Da “Baudolino” di Umberto Eco

So come pensano gli eunuchi. Ne ho conosciuti molti al palazzo imperiale. Cercano di accumulare potere per sfogare il loro livore verso tutti coloro a cui è dato di generare. Ma spesso, nella mia lunga esperienza, ho intuito che anche molti, che eunuchi non sono, usano il potere per esprimere ciò che altrimenti non saprebbero fare. E forse è passione più travolgente il comandare che fare all’amore.

[Baudolino, Umberto Eco,
Bompiani, 2000, 526 pp.]

13709909_1753803624833223_8939003786127362798_nLa settimana scorsa ho letto Baudolino di Umberto Eco, un libro che mi portavo dietro da un po’ perché l’ho avuto tramite uno scambio l’anno scorso e data la mole ho preferito tenerlo da parte per l’estate, la stagione in cui a causa del caldo preferisco stare in casa con l’aria condizionata. Confesso che non avevo mai letto niente di Eco, a parte qualche bustina di Minerva, e questa esperienza è stata molto positiva. Il romanzo, scritto nel 2000 dal grande autore che ci ha lasciato a febbraio di quest’anno, ha come protagonista Baudolino, che all’inizio della storia è un ragazzino piemontese della Frascheta (il luogo in cui presto sorgerà Alessandria). A tredici anni viene adottato dall’imperatore Federico Barbarossa che lo fa studiare e lo porta alla sua corte. Nello specifico, il libro, a parte l’introduzione sull’incontro tra Baudolino e Federico, è tutto incentrato sul racconto che il protagonista fa allo storico bizantino Niceta Coniate mentre, durante il saccheggio di Costantinopoli del 1204 i due si sono messi in salvo mentre la città brucia.
Dal racconto emerge che Baudolino ha sempre avuto una fervida immaginazione ed è fin da ragazzino un abile bugiardo, ma tutto ciò che lui dice magicamente si avvera, come ad esempio la canonizzazione di Carlo Magno. Baudolino parte con alcuni compagni alla ricerca del leggendario regno dell’ancor più leggendario Prete Giovanni, alla ricerca del Gradale (il Graal), che qualcuno dice sia una semplice scodella. Il protagonista, che con le parole di Umberto Eco ci dà reali fonti storiche e testimonianze e tradizioni dell’epoca, dedica un’intera vita alla ricerca di qualcosa che probabilmente ha sempre avuto con sé, ma il racconto del sue peripezie – praticamente un romanzo picaresco – è davvero affascinante. Baudolino incontra creature fantastiche, come i blemmi, i panozi o lo sciapode, si inoltra in territori leggendari e conosce personaggi che, invece, sono realmente esistiti.
Un bel romanzo davvero!

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3 pensieri su “Da “Baudolino” di Umberto Eco

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