“Senza pelle” di Nell Zink

Gli uccelli sono più coraggiosi degli altri animali,
perché hanno un asso nella manica: il volo.

 

IMG_20160706_174040Tiffany e Stephen sono due americani che poco dopo essersi incontrati decidono di sposarsi, perché credono di aver trovato la persona giusta con cui passare la vita, quella da non lasciarsi scappare. In realtà si conoscono davvero poco, a parte qualcosa di generico. Dopo il matrimonio si trasferiscono a Berna e poi a Berlino; in Europa la vita di Tiffany cambia radicalmente soprattutto dopo un incidente d’auto: era incinta e adesso ha perso il bambino. A Berlino Stephen e Tiffany si trovano catapultati in un mondo nuovo, è una città cosmopolita che permette specialmente alla donna di cambiare pelle ed esprimersi in tutta libertà. Così, tra relazioni extraconiugali e nuove conoscenze, Tiffany cerca di uscire dalla sua pigrizia, dalla svogliatezza innata che l’ha sempre contraddistinta (trova un lavoro, ma non dura molto perché in realtà non le va a genio) per trovare il suo scopo nella vita, qualcosa che le dia soddisfazione, mentre il marito si dedica completamente ai suoi interessi: il birdwatching, la musica e l’attivismo politico per le cause ambientali.

Sicuramente i protagonisti si sono sposati troppo presto e per supplire alla mancanza di confidenza entrambi si tuffano in relazioni con altre persone, ma in tutta tranquillità, alla luce del sole. Tiffany scopre che Stephen è un egoista, un maniaco del controllo, un uomo che in molte cose vuole avere potere decisionale e che la disgusta, e lei è convinta che essere una buona moglie significhi compiacerlo. Sembra che il bambino che portava in grembo facesse da collante tra questo marito e questa moglie, ma adesso che lo hanno perso i due seguono percorsi separati. Tiffany trova la sua dimensione quando conosce Elvis, un ragazzo che la fa sentire donna e che (almeno così dice) è davvero innamorato di lei; ma anche lui è abbastanza stravagante e pieno di problemi.

Stephen è appassionato di birdwatching, questo Tiff lo sa da sempre, e in tutto il libro di uccelli si parla moltissimo. Nello specifico c’è un continuo paragone tra questi animali e gli esseri umani, un paragone che a volte è sottinteso ma che più spesso viene esplicitato:

Gli uccelli erano la sfera intima di Stephen. Con loro non doveva essere fico o spassoso e nemmeno allettante. «Riprodursi e nutrirsi», così Stephen definiva la loro vita, facendoli somigliare più a dei mangioni erotomani (cioè a degli esseri umani) che alle orgiastiche e leggiadre creature stagionali che erano in realtà.

E sono proprio gli uccelli che insegnano a Tiff il giusto modo di vivere, da loro apprende il concetto di libertà, si crea un suo personale concetto di amore:

Io li vedevo in un altro modo, gli uccelli. Pensavo piuttosto a due anatre, tra le quali vige la fedeltà di coppia. Cosa avrebbero fatto se i cacciatori le avessero intrappolate? Li avrebbero affrontati tenendosi per mano? Ma nemmeno per sogno. Si sarebbero separate, ognuna in una direzione diversa. L’anatra colpita avrebbe usato le ultime forze per guardare il compagno di una vita e quello avrebbe scosso il capo come per dire: «Stai zitta, per favore. Non fare la spia solo perché stai morendo». E l’amore avrebbe trionfato.

In Senza pelle, romanzo di Nell Zink del 2014 pubblicato da minimum fax in Italia ad aprile 2016, non c’è, però, solo la storia di una coppia e del paragone tra umani e uccelli. C’è molto di più. Ci si accorge, leggendolo, che non è un romanzo convenzionale e soprattutto che non è semplice. Si possono rintracciare aspre critiche al mondo umano e al nostro rapporto con l’ambiente, si parla tanto di attivismo politico e di problemi ambientali, cose, insomma, molto attuali e che ci riguardano. Ma la cosa positiva del libro, il suo punto di forza, è che questi argomenti che hanno maggior spessore non hanno il sopravvento su quelli più leggeri (amore, uccelli, considerazioni sulla vita), e quindi la storia non risulta pesante, si evita di cadere nel romanzo prettamente politico ma evitando la banalità. Un mix perfetto, quindi.
Nonostante questi temi importanti, la scrittura di Nell Zink, grazie anche alla traduttrice Anna Mioni, è fluida, il libro si legge molto rapidamente e poi la storia coinvolge tanto, ci vuole un attimo ad immedesimarsi completamente nel personaggio di Tiffany. Devo dire che Senza pelle non l’ho comprato tanto per la trama, ma perché trovo che abbia una copertina bellissima (ultimamente non so che cosa mi stia succedendo, compro libri perché mi piace la copertina, mai successo!). E voi?

Titolo: Senza pelle
Autore: Nell Zink
Traduzione:
 Anna Mioni
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2014 (2016 questa edizione)
Prezzo: 16 €
Editore: minimum fax
Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasvuota

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6 pensieri su ““Senza pelle” di Nell Zink

  1. Monique ha detto:

    Ero indecisa sulla lettura di questo libro e devo dire che anche io sono stata colpita dall’affascinante copertina! Mi piace questa recensione, mi invoglia alla lettura.
    Quanto agli uccelli, sono animali che mettono in atto delle strategie molto particolari, come le ossa cave per alleggerire la struttura, le piume impermeabili, accorgimenti nell’apparato circolatorio delle zampe e molte specie sono monogame.

  2. Stefano ha detto:

    Io scelgo sempre i libri dalla copertina, ho una vera e propria mania. Difficilmente sbaglio.
    Questo libro, invece, ho deciso di leggerlo non per la copertina, assolutamente insignificante, bensì per le numerose recensioni che paragonavano la Zink addirittura a Kafka, e non mi sembra poco.
    Un libro pessimo, non difficile, non cervellotico, non estremo, non sopra le righe, semplicemente pessimo.
    Per una volta che non ho dato ascolto al mio istinto!

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