“Crepuscolo” di Kent Haruf

Intanto all’esterno della casa, fuori dalla stanza silenziosa
in cui erano seduti, il buio iniziò ad avvolgere le strade.
Presto i lampioni si sarebbero accesi tremolando, sfarfallando,
per illuminare tutti gli angoli di Holt.

 

13198657_10208421007154152_1258669204688872481_oL’aspettavo con ansia e finalmente è arrivato: l’ultimo capitolo della Trilogia della pianura di Kent Haruf, Crepuscolo, è uscito in libreria il 12 maggio scorso, l’ho comprato subito e qualche giorno dopo lo avevo già finito. Chi di voi mi legge già da un po’ avrà presente quel bilancio che faccio a fine dicembre con tutti i libri letti durante l’anno e i più belli segnalati in grassetto; ecco, questi tre di Haruf sicuramente li troverete fra i migliori letti nel 2016 perché questo autore americano è stato davvero una grandissima scoperta per una lettrice come me che non ama i paroloni e l’aggettivazione eccessiva e che adora follemente le storie narrate senza particolari abbellimenti o fronzoli.
[Il mostriciattolo azzurro è un corner bookmark, o segnalibro ad angolo, che mi son fatta da sola in preda ad un raptus creativo la scorsa settimana. In rete trovate tantissimi tutorial per farveli come più vi piacciono.]

In Crepuscolo ritroviamo alcuni dei personaggi che avevamo conosciuto in Canto della pianura che nel frattempo sono andati avanti con le loro vite perché capiamo che da quelle vicende sono passati circa due anni. I fratelli Harold e Raymond McPheron sono sempre alle prese con la loro fattoria e con la vendita dei vitelli; la ragazza che avevano preso in casa, Victoria Roubideaux, ha dato alla luce una bellissima bambina, Katie, e adesso sta per iniziare i corsi all’università a Fort Collins; Tom Guthrie porta avanti la sua storia con Maggie Jones e sembra che tutto vada per il verso giusto; e poi c’è il dottor Martin – sì, il medico di Holt che aveva seguito la gravidanza di Victoria – che ciccia fuori ogni tanto ma sempre per il suo mestiere. Ma Haruf ci presenta storie nuove, come ad esempio quella di DJ, un ragazzino orfano che si prende cura del vecchio nonno; quella di Mary Wells che viene lasciata dal marito, sola con le sue bambine, Emma e Dena; o, infine, quella di Betty e Luther Wallace, con i figli Joy Rae e Richie, che vivono tutti in una roulotte e sono seguiti dall’assistente sociale Rose Tyler in quanto non se la passano proprio benissimo anche a causa dello zio Hoyt.

Queste storie piano piano si vanno intrecciando, dando vita ad una celebrazione della vita che esalta la pienezza dei sentimenti. Lo stile è sempre quello asciutto dell’autore che mi aveva già conquistata con Benedizione, uno stile fatto di frasi brevi, concise in cui ogni parola si trova esattamente nel punto in cui deve stare; ma non ci sono più i toni parecchio drammatici di quel romanzo. Non si tratta di 320 pagine di eventi allegri, beninteso, ma l’atmosfera non è cupa, anzi si avverte la volontà di ogni personaggio di andare avanti con la propria vita senza lasciarsi schiacciare dalle brutte situazioni in cui si viene a trovare. C’è un momento, nello specifico (e non vi posso nemmeno dire quale perché vi rovinerei il piacere della lettura), in cui Haruf ci racconta qualcosa che noi che abbiamo letto Canto della pianura non avremmo mai voluto leggere, una sorta di terribile colpo di scena in negativo davanti al quale, però, i protagonisti della nostra storia si piegano ma non si spezzano, anzi capiscono che bisogna rialzarsi e combattere, senza mai dimenticare, ovviamente.

Leggendo Crepuscolo capita in diversi punti di ritrovarsi con qualche lacrimuccia che tenta di scendere giù, anche per una come me che per commuoversi ha bisogno di roba di un certo spessore (e questo libro lo è). Ma non solo. Vi capiterà di provare emozioni di volta in volta diverse: malinconia, per quanto riguarda Dj, il ragazzino che si occupa del vecchio nonno, cucina, pulisce, va a scuola, fa i compiti e qualche lavoretto per i vicini in cambio di pochi dollari; rabbia, per il comportamento di Hoyt Raines, un uomo che in preda ai fumi dell’alcol e forte di convinzioni sbagliate rende la vita un inferno ai suoi parenti ma anche a se stesso; immensa commozione per i McPheron, soprattutto per quanto riguarda il loro rapporto con Katie, la figlia della loro amata Victoria, che per loro è praticamente una nipotina. E tanto altro.

Victoria aveva preparato la colazione. Portò i piatti di uova e bacon e il pane tostato e imburrato, versò il caffè nelle tazze e tutti sedettero al tavolo in legno di pino della cucina. La bambina allungò le braccia e disse: Nonno, allora Raymond se la mise sulle ginocchia e iniziarono a mangiare.

Questo ad esempio è uno stralcio che per alcuni può non rappresentare nulla di così significativo, ma a me, ve lo confesso, ha sciolto il cuore. E credo sia anche un ottimo esempio dello stile di Kent Haruf, cui ho accennato sopra, come potete vedere la punteggiatura non è eccessiva, apparentemente non c’è niente di speciale, ma le parole, semplici, acquistano un significato profondo nel contesto in cui l’autore le inserisce.

È stato bellissimo tornare per l’ultima volta a Holt e seguire le vicende dei suoi abitanti, molti dei quali già conosciuti e amati nel precedente libro della trilogia. Se non ci siete mai stati, vi consiglio di recarvi al più presto in questa polverosa e fittizia cittadina del Colorado, a pochi chilometri da Denver, in cui conoscerete tante belle e brutte persone che vi faranno piangere ma anche sorridere insieme a loro, persone che farete davvero fatica a dimenticare. Proprio in Crepuscolo, devo dire, la polvere di cui ho parlato nelle precedenti recensioni e che mi aveva colpito così tanto, sembra essere stata spazzata via da un vento gentile, così come il buio che aveva invaso le vite dei personaggi è stato scacciato dalla luce. Insomma, nell’esistenza dei nostri amici di Holt è arrivata una ventata d’aria fresca e di positività, ma per sapere meglio che cosa è capitato loro non vi resta che leggere questi romanzi fantastici di cui quello che vi ho presentato oggi rappresenta, per noi italiani la cconclusione (come ho già detto tempo fa, NN editore ha pubblicato i tre libri della trilogia della pianura in un ordine diverso da quello originale di Haruf).

Questo libro è per chi ama guardare la danza delle candele sul muro, per chi ascolta la “Pastorale” di Beethoven, per chi ricorda quando da bambini ci si arredava una stanza con tutto quello che si trovava in giro, e per chi è rimasto solo, al freddo, per tanto tempo, e oggi ha deciso di rimettersi in gioco e correre il rischio di diventare una persona diversa.

Buona lettura!

Titolo: Crepuscolo
Autore: Kent Haruf
Traduzione:
 Fabio Cremonesi
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 (2004) 12 maggio 2016 con questo editore
Pagine: 320
Prezzo: 18 €
Editore: NN editore

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienaspiena

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2 pensieri su ““Crepuscolo” di Kent Haruf

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