“Benedizione” di Kent Haruf

Sembra una specie di benedizione,
una benedizione a doppio taglio, disse Lyle.
Dad lo guardò. Eh sì. Un sacco di volte le benedizioni
non sono andate per il verso giusto.

 

12916194_10208103287171351_4568879375953150245_oBenedizione è un romanzo scritto dall’autore americano Kent Haruf nel 2013 e pubblicato Italia nel marzo del 2015 da NN editore. Questo libro fa parte della “Trilogia della pianura”, una loose trilogy, ovvero una trilogia libera, sciolta, slegata, in cui i tre romanzi (di cui questo è, in ordine cronologico, il terzo dopo Canto della pianura e Crepuscolo) hanno in comune solo l’ambientazione, mentre i personaggi e le vicende sono di volta in volta diversi. Va da sé che questi tre libri possono essere letti in qualsiasi ordine, ma io ho scelto di affrontarli secondo l’ordine di pubblicazione seguito da NN (e spiegato in una lettera aperta ai lettori di Benedizione) e, dato che avevo in mente di leggerli di seguito prima dell’uscita del terzo, mi ci accosto proprio adesso che è stata annunciata la pubblicazione di Crepuscolo nella prima parte di maggio 2016.

Fatta questa premessa, cominciamo a parlare meglio del romanzo in questione. Siamo a Holt, una cittadina immaginaria in Colorado, e la scena si apre con Dad Lewis che si trova in ambulatorio con la moglie Mary per avere i risultati di certe analisi, i quali rivelano che ha il cancro e che gli resta poco da vivere, un’ultima estate. La figlia Lorraine, ormai adulta, che vive da tempo lontana da casa, torna a Holt per stare col padre e aiutare la madre ad accudirlo, ma anche tante altre persone vanno a trovarlo e cercano, ognuna a modo suo, di aiutare e dare omaggio ad un uomo che è stato sempre rispettato da tutta la comunità. Alla storia di Dad – che non è il suo vero nome, ma viene chiamato così da quando è diventato papà per la prima volta – fatta anche di brutti momenti come la fuga da casa di suo figlio Frank (andato via per vergogna) o il licenziamento di un dipendente del suo negozio di ferramenta che rubava dei soldi, si intrecciano le vite di altri personaggi di Holt, come il reverendo Lyle, la piccola Alice o Willa e Alene Johnson.

Il romanzo è permeato di una tristezza di fondo, si avverte una perdita di speranza e di prospettive che coinvolge un po’ tutti i personaggi, anche quelli secondari. Ognuno di loro ha, nel proprio passato, almeno un evento negativo che lo ha segnato e che non può dimenticare, ma Dad Lewis è sicuramente quello in cui la tempesta di sentimenti contrastanti emerge di più, perché sa di avere ormai poco tempo e quindi tutto ciò che ha fatto negli anni precedenti gli si presenta come una sorta di conto da dover pagare. In questa ultima estate che gli rimane da passare coi suoi, non fa altro che aspettare il ritorno di Frank, quel figlio con cui non ha mai avuto un buon rapporto e che molte volte lo ha deluso, non fa altro che sperare che, almeno adesso, riesca a sotterrare per un attimo l’ascia di guerra e venga a trovare un padre che sta morendo. Perché Dad sa che la colpa è anche sua per non aver capito suo figlio, e quel ritorno rappresenterebbe per lui il perdono da parte di Frank.
Ma ripensa anche a quando ha distrutto la vita di Clayton, il commesso del negozio di cui è proprietario, licenziandolo perché rubava e imponendogli di andarsene da Holt (la comunità è piccola, molto compatta e tende a cacciare ciò che reputa sbagliato). L’uomo dopo poco tempo si è ucciso, lasciando nei guai anche la moglie e i figli, che Dad in seguito ha provato ad aiutare con dei soldi senza mai arrivare, però, a pulirsi del tutto la coscienza.

Non so se vi rivedrò, ragazzi. Ho la sensazione che potremmo esserci.

Assistiamo a questo conto alla rovescia che, sappiamo, non può essere fermato e al declino delle condizioni di Dad, mentre tutti vanno a fargli visita e ad aiutare la moglie Mary e le vite di tutti vanno sempre avanti. La piccola Alice va a vivere dalla nonna Berta May perché non ha più una madre e un padre, il reverendo Lyle predica l’amore e il porgere l’altra guancia perfino a chi non lo meriterebbe e per questo anche lui viene espulso, le Johnson sono due donne sole che hanno pure i loro segreti.
La storia procede lentamente e Haruf, con un linguaggio semplice ma incisivo e delicato allo stesso tempo, fa corrispondere al peggiorare della malattia di Dad un cambiamento di atmosfera: il vecchio alla fine non è più lucido e la narrazione diventa quasi onirica, appaiono personaggi che non sono veramente ai piedi del suo letto ma coi quali sente di dover avere un ultimo confronto prima di andarsene, due fra tutti la moglie del suo ex commesso, Tanya, e il figlio Frank.
Non anticipo nulla dicendo che Dad alla fine morirà, perché praticamente si sa fin dall’inizio, ma questo è un evento che, come tanti altri, inciderà poco nell’ordine del mondo perché le vite di tutti devono andare avanti, le stagioni passeranno e il dolore diminuirà.

Benedizione mi ha conquistata sia per la storia – io amo, per una sorta di masochismo, forse, le vicende tristi – che per lo stile di Kent Haruf, uno stile sobrio che mi ha ricordato un aspetto fondamentale di quello del mio autore del cuore, Hemingway (con cui nulla, a parte questo, ha in comune, quindi non prendetelo come un’eresia): non c’è la necessità di usare parole complesse, di scrivere più di quello che serve, per narrare una storia in cui a colpire devono essere gli eventi. E poi, diciamocelo, negli autori americani, e quindi anche in Haruf, c’è sempre quel qualcosa che caratterizza le atmosfere dei loro romanzi e che non si riesce bene ad identificare, una sorta di profumo, di vento e polvere che, se ci lasciamo trasportare dalla storia, riusciamo inevitabilmente a percepire.

Questo libro è per chi ama rileggere i classici e vorrebbe perdersi negli sconfinati spazi della pianura americana (o nelle fotografie di Robert Adams), per chi desidera un cappello da cowboy anche se forse non lo indosserà mai, per chi nutre una sorta di fiducia razionale nel genere umano e crede che le verità gridate siano sempre meno vere di quelle suggerite con pudore.

Buona lettura!

Titolo: Benedizione
Autore: Kent Haruf
Traduzione:
 Fabio Cremonesi
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 19 marzo 2015
Pagine: 280
Prezzo: 17 €
Editore: NN editore

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienaspiena


Kent Haruf (1943-2014) è stato uno dei più apprezzati scrittori americani, ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Whiting Foundation Award e una menzione speciale dalla PEN/Hemingway Foundation. Con il romanzo Il canto della pianura è stato finalista al National Book Award, al Los Angeles Times Book Prize, e al New Yorker Book Award. Con Crepuscolo, secondo romanzo della Trilogia della Pianura, ha vinto il Colorado Book Award. Benedizione è stato finalista al Folio Prize.
NN Editore pubblicherà tutti i libri della trilogia ambientata nella cittadina di Holt.

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4 pensieri su ““Benedizione” di Kent Haruf

  1. Giusi ha detto:

    Concordo con quanto hai scritto. Ho trovato il libro essenziale ma intenso, mi ha commosso. Mi è piaciuta molto la caratterizzazione dei personaggi.

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