“Come ti scopro l’America” di Emanuela Crosetti

Ma io l’America la volevo scoprire dentro le parole degli stessi americani,
quelle che ti arrivano senza domande, incapaci di prendersi sul serio;
quelle abbandonate sui banconi appiccicaticci di qualche diner
o scivolate durante un interminabile e sperduto pieno di benzina.

 

Layout 1Ultimamente mi sono trovata per diversi motivi ad affrontare un genere letterario che prima ho un po’ messo da parte, non per snobismo, ma perché sono sempre stata più appassionata di romanzi. Sto parlando della letteratura di viaggio, che siamo soliti considerare il mero racconto dello spostamento da un luogo all’altro di colui o colei che decide di scrivere un libro o un diario. In un racconto di viaggio, però, c’è molto di più e spesso ce lo dimentichiamo: c’è l’incontro con l’altro, c’è la scoperta di luoghi che sono geograficamente ma anche fisicamente lontanissimi da quelli a cui siamo abituati, c’è la conoscenza di usi, tradizioni e anche cibi nuovi, ma soprattutto c’è tutto un processo di crescita dell’autore (o del narratore) che non va mai sottovalutato.

Poco tempo fa ho letto Come ti scopro l’America di Emanuela Crosetti, uscito il 30 giugno nella collana Scritti traversi di Exòrma Edizioni, una collana che si occupa appunto di questo genere letterario molto importante. L’autrice nel 2014 è partita da sola per ripercorrere il cammino che tra il 1804 e il 1806 Meriwether Lewis e William Clark intrapresero, inviati dal presidente Thomas Jefferson, alla ricerca del famoso Passaggio a Nord Ovest, superando le Montagne Rocciose per arrivare alle coste del Pacifico. Emanuela Crosetti, fotografa e appassionata di storia americana, porta con sé i diari di Lewis e Clark per scoprire un nuovo Ovest, a distanza di circa duecento anni da quella spedizione che viene considerata una delle più grandi esplorazioni del Nord America. Così la narrazione dell’autrice che, in modo sempre molto ordinato e puntiglioso ci parla di tutte le sue tappe non tralasciando nemmeno i piccoli paesi in cui non c’è nulla a parte qualche vecchio palazzone e una stazione ferroviaria, è spesso inframmezzata da stralci dei diari dei due famosi predecessori, cosicché assistiamo non solo ad un confronto tra le descrizioni di territori, persone e usanze di ieri e di oggi, ma anche tra lo stato d’animo di Lewis e Clark e quello di Emanuela, che sicuramente ha vita più facile, dati i tempi più moderni, ma è pur sempre sola in dei luoghi che spesso si rivelano inospitali.

mappa

Da Saint Louis al Pacifico, il tragitto che Lewis e Clark percorsero tra il 1804 e il 1806.

«È pericoloso girare da sola», mi dice. «Non hai paura?».
Se le rispondessi di sì, penserebbe di avere ragione, di poter in qualche modo influenzare la mia decisione e farmi cambiare idea. Le rispondo di no, che non ho paura e che non capisco perché dovrei averne.
«Dove andrai domani?», mi chiede.
«New Town e Willinston», le rispondo.
Silenzio. Sembra ancora più preoccupata.
Mi prende la mano: «Potrei essere tua madre… non potrei dormire stanotte nel saperti laggiù, in quella terra di cani senza casa».

A questo proposito bisogna dire che l’idea che ci facciamo spesso di un’America amichevole e libera stride molto con l’esperienza della Crosetti, che in qualche cittadina – specialmente in quelle più desolate – viene guarda con sospetto, qualcuno le chiede addirittura cosa ci faccia una ragazza da sola in un luogo del genere o le consiglia di andare via e di non spostarsi sola quando fa buio. Questo, certo, è uno degli svantaggi di viaggiare da soli, uno svantaggio non trascurabile.

