce che si muoverà tra continenti diversi, farà i conti col suo passato (padre scomparso nell’attacco dell’11 settembre), verrà pedinata da qualcuno che vuole ostacolarla, ma verrà anche aiutata da amici fidati, come il suo amico virtuale Parkaboy (alias Peter) a cui finalmente potrà dare un volto.

Devo confessare che all’inizio ho fatto un po’ di fatica ad immergermi in un universo dominato dalla tecnologia, io che con questa tecnologia non ci vado poi molto d’accordo (a parte l’essenziale), e in un linguaggio così particolare. Vi capita mai che, mentre leggete, le atmosfere e le vicende descritte vi facciano associare un colore al libro che avete in mano? Ecco, L’accademia dei sogni mi ha fatto venire in mente il grigio-blu scuro; insomma, leggendo questo libro non penserete al sole che splende ma alla rete dei circuiti virtuali, allo spionaggio aziendale fatto in rete e in maniera silenziosa.

L’aspetto che forse mi ha colpito di più in questo libro è il ruolo della rete nella società di oggi, che Gibson sottolinea continuamente. Al giorno d’oggi, grazie ai computer e alla connessione, è semplicissimo trovare persone che hanno interessi comuni ai nostri ed entrare in contatto con loro, formare dei veri e propri gruppi da cui poi nascono delle sub-culture. Se pensiamo che il libro è stato scritto nel 2003, ben tredici anni fa, dobbiamo riconoscere che l’autore sapeva guardare lontano.
Ma Gibson non si perde nella rete per tutta la durata della storia, presta anche moltissima attenzione ai dettagli: i colori, le forme, la marca o il paese di provenienza di un dato oggetto, cose che aiutano il lettore a immaginare meglio l’ambiente in cui si muovono i personaggi ma che danno anche un’idea dello stato d’animo della protagonista che, come sappiamo, prova delle sensazioni diverse a seconda del marchio a cui si trova davanti. Un esempio è quello dell’omino Michelin che le provoca quasi panico. Anche se alla fine del libro molte cose cambiano, forse l’avventura che Cayce vive l’aiuterà un po’ a conquistare la tranquillità e a guarire (magari non del tutto, ma comunque in maniera significativa) dalla sua ipersensibilità ai loghi.

Come ho detto precedentemente, all’inizio non ero molto spedita con la lettura, ma poi ho iniziato ad andare come un treno. Non so se sia così per tutti o abbia fatto quest’effetto solo a me, ma credo che, in generale, L’accademia dei sogni non parta col botto ma poi si dimostri davvero un bel libro.
Buona lettura!

Titolo: L’accademia dei sogni
Autore: William Gibson
Traduzione:
 Daniele Brolli
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2003
Pagine: 357
Prezzo: 10 €
Editore: Mondadori
Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasvuota


William Gibson, americano di nascita, vive a Vancouver. Ha debuttato assai presto nel mondo della fantascienza con La notte che bruciammo Chrome. Il suo romanzo Neuromante è considerato il manifesto del movimento cyberpunk. A lui si deve la coniazione del termine “cyberspazio” e il grande merito di aver saputo immaginare Internet e la realtà virtuale prima che esistessero. Ha pubblicato tra l’altro Giù nel Cyberspazio, Monna Lisa cyberpunk, Luce virtuale, Aidoru,American Acropolis e L’accademia dei sogni.

 

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