“Un amore di Salinger” di Frédéric Beigbeder

I momenti in cui lo metteva alla prova erano orribili:
tutt’a un tratto gli veniva voglia di alzarsi e di tornare a casa da solo,
si sentiva uno spilungone di merda.

 

13086739_10208302571873344_7384869810611598429_oUn amore di Salinger è un libro dell’autore francese Frédéric Beigbeder uscito in Francia nel 2014 col titolo Oona & Salinger e pubblicato in Italia da Mondadori il 12 aprile 2016 con una traduzione di Giovanni Pacchiano. L’ho comprato qualche giorno fa perché improvvisamente diversi miei contatti hanno iniziato a parlarne e, mossa dalla curiosità, mi sono detta che dovevo leggerlo anch’io. Nonostante non mi sia ancora dedicata all’opera omnia di J. D. Salinger, devo dire che è un autore che mi ha sempre affascinata molto, ho amato, tra le altre cose, Franny e Zooey e ancor di più Il giovane Holden, che fino a questo momento ho letto solo tre volte e che conto di rileggere presto o tardi, perché mi sono accorta che ogni rilettura me lo fa vedere sotto una luce diversa. Ma ciò che mi incuriosisce più di tutto il resto è la vita vera di questo scrittore, le sue esperienze, il fatto che dal 1965 non pubblicò più niente e che si ritirò nella sua solitudine a Cornish fino al 2010, anno in cui morì (molti non se ne davano più pensiero, credevano fosse già morto da tempo).

Oona O’Neill (Warwirck, 13 maggio 1925 – Corsier-sur-Vevey, 27 settembre 1991)

Il titolo italiano del libro di cui vi parlo oggi è abbastanza romantico, ma quello originale in francese è più esplicativo. Un amore di Salinger, infatti, è una sorta di ricostruzione romanzata della relazione che Jerry Salinger ebbe con Oona O’Neill, figlia del premio Nobel Eugene O’Neill e, più tardi, moglie di Charlie Chaplin. Nel 1941 lei aveva solo 14 anni ed era una delle tre ragazzine (con Carol Marcus e Gloria Vanderbilt) che gravitavano intorno a Truman Capote, mentre lui a 21 anni stava cominciando a scribacchiare racconti che uscivano sulle riviste; lei si comportava (chissà se lo era davvero) da bambina ribelle, sempre in lotta contro un padre assente ma duro, lui era uno spilungone serio e maturo. Molte cose non le possiamo sapere perché alla fine lo stesso Beigbeder confessa che né i Salinger, né i Chaplin gli hanno mai dato la possibilità di leggere la corrispondenza tra Jerry e Oona, quindi possiamo solo immaginare, farci domande e seguire il filo logico dell’autore che inventa una storia verosimile – ma non vera, attenzione! – su questi due ragazzi che vissero una breve e casta storia d’amore o un’infatuazione. Si amavano? Chi lo sa. Di sicuro il fatto che lei fosse figlia di un grande scrittore ebbe una parte molto importante nell’ossessione di Jerry per Oona, almeno per come ne parla Beigbeder sembra essere così.

Jerome David Salinger (New York, 1º gennaio 1919 – Cornish, 27 gennaio 2010)

Beigbeder, in questo libro che sta a metà tra il romanzo e la saggistica (perché sì, oltre alla parte inventata c’è una cornice storia vera), ci racconta che Oona e Jerry si conobbero in un locale, lo Stork, e che si frequentarono per un po’ di tempo. Poi lui dovette partire per la guerra e fu un’esperienza che lo segnò nel profondo, tanto che – sembra – in tutta la sua produzione si sente l’eco di ciò che fu costretto a vedere e subire in quegli anni: lo sbarco in Normandia, la liberazione dei campi di concentramento, corpi di ebrei ammassati e corpi di soldati che esplodevano davanti a lui.
[E qui faccio una piccola parentesi: sono da sempre convinta che prima di leggere un determinato autore ci si debba informare sulla sua vita, perché sicuramente le sue vicende personali sono rintracciabili nei suoi scritti e, anzi, ci aiutano a capirli meglio. Chiusa parentesi.]
Nel frattempo Oona, diciottenne, conobbe Charlie Chaplin (all’epoca 53 anni), e dopo poco tempo, contro l’opinione pubblica, lo sposò. Salinger, saputa la notizia, le scrisse diverse lettere piene di rancore, in cui addirittura la sbeffeggiava per la sua scelta e offendeva Chaplin, un vecchio a cui interessava la carne fresca. In realtà tutto ciò è paradossale perché lo stesso Salinger, poi, passerà la vita a cercare donne parecchio più giovani di lui, come saprete se avete letto le biografie su questo autore o se anche avete visto il documentario del 2013 di Shane Salerno. Comunque Oona trascorse anni felici con suo marito, ebbe ben otto figli e, rimasta vedova, sentì moltissimo la mancanza del suo Tramp. E questo è tutto reale. Quello che non è reale, invece, ma solo perché la verità è nascosta, è che secondo Beigbeder Jerry e Oona si scrissero anche quando lei era sposata, e dopo la morte di Chaplin s’incontrarono in un caffè per vedersi un’ultima volta.

