“La sorella cattiva” di Véronique Ovaldé

11062714_10207815306212007_7374617527551854362_oLa sorella cattiva di Véronique Ovaldé è un altro libro che l’hanno scorso ha riscosso un grandissimo successo e a cui, quindi, io sono arrivata quando è scemata l’euforia collettiva. In realtà, di norma, non sono una persona che va troppo dietro alle ultime uscite o che si lascia trascinare troppo dall’entusiasmo altrui, quindi quando un libro m’intriga mi appunto il titolo sul mio taccuino/wishlist consapevole che sarà questione di tempo prima che quel libro mi trovi. E infatti si è presentata l’occasione: la Ovaldé mi ha trovata e io me la sono letta.

Maria Cristina Väätonen quando aveva diciassette anni approfittò di una borsa di studio per lasciare il suo paesino sperduto tra i boschi del Canada e trasferirsi negli Stati Uniti, scappando da una casa rosa culo dove abitava con una madre bigotta, un padre cronicamente infelice (leggi depresso) e una sorella rimasta all’età mentale di quattordici anni. Oggi Maria Cristina vive a Santa Monica ed è diventata una scrittrice, dopo aver lavorato come assistente del famoso scrittore Rafael Claramunt (con cui ha avuto una storia) e aver lanciato il suo primo romanzo che parla di ciò che ha vissuto in Canada. È lei la sorella cattiva, in quanto è responsabile dello stato mentale della sorella Meena: quando erano adolescenti, M. C. (come la chiama oggi la sua amica Joanne) si è fatta accompagnare da Meena a guardare dei serpenti, ma quella si è spaventata così tanto che è corsa via e ha avuto un incidente che l’ha costretta a rimanere per sempre, dentro di sé, una ragazzina. Un giorno, dopo anni, la madre le chiede di tornare per occuparsi del figlio di Meena e, nonostante in un primo momento lei voglia rifiutare, alla fine accetta e si reca al suo paese natale. Maria Cristina tornerà a fare i conti con una realtà che aveva abbandonato e una vita che le stava troppo stretta, e dovrà tenere a bada i sensi di colpa che hanno fatto di lei una sorella cattiva.

Il libro è una sorta di biografia di Maria Cristina, l’autrice parla di lei come se stesse scrivendo una sorta di documentario. Ci narra di come è arrivata negli Stati Uniti, di ciò che ha dovuto patire a casa sua per colpa di una madre per la quale anche depilarsi le gambe significava inneggiare al diavolo, e di come ha iniziato a conoscere il mondo grazie ad un mentore/seduttore di diversi anni più grande di lei. Ma nessuno può entrare nell’intimo di un personaggio più del personaggio stesso, quindi, essendo una biografia e non un’autobiografia, non riusciamo a svelare i misteri del suo animo, ci fermiamo fino ad un certo punto. Che non è la superficie, perché comunque la Ovaldé scava abbastanza in profondità, ma non fino in fondo.

La storia non viene raccontata in maniera continua dall’inizio alla fine, ma ci troviamo di fronte a spezzoni che non sempre sono messi in ordine cronologico. Ma ciò che forse conta davvero non sono le vicende raccontate nei capitoli, ma quanto non viene detto, quanto sta negli spazi vuoti tra un evento e l’altro. Il fatto che Maria Cristina abbia dentro di sé questo terribile senso di colpa per ciò che ha provocato alla sorella non viene ribadito continuamente, ma l’autrice ce lo fa percepire in ogni momento, ci fa capire che ovunque la protagonista si trovi e qualsiasi cosa stia facendo si comporta come una persona segnata da qualcosa di terribile che le è accaduto molto tempo prima. Quando conosce Claramunt e lui la seduce, quando va a vivere con la stravagante Joanne, quando scrive il suo primo romanzo (soprattutto!), Maria Cristina appare come una persona che avanza con il freno inserito, un piccolo freno che probabilmente lei mette per evitare di creare altri problemi.

Se in un primo momento La sorella cattiva non mi ha entusiasmato, devo dire che piano piano sono riuscita ad entrare nel meccanismo della narrazione di Véronique Ovaldé. Mi sono resa conto che dietro tutti gli eventi, dietro tutti i personaggi che incrociano il suo cammino, c’è sempre la piccola Maria Cristina. Nonostante sia cresciuta e abbia conosciuto il mondo – come mai avrebbe potuto dal suo paesino canadese – forse anche lei è rimasta all’età che aveva quando Meena ebbe l’incidente: adesso è una donna, ma anche quando si mostra forte e dura, si percepisce sempre quella fragilità e quello spaesamento di una ragazzina che lascia la sua casa rosa culo per affrontare il resto del mondo.

Buona lettura!

Titolo: La sorella cattiva
Autore: Véronique Ovaldé
Traduzione:
 Lorenza Pieri
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2015
Pagine: 265
Prezzo: 15 €
Editore: minimum fax – Leggi un assaggio del libro

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasvuota


Véronique Ovaldé (1972) è autrice di romanzi tradotti in tutto il mondo, tra cui Stanare l’animale, E il mio cuore trasparente e Gli uomini in generale mi piacciono molto, pubblicati in Italia da minimum fax, e Quello che so di Vera Candida e Vivere come gli uccelli, usciti per Ponte alle Grazie.

 

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