«Mi stai simpatica anche se non voglio sapere cosa ci fai qui a Billings da sola alle nove di sera. Come mai sei qui? No, non importa, non me lo dire. Piuttosto, avrai fame. Ma non metterti a cercare un posto dove mangiare perché non c’è nulla di aperto a quest’ora. Ti conviene chiuderti in camera, andare a letto e aspettare domattina. Ma lo so, non sono affari miei!».
Una raffica di considerazioni per un trionfo di ottimismo.

Per fortuna, l’autrice fa anche diversi incontri più tranquilli e produttivi, conosce tantissime persone disposte a raccontarle delle storie, ad aiutarla nel suo viaggio e a darle consigli.
Ma uno degli aspetti sicuramente più interessanti di Come ti scopro l’America, comunque, al di là degli incontri con gli abitanti dei vari luoghi o delle pietanze tipiche (spesso pesantissime e difficilmente digeribili), è il grande numero di fotografie inserite tra le pagine. Emanuela Crosetti è anche una fotografa, ed è una garanzia per la bellezza degli scatti presenti nel libro, che ci permettono di immaginare ciò che ci racconta di aver visto anche senza viverlo di persona e di percepire perfino, con la nostra fantasia, profumi e atmosfere tipicamente americani, lontani anni luce da quello a cui siamo abituati.
Non solo, ma alla fine del libro troverete anche una lista di canzoni che fanno da colonna sonora al viaggio della Crosetti, tra cui i Pearl Jam, Johnny Cash e Bruce Springsteen.

Ad ogni modo, la letteratura di viaggio va affrontata, non penso di riuscire a trasmettervi come vorrei la bellezza di questo libro, solo leggendolo si riescono a vivere insieme all’autrice le emozioni di un percorso fatto di nuove scoperte. Quindi, se vi va di fare un viaggio in America, non dovete assolutamente lasciarvi scappare Come ti scopro l’America.

Titolo: Come ti scopro l’America
Autore: Emanuela Crosetti
Genere:
 Letteratura di viaggio
Anno di pubblicazione:
 30 giugno 2016
Pagine: 360
Prezzo: 17,50 €
Editore: Exòrma
Prenota il libro su GoodBook.it e scegli in quale libreria ritirarlo!

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienasmezza


Emanuela Crosetti è giornalista e fotografa. Ha collaborato con riviste nazionali musicali quali Buscadero, Jam, Chitarre e alla realizzazione di fotografie per libri come Summer Of Love del produttore dei Beatles George Martin (Coniglio Editore), Nessuna Resa Mai, biografia di Massimo Priviero (Meridiano Zero), Happy, biografia di Keith Richards (Meridiano Zero), Figli dei Fiori Figli di Satana, Delitti Rock (Arcana Editore), Psycho Killer (Edizioni Ultra) e La storia del rock (Hoepli) di Ezio Guaitamacchi.
Presente come fotoreporter a Oslo nel 2009 per il conferimento del Premio Nobel per la Pace a Barack Obama. Ha condotto interviste ad artisti di fama internazionale: Lou Reed, Patty Smith, Jethro Tull, Hot Tuna, Steve Hackett, Skunk Anansie, Willy DeVille, Hevia, Dream Theater, PFM, Negrita, Fiorella Mannoia e molti altri.
Oltre 400 gli artisti fotografati, tra cui: U2, Paul McCartney, Rolling Stones, Bruce Springsteen, Bob Dylan, David Gilmour, The Who, Sting, Muse, Oasis. Ha esposto alla Mostra del Cinema di Venezia e allo Jesolo Music Festival.

Annunci

3 pensieri su ““Come ti scopro l’America” di Emanuela Crosetti

    • Valentina ha detto:

      Che bello, sono contenta di essere stata utile allora! Gli piacerà sicuramente.
      Comunque secondo me bisogna provare, cioè, io ho sempre snobbato un po’ il genere perché credevo non m’interessasse troppo e invece ora lo sto riscoprendo perché mi ci sono dedicata meglio. Insomma: non si sa mai!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...