“Sono Dio” di Giacomo Sartori

Sono Dio.
Lo sono sempre stato, lo sarò sempre.
Un sempre però con riflessi affilati di diamante,
e senza corrispettivi nelle lingue degli uomini.

 

13517522_10208751244969891_3711843570913883631_oDio ha il suo bel da fare a controllare tutto ciò che succede nell’universo da lui creato, ma mentre se ne va a zonzo qua e là per il cosmo gli viene il ghiribizzo di guardare che cosa sta succedendo sulla Terra: nello specifico gli cade l’occhio in Italia, su una ragazza coi capelli viola che fa l’addetta alla fecondazione bovina (praticamente infila tutto il braccio nei pertugi più intimi delle mucche), è di facili costumi e, soprattutto, atea. Si mette, quindi a scrivere una sorta di diario pieno di sfoghi e considerazioni sul creato e sull’atteggiamento degli uomini, per lui così insignificanti o, almeno, importanti tanto quanto ogni altro essere vivente come, ad esempio, una formica o un uccellino; gli uomini che stanno facendo un bel casotto sulla Terra e che, se potesse, non creerebbe di nuovo; gli stessi uomini che in teoria dicono di rappresentarlo e di parlare per lui e poi in pratica combinano le peggiori schifezze.

Se tornassi indietro, altra formula priva di senso, ricreerei le giraffe, le pulci, i trichechi, i dinosauri (che poverini hanno fatto una brutta fine), le salamandre e magari aggiungerei anche qualche novità, come succede sempre quando si rifà da capo qualcosa e vengono nuove idee, ma mi guarderei bene dal rimettere in circolazione l’uomo. Insomma, lascerei Noè sul molo. Uomo? No grazie! per dirla con la formula degli antinuclearisti.

Dafne, la fricchettona che in segreto sta archittettando un piano per hackerare il sito del Vaticano, fa innamorare Dio che inizialmente non sa cosa gli stia succedendo, ma poi capisce di essere finito anche lui, come gli uomini, nel vortice dei sentimenti e non riesce ad uscirne. Diventa perfino geloso, ma siccome è perfetto e può fare tutto ciò che gli piace, decide di eliminare il suo rivale (un corteggiatore di Dafne) non facendolo mettere sotto da un’auto, perché è pur sempre Dio, ma facendogli ottenere un lavoro con un’ottima paga in Australia, a chilometri e chilometri di distanza dal suo oggetto di desiderio. Da quel momento, la strada è libera, anche se la ragazza può cascarci in qualsiasi momento con chiunque. Dio metterà in atto il suo piano, che gli sfuggirà leggermente di mano perché non considera certi aspetti umani a cui non è abituato, ma resterà spiazzato dalla inaspettata conclusione dei giochi.

Sono Dio è un romanzo di Giacomo Sartori pubblicato da NN editore il 26 maggio 2016, una sorta di ironico e frizzante diario di un Dio diverso da come ce lo aspetteremmo se fossimo i classici bigottoni. È un Dio alla mano, meno perfetto di quanto lui stesso creda, criticone (come dargli torto con tutto il male che ci stiamo facendo da soli qui sulla Terra?) e soprattutto vittima dei sentimenti per una creatura sgangherata e fuori dagli schemi. Sta sempre lì ad osservarla curioso, perfino mentre si accoppia con altri uomini, perennemente insoddisfatta; la osserva al lavoro, a casa, mentre cammina per strada. Insomma, Dafne per lui è una vera e propria ossessione, ma un’ossessione perfetta, come lui. Che poi lo riconosce, che, dopotutto, non è che questa stangona sia una gran bellezza, perché si sa, nessuno è perfetto tranne lui, ma lei ha qualcosa che lo ha fatto cascare come una pera cotta nell’innamoramento.

Però dietro l’ironia credo ci sia sempre qualcosa di serio, e infatti in questo libro io ci ho visto tante riflessioni sulla natura umana. Immaginiamo – chiaramente per chi ci crede – per un momento che Dio ci stia guardando dall’alto e che commenti quello che facciamo tutti i giorni. Che cosa penserebbe? Che cosa direbbe? Probabilmente quello che dice il Dio di Sartori o magari che stiamo tentando di autodistruggerci, e si schiferebbe di certe pratiche “nascoste” di cui veniamo a sapere ogni tanto dalla cronaca.

Se dovessi fare la lista di tutte le amenità che ho visto svolgersi nei conventi e nelle sacrestie nel corso dell’ultimo millennio, mi ci vorrebbero dieci anni: come è risaputo sono proprio quelli che predicano e pontificano, che nei meandri ombreggiati della pratica le combinano più grosse.

Ho comprato Sono Dio ad Una marina di libri perché mi attirava molto e perché mi sono innamorata fin da quando è uscito della copertina con la testa sbrilluccicante (di Dio?). Mi sono trovata tra le mani una lettura spassosa, perfetta per l’estate, leggera ma per niente banale. Ho trovato molto interessante l’idea di Sartori di mettersi nei panni di Dio e dall’alto della sua perfezione farlo scendere al livello dei comuni mortali.
Non mi resta che lasciarvi le indicazioni di lettura di NN che trovate sempre sulla quarta di copertina di ogni loro libro e naturalmente augurarvi buona lettura!

Questo libro è per chi ama correre in moto nelle notti viola, per chi emoziona quando Truman si incaglia con la barca ai confini del suo cielo e della sua terra, per chi cerca il profumo delle stelle e per chi è innamorato ma si sente un ranocchio che ha paura di cadere nel buco nero di Sagittarius A*.

Titolo: Sono Dio
Autore: Giacomo Sartori
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2016
Pagine: 224
Prezzo: 17 €
Editore: NN editore
Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasmezza

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