“Io sono Kurt” di Paolo Restuccia

Abbiamo vent’anni solo per ricordarli quando ne avremo quaranta.

 

12898332_10207992008909464_7703647607778975725_oAndrea Brighi è un popolare dj sulla quarantina e uno dei proprietari del famoso Blue Flash di Roma, insieme alla moglie Rita e al fratello di lei, Tiziano, che gli ha affidato dei soldi da depositare in un conto in Svizzera. Ma, durante il tragitto, Andrea decide di deviare verso la pensione Ghega a Trieste facendo sì che tutto il suo passato riaffiori e quasi lo catturi. Vent’anni prima infatti, lui era Kurt, un giovane dj che lavorava per Diavolo Biondo (Stefano Zanchi) a Radio Punto Nord e spesso faceva serate in discoteca tra donne, alcool e droghe. Zanchi gli ha rubato dieci milioni di vecchie lire e Andrea vorrebbe trovarlo per farseli restituire, ma si trova invischiato in un giro di delinquenti, prostitute e strani personaggi che lo terranno bloccato in quella pensione ad ore in cui da ragazzo alloggiava.

La cosa particolare di Io sono Kurt è il continuo alternarsi di presente e passato: i numerosi flashback non solo stridono con ciò che vive adesso il protagonista, ma allo stesso tempo sembrano anche essere una copia più squallida e invecchiata di quello che ha fatto in gioventù. Nadia, la ragazzina ribelle che lo seduce e lo catapulta nei suoi affari loschi, ricorda tanto Anna, la studentessa di matematica di cui era innamorato vent’anni prima, una ragazza molto strana e dalla dubbia moralità. Il cognato Tiziano e Diavolo Biondo sono entrambi uomini che non si fanno problemi quando si tratta di guadagnare soldi, e in effetti sono diventati molto ricchi, anche se hanno due personalità molto diverse. Il soggiorno alla pensione Ghega serve ad Andrea Brighi a rivedere il suo passato, forse per capirlo davvero doveva tornare vent’anni dopo nello stesso luogo in cui tutto era iniziato.

Andrea da ragazzo aveva scelto come nome d’arte Kurt, ma più che uno pseudonimo questo era per lui una parte della sua personalità, una persona diversa da Andrea Brighi, più trasgressiva e spensierata di lui. E a quarant’anni, al suo ritorno a Trieste, Kurt, messo da parte per tanto tempo, viene fuori di nuovo e cerca quasi di prendere il sopravvento sull’uomo più pacato e adulto. Quando c’è Andrea non c’è Kurt, e quando c’è Kurt non c’è Andrea.

I capitoli, molto brevi, sono scanditi dalla musica: è impossibile leggere questo libro senza percepire questa sorta di colonna sonora che ci accompagna per circa 270 pagine (potete trovare le canzoni del libro su questa pagina o cercare la playlist “Io sono Kurt” del profilo fazieditore su Spotify). Anche l’evoluzione della musica è un aspetto molto importante di questo romanzo, le canzoni che Kurt passava alla radio o sceglieva per le serate, per la maggior parte, oggi sembrano obsolete, dimenticate, vecchie esattamente come un quarantenne che giochi a fare il ragazzino e tenti disperatamente di sentirsi giovane. Ovviamente non vale per tutte le canzoni citate da Paolo Restuccia, perché ci sono anche dei veri capolavori. Quello che mi ha lasciato davvero un segno perché ha un valore quasi profetico nell’ambito della storia è Perfect day di Lou Reed, con la frase che resta in mente ad Andrea e che si ripete alla fine della canzone:

You’re going to reap just what you sow.
(Raccoglierai solo ciò che hai seminato)

Io sono Kurt di Paolo Restuccia è un romanzo uscito il 17 marzo per Fazi, che fa parte della collana Darkside di cui vi ho parlato nel post di qualche giorno fa. In effetti, può essere considerato un noir un po’ particolare più per le atmosfere che per gli eventi: lo squallore della pensione Ghega, la sporcizia del luogo e di molti personaggi, la trasgressione e la disillusione del protagonista hanno sulla nostra immaginazione un effetto molto più potente del furto della borsa coi soldi di Tiziano o del rapimento di uno strano individuo da parte di Nadia e dei suoi scagnozzi.
Buona lettura!

Titolo: Io sono Kurt
Autore: Paolo Restuccia
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 17 marzo 2016
Pagine: 272
Prezzo: 16 €
Editore: Fazi

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasvuota


Paolo Restuccia – È il regista del noto programma satirico di Radio2 Il ruggito del coniglio, in cui è amichevolmente definito “The genius”. Lavora alla Rai dal 1987: dal 1991 al 1993, ha condotto 3131 e, come regista, autore e conduttore, ha preso parte a diversi programmi radiofonici, tra i qualiDentro la sera, A che punto è la notte, Luna permettendo, Buono Domenico, Permesso di soggiorno, Coniglio Relax. Insieme a Enrico Valenzi, è il fondatore della Scuola di scrittura Omero di Roma, la prima aperta in Italia, attiva dal 1988. Ha pubblicato il manuale La palestra dello scrittore, le parole e la forma (Omero, 2010) e il romanzo La strategia del tango (Gaffi, 2014).

 

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