“Mancarsi” di Diego De Silva

Il dolore e la felicità sono fatti soprattutto di cianfrusaglie,
paccottiglia, ingombri da soffitta di cui non riusciamo
a disfarci anche quando abbiamo smesso definitivamente di usarli
ed escludiamo che ci possano tornare utili.

 

12747254_10207660294576813_4007834954022227363_oLo so, ho scoperto Diego De Silva molto tardi, ma dopo Terapia di coppia per amanti mi sono messa in testa di recuperare, quindi, dato che per ora sto leggendo Troppa felicità della Munro per #LeggoNobel (e mi sono riproposta di seguire il ritmo di un racconto al giorno) ho pensato di leggiucchiare Mancarsi, romanzo breve del 2012, che volevo centellinare, ma che ho finito in poche ore.
Di che cosa parla? Di Irene e Nicola, due persone, ognuna col proprio vissuto, che non si conoscono e di conseguenza non sanno di essere fatte l’una per l’altra. Lei con (almeno) una relazione importante alle spalle, vuole di più, vuole qualcosa per cui valga la pena buttarsi; lui, vedovo, vuole la stessa cosa. Irene e Nicola frequentano la stessa zona e soprattutto lo stesso bistrot: lei perché lo trova accogliente e ci si sente a casa, lui perché era solito andarci con sua moglie (con cui aveva dei problemi, ma con la quale continuava comunque a stare) ed è convinto che seduto al “loro” tavolo possa sentire meno la mancanza di lei. In quel bistrot Irene e Nicola, sebbene ad orari diversi, hanno sempre preso lo stesso tavolo; loro non lo sanno, ma il cameriere Pavel sì. Irene e Nicola gravitano intorno ad uno stesso luogo, ma continuano a mancarsi, non nel senso che provano nostalgia, bensì perché non si trovano, non riescono a far coincidere i loro tempi, a incontrarsi davvero.
Ma, come nel libro di questo autore che ho affrontato precedentemente, De Silva sul finale introduce quell’elemento di speranza che potrebbe cambiare tutto o niente.

Di Mancarsi ho letto la versione digitale. Se avessi avuto quella cartacea di certo mi sarei ritrovata a sottolineare praticamente tutte ogni riga di ogni pagina, invece ho evidenziato tutto il file sul mio Kindle. Perché? Perché in questo libro al centro di tutto non c’è la trama, ma le considerazioni dei due personaggi principali sulla vita, sull’amore, sulle relazioni, e credo di avervene data un’idea con il mio post precedente.
Quando ho partecipato ad un incontro con l’autore mi sono fatta la mia idea, che è stata ampiamente confermata da quest’ultima lettura: Diego De Silva è una persona molto intelligente, un acuto osservatore della realtà e di certe dinamiche, che se in un primo momento ci fornisce le sue opinioni personali sulle storie che crea, poi lascia a noi lettori il compito di interpretarle, di inventare un finale. Ma soprattutto riempie la sua opera di spunti di riflessione che magari sul momento non cogliamo, ma che ci restano dentro costringendoci poi a rimuginare su varie questioni.

Trovo che Diego De Silva sia molto bravo ad indagare sia nell’animo femminile che in quello maschile, in Mancarsi lo fa in maniera magistrale sottolineando soprattutto ciò che di solito non esprimiamo a parole e che probabilmente nemmeno sappiamo di sapere. Mi riferisco principalmente all’analisi di comportamenti che siamo soliti adottare senza averne piena coscienza. Ma attenzione, Irene e Nicola non sono modelli di comportamento, non tutte le donne sono Irene e non tutti gli uomini sono Nicola. Semplicemente sono due personaggi come tanti, che hanno caratteristiche comuni alla maggior parte di noi, e a partire da questi l’autore crea una storia che avrà o meno una sua evoluzione, perché: il finale è un punto d’arrivo o può essere un punto di partenza? Sta a voi scoprirlo.

Titolo: Mancarsi
Autore: Mancarsi
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2012
Pagine: 96
Prezzo: 10 €
Editore: Einaudi
Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasmezza

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8 pensieri su ““Mancarsi” di Diego De Silva

  1. rodixidor ha detto:

    Ho letto questo libro e mi è piaciuto perchè anche io ho trovato che De Silva è bravo ad investigare le emozioni dei personaggi più che a narrarne le vicende. Di De Silva ho anche letto qualcosa del suo divertentissimo investigatore Avv. Malinconico. Però nonostante le piacevoli letture è uno scrittore che non mi convince del tutto, forse troppo accondiscendente con il lettore.

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