“Il paese dei segreti addii” di Mimmo Sammartino

Un rivolo scarlatto come sangue sporcò la neve, che pareva un’offesa.
E tutti pensarono che fosse accaduto qualcosa di irreparabile.

 

13411713_10208646181103360_4470395144010799747_oAll’inizio di giugno mi trovavo a Una marina di libri e avendo deciso di seguire un consiglio che mi era stato dato ho comprato Il paese dei segreti addii di Mimmo Sammartino, edito da Hacca edizioni che, ignoranza mia, non conoscevo ma ho avuto l’occasione di conoscere con Francesca Chiappa che era lì allo stand. Che è successo contemporaneamente? Che già era stato stabilito il raduno di “Billy, il vizio di leggere” in questi giorni qui a Palermo e io già avevo dato la mia adesione alla seconda giornata, in cui sarebbe stato presentato un libro ma non ricordavo quale. Indovinate che libro era. Sì, Mimmo Sammartino con Il paese dei segreti addii. Per questo motivo ve ne parlo adesso, volevo prima conoscere l’autore per farmi meglio un’idea, anche se l’incontro non ha fatto altro che confermare le mie impressioni, soprattutto determinati richiami ad altri scrittori e ad altre letterature che anche altri che lo hanno letto hanno rintracciato. Ma partiamo dall’inizio.

La vicenda è ambientata a Pietrafiorita, un paesino del sud Italia, ma non importa dove sia, in un tempo non ben specificato, ma non importa quando, anche se dovremmo essere intorno alla prima metà del Novecento. I personaggi sono talmente tanti che non si può parlare troppo bene di ognuno di loro, anche perché hanno una loro storia individuale che va inevitabilmente ad incrociare quella di un altro. Non ci sono buoni e non ci sono cattivi, perché non esiste il bianco o il nero, ma sono le situazioni della vita che portano a fare determinate scelte: ogni personaggio ha un suo ruolo nella vicenda, togliendone anche solo uno cambierebbe tutto. Ricordano le maschere pirandelliane, persone che svolgono dei ruoli ben precisi e che spesso sono stereotipate: le famiglie che si odiano, i Dell’Aria e i Mea; Michele lo sciancato; Rosina, la donna di facili costumi; il mago Mingo, che si spaccia per veggente per una vita; il prete; il maresciallo; il cantastorie, ecc.. Ognuno di essi, per un motivo o per un altro, dà il suo addio, si perde, ma a volte torna, si ritrova, e a volte no. E altre volte, pure, certe storie si ripetono o arrivano a chiudere un cerchio.

La storia a cui viene dato più risalto è quella di Geremia Senzanome, che una volta era Geremia Mea. Innamorato di Giuditta Dell’Aria, si vide ostacolato dall’odio che esisteva da tempo tra le due famiglie (anche se nessuno se ne ricordava più i motivi): la ragazza fu fatta sparire, lui la cercò per molto tempo e alla fine riuscì a trovarla, ma solo temporaneamente perché ormai era troppo tardi. Mentre era via, venne incendiata la sua casa e i suoi genitori morirono; tutti pensavano ci fosse anche lui, venne creduto morto e gli fu costruita anche una lapide. Quando tornò dalla ricerca della sua amata, era ormai morto per tutti, non poteva essere più Geremia Mea, ma restò Geremia Senzanome, come un novello Mattia Pascal, vivo e morto allo stesso tempo. Cerca di continuare a vivere, di ridare forza alla sua casa, alla sua vigna, fino a quando il destino non sembra dargli una seconda possibilità: Giuditta Dell’Aria Seconda, identica al suo vecchio amore. Ma non vi dico di più, perché questa è una delle storie che mi hanno toccato maggiormente, fino a farmi venire gli occhi lucidi.

Il romanzo si apre con un rivolo rosso che scende lungo una distesa di neve. Che sarà mai? Sangue? Del resto è la prima cosa che verrebbe in mente a tutti. In realtà è quel filo rosso che lega un po’ tutti gli abitanti di questo paesino, il segnale che si sta chiudendo un cerchio. All’inizio viene presentato questo fatto che si ritrova alla fine: i capitoli centrali sono tutti tessere di un puzzle che piano piano si va ricostruendo, elementi che servono a collegare tra loro personaggi, luoghi e fatti. Alla fine sembra quasi che la serenità abbia trovato un modo per tornare a regnare a Pietrafiorita.

Il paese dei segreti addii sembra quasi una favola, un mito, una leggenda lontana nel tempo, e mi ha fatto venire in mente (non solo a me, ieri ne ho avuto conferma) Gabriel García Márquez con la sua Macondo, un luogo che potrebbe essere ovunque, in cui si racconta la storia di persone che stanno ai margini ma che hanno una loro dignità e le cui vite hanno una grande importanza. E anche il tipo di narrazione ricorda molto la letteratura sudamericana, c’è il racconto di elementi apparentemente assurdi che all’interno della vicenda appaiono normalissimi.

In principio vennero giù nugoli di rane e di rospi che, impazziti, si misero a sprizzare il loro inchiostro vischioso e urticante contro ogni cosa viva; dopo qualche istante, dentro a una nuova tempesta, precipitò sulla terra uno scroscio di serpenti che si attorcigliavano fra loro, sibilavano sinistramente, si ergevano sulle code e cominciarono a ingoiare gli agglomerati viscidi di anfibi gracidanti; infine sopraggiunse un temporale di corvi moribondi che, nel delirio delle loro agonie, presero a beccare con ferocia le rane e i rospi e i grovigli di serpi dagli occhi ramati e fulgenti.

Per non parlare di Mago Mingo che muore a 103 anni perché è lui ad aver deciso che è arrivata la sua ora (mi ha ricordato molto Amaranta di Cent’anni di solitudine), o Giuditta Seconda che sceglie di “morire” perdendo il senno un po’ alla volta fino a dimenticare tutto. Insomma, i richiami sono tanti e Mimmo Sammartino è una grande voce nella letteratura contemporanea, una voce particolare rispetto alla produzione italiana. Per questo motivo il romanzo mi è piaciuto così tanto e sicuramente approfondirò la conoscenza di Hacca edizioni, che mi ha davvero stupito.

Buona lettura!

Titolo: Il paese dei segreti addii
Autore: Mimmo Sammartino
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2016
Pagine: 184
Prezzo: 15 €
Editore: Hacca

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienaspiena

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...