“Premessa per un addio” di Gian Luca Favetto

Una vita è libera e plurale, e anche l’altra lo è.
E questa non è, forse, la premessa per un addio?

 

12916955_10208158944122740_7756426123296024281_oPremessa per un addio è un romanzo di Gian Luca Favetto che uscirà per NN Editore il 21 aprile, la prossima settimana, e che ho avuto la possibilità di leggere in anteprima. Questo libro chiude la serie ViceVersa, una collana inaugurata da Tommaso Pincio col suo Panorama (ma che su questo blog abbiamo conosciuto con Rosa Mogliasso e Davide Longo)  e ideata e accompagnata dallo stesso Favetto. «I Libri ViceVersa sono tessere che formano un disegno da usare a piacere: come uno specchio, una traccia, un catalogo di storie che partono da un vizio o una virtù e arrivano dove il racconto li conduce». Nello specifico, il romanzo di cui parliamo oggi affronta il tema dell’ira.

Tommaso Techel, il protagonista, è un geografo, misura le distanze. In realtà all’inizio si era iscritto a Giurisprudenza, ma poi ha cambiato idea e ha studiato Geografia, perché questa si occupa di uomini più che di montagne e fiumi, di popoli e culture più che di confini, e non ha leggi ma costumi e tradizioni. Dopo aver passato molto tempo a mettere da parte ricordi e accumulare desideri, capisce che è arrivato il momento di dare una svolta alla sua vita e decide di fare un viaggio a New York per ritrovare se stesso, così sale su un aereo con la sua rabbia alla volta degli Stati Uniti. Durante il volo conosce l’elegante Alma Berlin, che ritroverà più avanti. Arrivato a destinazione, trova nella casa in cui alloggia un libro, Foreword for a Farewell, che si porterà dietro nel suo peregrinare per le strade di questa città così grande e in cui lui non è altro che uno straniero fra gli stranieri.

Per vincere la rabbia e il vuoto che la rabbia crea, bisogna dimenticare (…) e per dimenticare bisogna avere un rifugio dove assentarsi prima di ripartire. Il naufragio è fatto, bisogna trovare l’isola dove approdare.

Tommaso ha bisogno di stare per un po’ in un luogo in cui nessuno lo conosca e in cui possa riprendere fiato senza che nessuno si aspetti niente da lui. A New York riuscirà a ritornare alla vita e, grazie anche a Cora, una bellissima donna che lo aiuterà a lasciarsi andare, ripartirà da dove si era fermato.

Già dalla prima pagina di questo romanzo si capisce quanto il protagonista abbia bisogno di staccare la spina, quanto sia stanco del mare e della sua salsedine, come un naufrago, e abbia bisogno di stare per un po’ sulla terraferma. In un turbine di ricordi che gli attraversano la mente, Tommaso analizza la sua vita cercando di capire quali siano gli errori che ha commesso e da cosa debba ripartire: il rapporto con i suoi genitori, con la figlia, il suo lavoro, la voglia di libertà, così forte da quando ha iniziato a sentirsi imprigionato in un’esistenza che ora gli sta stretta.
La storia di Tommaso è intervallata, a tratti, da parti del libro che si porta dietro, un libro la cui lettura sembra essere per lui un rito di purificazione per liberarsi di quella rabbia non sfogata che ha sempre dentro di sé. Gli fa da compagno. Servono a questo i libri, a non sentirsi soli e a essere contemporaneamente in più luoghi, più tempi, più situazioni. Ed è proprio questo libro che in qualche modo lo conduce da Cora, ad abbandonarsi al desiderio. È una meta? È un nuovo punto di partenza? Forse entrambe le cose, perché, come nella geografia studiata dal punto di vista di Tommaso, spesso e volentieri i confini sono abbastanza sfumati.

La mia copia è piena di post-it attaccati praticamente in tutte le pagine, perché trovo che Favetto, lasciandosi guidare dal suo personaggio alla ricerca di se stesso, riesca ad analizzare tanti aspetti della vita e a riassumere in brevi frasi concetti importanti. Ci sono libri in cui non mi va di sottolineare perché mi sembra di rovinarli, soprattutto quando sono freschi di stampa; con quelli più vissuti è un’altra storia. Comunque, questi bei passi cui ho appena accennato non posso citarveli tutti qui perché davvero rischierei di ricopiare tutto il libro, ma sono sicura che, leggendo Premessa per un addio, rimarrete anche voi folgorati dalle parole dell’autore e vi troverete inevitabilmente a riflettere sui rapporti umani e sul rapporto tra l’uomo e i suoi desideri.

Questo libro è per chi ama leggere a voce alta, per chi vorrebbe ballare un valzer alla Grand Central Station, per chi non porta mai l’orologio e sbircia l’ora dove capita, e per chi vorrebbe lasciare andare tutte le domande sull’acqua, come si lasciano andare le illusioni.

Buona lettura!

Titolo: Premessa per un addio
Autore: Gian Luca Favetto
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 21 aprile 2016
Pagine: 190
Prezzo: 13 €
Editore: NN editore

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasvuota


Gian Luca Favetto, scrittore, poeta e giornalista, vive a Torino e collabora con “la Repubblica” e Radio Rai. Tra i suoi libri recenti: Se dico radici dico storie (Laterza), Mappamondi e corsari (Interlinea), La vita non fa rumore (Mondadori) e Il giorno perduto (66thand2nd, con Anthony Cartwright).

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