In breve: “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes

image_bookHo letto nei giorni passati Frammenti di un discorso amoroso, un saggio di Roland Barthes pubblicato nel 1977 e tradotto per la prima volta in italiano da Renzo Guidieri due anni dopo. In questo libro, l’autore analizza il percorso dell’innamorato che attraversa le varie fasi dell’amore, affiancando ad ogni tema (o step, potremmo dire) qualche riferimento a opere o grandi autori, come il Werther di Goethe o il Simposio di Platone. Accompagneremo così l’innamorato X (che può essere uno qualsiasi di noi) durante le fasi del rapporto o discorso amoroso, messe in ordine alfabetico e non cronologico da Barthes, perché ogni amore segue una strada diversa. Conosceremo l’attesa della persona amata, l’assenza, le dinamiche del cuore, la gelosia e l’io-ti-amo, insieme a tanti altri temi che vengono trattati in maniera critica.

Quello che viene proposto è, se si vuole, un ritratto; ma questo ritratto non è psicologico, bensì strutturale: esso presenta una collocazione della parola: la collocazione di qualcuno che parla dentro di sé, amorosamente, di fronte all’altro (l’oggetto amato), il quale invece non parla.

Mi sono dedicata a questa lettura con tanta curiosità, ma se inizialmente ho trovato i Frammenti un libro molto interessante, a lungo andare ho provato anche un po’ di noia e sono riuscita a finirlo in maniera abbastanza forzata. Credo sia uno di quei libri troppo lunghi per mantenere la loro originalità. D’altro canto questi aspetti dell’amore andavano considerati tutti, e non solo una parte, quindi probabilmente è un problema mio, il fatto di stancarmi dopo un po’ che la solfa non cambia. Io non l’ho nemmeno letto troppo velocemente, ho pensato di leggerne un pezzettino ogni tanto, perché le varie parti si possono affrontare separatamente.
Detto questo, qualcuno sicuramente non si troverà d’accordo con me, dato che questo libro viene considerato un classico. Vi lascio, comunque con una citazione di Pier Vittorio Tondelli, che magari vi farà venire voglia di leggerlo.

Non si tratta di un manuale: non vi dirà come comportarvi né che cosa fare per togliervi dall’affanno e dall’ingombro di un abbandono. Non ha trama, se non quella dell’indagine dei movimenti amorosi. Ogni capitolo è indipendente: potete leggerne uno oggi e il seguente fra cinque anni, Roland Barthes vi darà comunque uno specchio bellissimo per riflettere, pensare, decidere, paragonare la vostra storia a quella di Werther o a un haiku giapponese; vi darà un respiro più ampio in cui emettere il vostro rantolo e, improvvisamente, la coscienza del vostro amore si rafforzerà.

Titolo: Frammenti di un discorso amoroso
Autore: Roland Barthes
Traduzione:
 Renzo Guidieri
Genere:
 Saggistica
Anno di pubblicazione:
 1977
Pagine: 258
Prezzo: 12 €
Editore: Einaudi
Giudizio personale: spienaspienasmezzasvuotasvuota

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2 pensieri su “In breve: “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes

  1. Antonio ha detto:

    Concordo sul fatto che alla lunga (o meglio, letto tutto di fila) possa quasi stancare. Detto ciò, siccome non siamo obbligati a leggerlo tutto d’un fiato, lo considero comunque un gran bel testo. Non che contenga Verità rivelate, sul tema non credo ve ne siano, ma certo è ricco di riflessioni e spunti sull’argomento. 🙂

    • Valentina ha detto:

      Sono perfettamente d’accordo con te. Sull’amore non si può dettar legge perché come dici tu non ci sono verità rivelate, ogni rapporto è a sé. Però ci sono davvero tanti spunti di riflessione.
      Forse, nonostante lo abbia letto a poco a poco, la mia lettura è stata comunque troppo veloce.

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