“Il professore” di Charlotte Brontë

Metterò una tazza sotto questo continuo stillicidio;
resterà lì ferma immobile.
Quando sarà piena, traboccherà, nel frattempo pazienza.

 

il-professore-683x1024Qualche giorno fa, il 14 aprile, Fazi ha pubblicato, in occasione dei duecento anni dalla nascita della grande autrice inglese, Il professore, primo romanzo di Charlotte Brontë che uscì postumo nel 1857. Il libro, già edito nel 1961 dalla casa editrice Capitol con il titolo Quel dolce sorriso (non chiedetemi perché), torna adesso con una nuova traduzione più attuale che però non offende il linguaggio di un’epoca ormai lontana. Io l’ho letto molto velocemente perché, non l’ho mai nascosto, sono una grande amante della letteratura inglese, soprattutto di quella dell’Ottocento e, come volevasi dimostrare, l’ho trovato magnifico.

Il giovane William Crimsworth ha la possibilità di diventare un ecclesiastico ed assicurarsi una rendita, ma dato che non è quello che vuole rifiuta la proposta dello zio, il quale gli toglie anche la possibilità di accedere al patrimonio di famiglia. Incontra quindi il ricco fratello Edward, l’unico parente che gli è rimasto dopo aver terminato gli studi in collegio, ma tra i due non corre affatto buon sangue. Edward è un uomo spregevole, però accetta di assumere William come contabile nella sua azienda nello Yorkshire, rendendolo soggetto a continue umiliazioni. Un giovane dell’alta società, il signor Hunsden, s’interessa a William e, anche se in maniera non troppo gentile, gli fa capire che deve liberarsi da un parente così irrispettoso perché sicuramente troverà di meglio; gli consiglia, quindi, di andare in Belgio dove, grazie ad una sua raccomandazione firmata, incontrerà un signore che lo aiuterà a trovare un nuovo impiego. A Bruxelles diventa professore (da qui il titolo) in un collegio maschile diretto dal signor Pelet, ma la sua fama arriva alle orecchie della signorina Reuter, direttrice della vicinissima scuola femminile, che lo vorrà anche nel suo istituto. Qui conosce Frances Henri, una ragazza molto dotata che per vivere insegna a riparare merletti; s’innamorerà di lei ma le difficoltà che i due dovranno affrontare saranno tantissime.

Come ci tiene a sottolineare la stessa Charlotte Brontë in una breve introduzione, Il professore è il suo primo romanzo, ma lei non era affatto inesperta, la sua mano si esercitava già da anni, e direi che, leggendo questo libro, si avverte in maniera molto forte che non è stato scritto da una novellina. Anche qui, come ad esempio in Jane Eyre, il protagonista è una persona che non ha grandi mezzi e che tenta, con grandi sforzi, di migliorare la propria condizione sociale nel più onesto dei modi. A William serve solo una piccola spinta, che gli arriva dal signor Hunsden, il personaggio – a mio parere – più bello del romanzo: un uomo estremamente sincero ed estremamente buono che maschera queste sue belle qualità comportandosi da pungente provocatore.

Si preparava a recitare la parte del vero gentiluomo, anche perché in effetti nell’intimo lo era davvero, nonostante il rude guscio che gli piaceva indossare come fosse un soprabito.

William deve molto a Yorke Hunsden, perché probabilmente è l’unica persona (prima di Frances) che abbia realmente voluto il suo bene: gli consiglia di fuggire dalle grinfie di un fratello invidioso e cattivo, gli fornisce diverse raccomandazioni, quando Edward si trova in ristrettezze e vende la casa e tutto ciò che contiene lui acquista il ritratto di sua madre e lo regala al ragazzo. E sarà comunque una presenza importante anche quando a William le cose andranno meglio.

È normale che in un romanzo in cui c’è un eroe che deve riscattarsi e crescere socialmente ci siano tanti personaggi che vogliono mettergli i bastoni fra le ruote. Una è la signorina Reuter, la direttrice della scuola femminile, che lo fa innamorare per metterlo in ridicolo, perché poi William scoprirà che è legata da tempo al signor Pelet con cui si sposerà. Quando il ragazzo non la degna più di attenzione perché si sente offeso e perché si è pure innamorato di Frances, lei licenzia la ragazza dalla scuola e si rifiuta di comunicargli il suo indirizzo perché gli sia impossibile rintracciarla.
Per quanto riguarda Frances, invece, è una ragazza orgogliosa (ma in senso buono), volenterosa, gran lavoratrice e con una gran voglia di imparare perché sa che con una buona istruzione le cose per lei saranno molto più facili. Ha grandi progetti e con grande impegno li vuole realizzare. Caratterialmente è timida ma quando un argomento le interessa s’infiamma facilmente per vergognarsi e arrossire un attimo dopo. Probabilmente è la tipica ragazza dell’epoca, il cui comportamento stride molto con quello delle ragazze di oggi. Per questo forse potrebbe sembrare un po’ troppo arrendevole, anche se può essere per una questione di mezzi (non osa perché non può).

Ne Il professore c’è un continuo scontro tra la cultura inglese e quella francese/belga. William lascia lo Yorkshire e s’immerge in un mondo francofono in cui la sua occupazione è quella di insegnare inglese ai giovani. Per questo ci sono diversi dialoghi in francese con traduzione nelle note dove la comprensione non risultasse immediata. Il protagonista non rimpiange troppo di aver lasciato la sua terra e lo stesso Hunsden non fa altro che dire di vivere in un paese corrotto e sporco. Di contro, Frances è da sempre innamorata dell’Inghilterra e nutre la speranza di trasferirsi in quel paese che ha dato i natali a sua madre.
Vi è anche, in questo romanzo, una profonda critica dell’autrice nei confronti della cultura cattolica, influenzata dalle vicissitudini dei regnanti inglesi di quell’epoca. Ma la cosa più importante da dire è che vi è una componente autobiografica, nel libro in questione: Charlotte Brontë fu docente in Belgio per un certo periodo e s’innamorò del suo maitre. Per questo motivo (anche se con un protagonista maschile) l’autrice riesce a descrivere così bene sentimenti, luoghi e caratteri dei personaggi.

Buona lettura!

Titolo: Il professore
Autore: Charlotte Brontë
Traduzione:
 Martina Rinaldi
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2016
Pagine: 304
Prezzo: 18 €
Editore: Fazi

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasmezza

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2 pensieri su ““Il professore” di Charlotte Brontë

  1. amaranthinemess ha detto:

    Charlotte Bronte mi ha catturata col suo Jane Eyre ed era un peccato che non ci fossero in giro altri suoi romanzi facilmente reperibili…negli ultimi mesi sto invece notando che si sta un po’ risvegliando la curiosità verso quest’autrice e ne sono molto contenta 🙂

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