#LeggoNobel | “Lo straniero” di Albert Camus

In fondo non c’è idea cui non si finisca per fare l’abitudine.

 

3144077-9788845277634Conoscevo Albert Camus, premio Nobel per la letteratura 1957, già con La peste e L’uomo in rivolta: il primo, anni fa, lo amai tanto, il secondo, abbastanza difficile e filosofico, mi ha confusa fin troppo quando l’ho letto qualche mese fa con il gruppo di lettura Scratchmade gestito da Maria Di Biase. Per la terza “puntata” di #LeggoNobel, che vedeva come protagonista questo grande autore, scelto dal pubblico tramite votazione (era arrivato secondo dopo la Munro nella tripletta proposta), abbiamo scelto di leggere Lo straniero, un libro che, se all’inizio ci ha po’ fatto storcere il naso per il carattere del protagonista, alla fine ha fatto sì che il messaggio di Camus passasse.

Meursault è un uomo di origine francese che vive ad Algeri. La storia comincia con la morte della madre in un’ospizio che si trova fuori città, un luogo che deve raggiungere per partecipare ai funerali. Fin dai primi momenti si capisce quanto Mersault sia indifferente alle emozioni: non gli interessa vedere la madre morta, non prova tristezza, anzi considera l’evento – che dovrebbe essere triste per tutti – come un intoppo, qualcosa che gli impedisce di condurre la sua vita normale. Ma, per fortuna, si tratta solo di pochi giorni, poi potrà tornare a lavorare ad Algeri. Dopo il funerale incontra una sua ex collega, Marie, con cui intreccia una relazione amorosa, anch’essa arida, almeno per lui. Lei lo ama e vorrebbe sposarlo, ma lui prova solo desiderio fisico, nient’altro.
Un giorno si trova, quasi senza accorgerne, a commettere un delitto. Verrà messo in prigione e sottoposto ad un processo (la parte più bella del libro), in cui più che l’omicidio sembra si stia giudicando la sua indifferenza nei confronti del mondo.

Ognuno dei capitoli iniziali di questo romanzo sembra affrontare l’indifferenza di Mersault verso un oggetto diverso. Vediamo che non gli interessa niente della famiglia e nello specifico della morte di sua madre, per lui è solo un contrattempo. Non gli interessa nemmeno l’amicizia, ad esempio con le persone che abitano nel suo palazzo o con i colleghi. L’amore, poi, è qualcosa di sconosciuto: è indicativa la scena in cui Marie gli chiede se la ama e se voglia sposarla e lui risponde che non sa, forse non la ama, ma se vuole possono sposarsi, tanto non è nulla di importante, se glielo chiedesse un’altra lui le direbbe la stessa cosa. Non gli importa nemmeno della vita, la vede come qualcosa di transitorio e insignificante; quando il capo gli propone di trasferirsi lontano per dirigere un nuovo ufficio, lui risponde che in fondo fa lo stesso, qui o lì, che tanto non si cambia mai di vita e tutte le vite si equivalgono. Ma al processo accade qualcosa: mentre tutti, più che l’omicidio commesso, sembrano condannare la sua freddezza, un sentimento emerge dal ghiaccio, e cioè la rabbia. Meursault si arrabbia, è furioso, e questo indica che sotto sotto anche lui deve avere un’anima.

Ciò che è inevitabile nella lettura de Lo straniero è un cambiamento di prospettiva da parte del lettore. Il punto di vista da cui è narrata la storia è quello del protagonista, ma se in un primo momento detestiamo lui e il suo nichilismo, dopo un po’ (circa a metà del romanzo) riusciamo quasi a comprenderlo, a capire le sue ragioni. Non si fa altro che ribadire quanto sia arido dentro, ma chi dice che questo non sia l’unico modo di salvarsi davvero? È consapevole che ogni avvenimento più o meno triste non ha praticamente nessun effetto su un mondo che continuerà sempre ad andare avanti. Ogni cosa brutta verrà dimenticata, ogni crimine verrà superato e ogni pagina verrà voltata. Inevitabilmente. A che serve strepitare tanto, se poi tutti verremo dimenticati? Le emozioni, soprattutto quelle forti, i legami, i sentimenti ci danno l’impressione di vivere davvero la nostra vita, ma secondo me tutti abbiamo pensato almeno una volta che il non provare nulla in un certo senso ci preservi e ci tenga al sicuro dai crolli. Poi magari non riusciamo a farlo, perché questo non è un comportamento che ci possiamo autoimporre di adottare ma, specialmente dopo qualche duro colpo, abbiamo fatto tutti una riflessione del genere.

Forse nemmeno allo stesso Camus piaceva tanto il suo protagonista, oppure sì, chi può saperlo? Fatto sta che Lo straniero è un romanzo geniale che ci permette di vedere le cose da una prospettiva diversa, se ci lasciamo trasportare dalle parole. Perché credo che per capire appieno un libro, e il messaggio che mediante questo un autore vuole trasmettere, ci si debba immergere completamente nella storia, lasciando da parte i giudizi, le antipatie e i preconcetti.
Sono sicura che molti di voi lo avranno letto. Ma mi rivolgo a tutti, anche a chi non lo ha mai letto: che cosa ne pensate di un comportamento del genere? Mi piacerebbe discuterne insieme.

Intanto, se vorrete partecipare alla nostra prossima lettura di gruppo, iscrivetevi all’evento #LeggoNobel: affronteremo seguendo delle tappe Auto da fé di Elias Canetti, premio Nobel per la letteratura 1981. Vi aspettiamo!

Buona lettura!

Titolo: Lo straniero
Autore: Albert Camus
Traduzione:
 Sergio Claudio Perroni (Introduzione di Roberto Saviano)
Genere:
 Romanzo filosofico
Anno di pubblicazione:
 1942 (questa edizione 2015)
Pagine: 157
Prezzo: 12 €
Editore: Bompiani

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienaspiena

Annunci

4 pensieri su “#LeggoNobel | “Lo straniero” di Albert Camus

  1. amaranthinemess ha detto:

    Ho a casa “La peste”, trafugato qualche mese fa dalla libreria di mamma e ancora mai letto..generalmente la letteratura francese mi piace molto quindi voglio assolutamente leggerlo al più presto 🙂

  2. rodixidor ha detto:

    Lo Straniero è uno di quei libri che non si può non leggere, non si può non amare, di un amore struggente e doloroso urlando contro Camus e Mersault perchè faccia qualcosa per salvarsi in quel che pare più un suicidio che una esecuzione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...