“Terapia di coppia per amanti” di Diego De Silva

Questo è amore, ti dici senza mezzi termini,
altro che chiacchiere.

 

Poco tempo fa ho saputo che tra i vari incontri della libreria che frequento, la Modusvivendi (molto attiva e conosciuta a Palermo), ci sarebbe stato quello con Diego De Silva che sarebbe venuto il 28 gennaio a presentare il suo ultimo romanzo, Terapia di coppia per amanti. Non avevo mai letto nulla di questo autore e ho deciso che avrei partecipato. Di solito, quando non conosco l’autore compro il libro durante o dopo la presentazione, invece questa volta, dati i moltissimi pareri positivi che si andavano accumulando, mi sono lasciata trascinare e l’ho comprato la settimana scorsa, con la speranza di riuscire a leggerlo prima dell’incontro con De Silva. E in effetti ce l’ho fatta, perché l’ho finito praticamente subito e ieri sapevo bene di cosa si stesse parlando.

FB_IMG_1454009446072Viviana e Modesto, i protagonisti, sono entrambi sposati (ma non fra loro), entrambi hanno un figlio, e sono amanti da tre anni. In tutte le relazioni, ufficiali e non, ci può essere un momento di crisi, e a loro due capita proprio questo: sentono che qualcosa non va, ma affrontano la questione in due modi diversi. Modesto (che di cognome fa Fracasso, e di questa bella accoppiata nome-cognome bisogna solo ringraziare quel birbone di suo padre Ferdinando), musicista, è semplice, chiaro, fa ragionamenti lineari e continua a vivere la storia nel presente, preoccupandosi poco di dove si andrà a parare; Viviana, così idealista, complicata, contraddittoria, ipersensibile, così donna, insomma, ci pensa, ci ripensa, se la prende con lui non facendogli capire nemmeno il motivo del suo risentimento, ed elabora un pensiero geniale: bisogna andare a fare terapia di coppia. Ché mica è specificato da qualche parte che questa “coppia” a cui si riferisce la terapia debba essere ufficiale, anche Viviana e Modesto sono una coppia. Quindi si rivolgono (in realtà è lei che ci trascina lui) ad uno psicanalista noto anche in televisione, Vittorio Malavolta, che è bravissimo nel suo mestiere, ma evidentemente lo beccano in un momento sbagliato della sua vita, in quanto anche lui è sposato e impantanato in una relazione clandestina con una venticinquenne schizzata. Roba che per farlo ingelosire manda a lui messaggini indirizzati ad altri facendo finta di sbagliare destinatario. Mentre lui sta lavorando coi nostri due eroi che battibeccano.

Il romanzo è a due voci, Modesto e Viviana si alternano nella narrazione (in prima persona) fornendoci due visioni molto diverse di una stessa questione. Ad un certo punto si aggiunge pure quella di Malavolta, che dovrebbe rappresentare una sorta di arbitro, uno che sappia indicare ai due quale strada prendere e come andare avanti, ma che, invece, è più confuso di loro e fa una figura barbina quando ce li ha entrambi davanti, gli arriva il messaggino della sua Nina e impallidisce. Immaginate le reazioni diverse dei due amanti in terapia: Modesto pensa “stiamo a posto, questo sta nguajato di suo e dovrebbe aiutare noi?”, mentre Viviana lo vede più umano, più sensibile e quindi più capace di aiutarli.

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In realtà Viviana e Modesto sono davvero innamorati, ma si trovano in una situazione difficile: entrambi, presi dalla loro relazione, non si accorgono di non esistere più nelle loro rispettive case, di essere due presenze quasi trasparenti nelle loro famiglie. E sono Eric (come Clapton), il figlio di Modesto, e Paolo, il marito di Viviana, a metterli davanti a questa situazione. Sono svagati, assenti, con la testa sempre altrove. Perché probabilmente hanno iniziato una relazione fatta di momenti rubati e incontri fugaci per combattere il grigiore delle loro vite, ma non avrebbero mai pensato che a distanza di tre anni sarebbero stati ancora lì, inseparabili e, seppur con qualche problemino da risolvere, innamorati e forti. È l’amore che li ha messi nei guai, perché non è così facile lasciare un matrimonio e una casa perché non ci si sta più bene. Hanno smesso da tempo di amare i rispettivi coniugi, ma nessuno dei due chiede all’altro di lasciare il marito o la moglie per sposarsi insieme. Chissà, magari ci sarebbe il rischio di ritrovarsi punto e a capo, magari il loro rapporto è così bello perché non soggetto ai regimi di una classica vita matrimoniale, senza regole.

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Nella mia copia del libro si è staccata la bandella e l’ho usata come segnalibro.

Terapia di coppia per amanti è un libro particolare, secondo me, si traveste da romanzo divertente e leggero ma in realtà al suo interno nasconde tantissimi spunti di riflessione. Ci si ritrova un po’ in entrambi i protagonisti e ci si mette nei loro panni. Io, personalmente, ho adorato Modesto, simpaticissimo e innamorato, che quando si ritrova incasinato va a chiedere consigli al padre Ferdinando (traditore seriale, tanto che la moglie lo ha buttato fuori di casa diversi anni addietro), cinico fino al midollo, che alla fine non lo aiuta poi tanto.
L’incontro con l’autore è stato davvero molto bello, sono stati affrontati diversi aspetti del libro, si è parlato insieme dell’amore, del matrimonio dentro cui spesso ci si chiude solo per stare al sicuro, e di tantissime altre cose che di certo verranno in mente anche a voi quando leggerete questo romanzo che mi ha permesso di scoprire Diego De Silva. Adesso mi tocca recuperare tutto il resto della sua produzione perché sono rimasta proprio folgorata!

Buona lettura!

Titolo: Terapia di coppia per amanti
Autore: Diego De Silva
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2015
Pagine: 278
Prezzo: 18 €
Editore: Einaudi
Giudizio personale: spienaspienaspienaspienaspiena

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12 pensieri su ““Terapia di coppia per amanti” di Diego De Silva

  1. princiseppia ha detto:

    Ho amato tantissimo questo libro. C’è forse un po’ di Viviana in me e molto di Modesto Fracasso conservato nei miei ricordi con un altro nome e un’altra faccia. Consigliatissimo come tutti gli altri di De Silva.

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