#LeggoNobel | “Troppa felicità” di Alice Munro

12698643_10207658627855146_2402765333191822675_oAlice Munro è una di quegli autori che (credo) mai avrei preso in considerazione se non fosse stato per #LeggoNobel. Sì, questo progetto, insieme ad Elena Tamborrino, è gestito anche da me, quindi potreste obiettare: “Ma perché te lo autoimponi se in altre circostanze non lo avresti mai letto?”. Perché, nonostante io non ami per niente i racconti, lei ha vinto il Nobel per la letteratura nel 2013 perché ritenuta maestra del racconto contemporaneo, quindi un tentativo va fatto. E poi chi lo sa? Magari questi tentativi possono riservare belle sorprese.

E in un certo senso con Troppa felicità è stato così, perché, se in un primo momento sono partita prevenuta aspettandomi racconti smielati di una tipica donna che parla d’amore, mi sono trovata davanti a dieci storie che parlano di donne – ma non solo – le cui vite scorrono tranquille fino a un certo punto ma vengono improvvisamente destabilizzate da qualcosa di più o meno terribile. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di realtà complicate, situazioni estremizzate al fine di impressionare il lettore e colpirlo nel profondo. Un esempio è la prima storia, Dimensioni, che ha come protagonista Doree, una giovane donna sposata con un uomo pazzo e violento che le dà la colpa di tutto, anche dell’atto orribile che lui stesso commetterà per farle del male.

– Sai quando ho chiamato, ieri sera? – disse Lloyd. – Quando ho chiamato, era già successo.
– È stata tutta colpa tua, – disse.

E questo è uno dei racconti che mi hanno impressionata di più perché mi ha ricordato chiaramente molte storie attuali di donne che non riescono a ribellarsi a uomini terribili, che non riescono a venir fuori da certe situazioni o che ci riescono quando forse è troppo tardi. Ma la Munro, nelle sue storie, tocca diversi temi: dall’adulterio in Racconti alla cattiveria insita nell’essere umano in Bambinate, dal rapporto madre-figlio di Buche profonde al modo di seguire le proprie passioni e realizzarsi nella vita di Troppa felicità. E proprio quest’ultimo, che dà il nome all’intera raccolta, è il racconto romanzato della vita di Sof’ja Kovalevskaja, prima donna russa a diventare matematico e fisico e ad ottenere una cattedra universitaria (in Svezia, nel 1889). In un’epoca in cui per le donne era difficile essere indipendenti, Sof’ja per continuare gli studi fuori sposò Vladimir Kovalevskij per convenienza e potè frequentare l’università di Heidelberg (senza il consenso del padre o di un marito una donna non poteva frequentare università europee o laurearsi). Quest’uomo le permise di realizzare il suo sogno, con l’appoggio anche di grandi matematici che per le sue doti la presero sotto la loro ala protettrice.
Credo che questa sia la storia che tra tutte mi sia piaciuta di più, forse perché è dedicata ad un personaggio realmente esistito e che io non conoscevo affatto, una donna che aveva tanto da dare e che è riuscita a farlo quando per tutta la categoria la vita era abbastanza dura.

Bambinate, invece, mi ha fatto molta impressione, perché siamo sempre tutti bravissimi a dire che l’essere umano nasce, per natura, con un cuore puro, ma spesso la vita ci dimostra che non è così. In questo caso si parla di due ragazzine che si accaniscono contro una coetanea con una sorta di ritardo mentale perché provano ribrezzo, quasi schifo nei suoi confronti. È l’atteggiamento di chi non si sa relazionare col diverso e non si sa mettere nei suoi panni. Quindi il comportamento eccessivamente appiccicoso e l’euforia “sgangherata” di una ragazza che vuole solo fare amicizia e dimostrare affetto ad una sua conoscente vengono scambiati per sintomi pietosi e ripugnanti di una malattia che andrebbe debellata.

I bambini, si sa, sono mostruosamente convenzionali, subito pronti a respingere ciò che è sbilenco, mal funzionante, ingestibile.

Non so se leggerò altro di Alice Munro, perchè, come ho già detto, non riesco ad apprezzare al meglio i racconti, ma sicuramente è un’autrice che merita attenzione, lo dimostra il fatto che le sue storie mi abbiano molto colpita (a parte un paio a cui sono rimasta indifferente). Nel frattempo vi comunico che lunedì 21 partiremo con la terza lettura prevista per #LeggoNobel: inizieremo a leggere Lo straniero di Albert Camus. Sarete dei nostri?

Titolo: Troppa felicità
Autore: Alice Munro
Traduzione:
 Susanna Basso
Genere:
 Raccolta di racconti
Anno di pubblicazione:
 2009 (questa edizione 2011)
Pagine: 332
Prezzo: 20 €
Editore: Einaudi

Giudizio personale: spienaspienaspienasmezzasvuota

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