Oona e Charlie Chaplin nel 1944

Un amore di Salinger è una lettura piacevole, almeno fino a un certo punto. Sono piacevoli le incursioni dell’autore che si tiene sempre in bella vista, per darci l’idea che lui sta lì a raccontarci la storia, non tenta di nascondersi dietro le parole, anzi fa diversi parallelismi tra quegli anni e il nostro mondo attuale. Il suo voler fare il simpaticone, però, a lungo andare stanca, pecca di eccessiva piacioneria, e non perché una biografia di questo tipo debba essere seria, ma credo abbia un po’ perso il senso della misura.
Detto questo, ci sono diverse parti belle. Quelle che, personalmente, ho preferito sono il capitolo sull’incontro con Ernest Hemingway (che ve lo dico a fare? lo sapete che ho una passione sfrenata per lui), conosciuto durante l’avanzata dalla Normandia verso la Germania, dove lui era corrispondente di guerra da Parigi, e con cui rimase poi in contatto epistolare, e le parti su Charlie Chaplin. Se da questo libro si evince che Salinger non potesse soffrire Charlie Chaplin, Beigbeder ne parla sempre con grande tenerezza, ci si arriva quasi a commuovere leggendo le descrizioni di quest’uomo ormai vecchio che sembra vergognarsi di amare una ragazzina e di essere amato da lei, di un uomo che ha finalmente trovato la sua anima gemella e che con lei ne passò di tutti i colori: nel 1952, mentre partito con la sua famiglia per una vacanza in Europa, gli Stati Uniti, considerandolo antiamericano, decretarono che non era più idoneo e non sarebbe più potuto tornare indietro. Per questo motivo si stabilì in Svizzera e tornò in America solo nel 1972 quando andò a ritirare il premio Oscar alla carriera e fu protagonista della più lunga standing ovation nella storia dell’Academy Awards.

Ho dato a Un amore di Salinger tre stelline perché è un bel libro, ma mi aspettavo qualcosa di diverso. Confesso che a penalizzarlo è anche l’ultima parte, in cui Beigbeder parla della sua relazione con la compagna Lara e, onestamente non ho capito che cosa c’entri, mi sembra abbastanza fuori luogo.

Buona lettura!

Titolo: Un amore di Salinger
Autore: Frédéric Beigbeder
Traduzione:
 Giovanni Pacchiano
Genere:
 Romanzo/Saggistica
Anno di pubblicazione:
 2014 (12 aprile 2016 in Italia)
Pagine: 257
Prezzo: 19 €
Editore: Mondadori

Giudizio personale: spienaspienaspienasvuotasvuota


Frédéric Beigbeder è nato a Neuilly-sur-Seine nel 1965. Scrittore e critico letterario, è noto all’opinione pubblica francese per le sue posizioni provocatorie. Ha scritto numerosi romanzi, tutti di spunto autobiografico, che hanno ottenuto un ampio successo di pubblico e di critica. In Italia sono già stati pubblicati Lire 26.900 (Feltrinelli 2001), L’amore dura tre anni (Feltrinelli, 2003) e Windows on the world (Bompiani, 2004).

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2 pensieri su ““Un amore di Salinger” di Frédéric Beigbeder

  1. librandina ha detto:

    Ciao, ho letto vari articoli del tuo blog, mi piacciono molto le citazioni che trai da ogni libro trattato e le tue recensioni argute. Anche io scrivo, o meglio ho iniziato a scriverne qualcuna, se ti va visita il mio blog “Recensire insieme” 🙂

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