#neilibrilamiastoria | “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas padre

Aderisco anch’io a #neilibrilamiastoria, la bella campagna di settembre GoodBook.it, e invito anche voi a farlo sul vostro blog se vi va. Si tratta di descrivere con tre aggettivi un libro che vi rappresenta o che vi piace in particolar modo, spiegare perché avete scelto queste tre parole e fare una brevissima recensione del testo in questione (potete prendere esempio da quello che sto per fare io). E usare l’hashtag, ovviamente! Per quanto mi riguarda, il mio libro del cuore è Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas padre, di cui ho già parlato per esteso tempo fa qui, ma di cui adesso devo ciarlare in maniera più concisa.

Imponente, elegante, perfetto

2855942-9788817063364Ricordo che fin dalla più tenera infanzia guardavo le miniserie e i film ispirati al Conte, in particolare ho sempre adorato in maniera folle quello con Depardieu, ma a un certo punto ho capito che vederlo in tv non mi bastava, volevo leggere il libro da cui era tratto, perché ero sicura che sarebbe stata un’impresa titanica ma estremamente soddisfacente. E così è stato, quando un paio d’anni fa ho letto questo tomo gigante in pochissimi giorni. Edmond Dantès è un uomo che non può non entrare nel cuore di ogni lettore, un uomo che all’inizio della storia viene tolto di mezzo perché considerato scomodo da altri personaggi, ma che capisce che la vendetta è un piatto che va servito freddo. Edmond ha la fortuna di incontrare in prigione un vecchio abate che in punto di morte gli mette a disposizione una grande fortuna che lui farà fruttare, con la quale studierà, si migliorerà e si ripresenterà al mondo come conte di Montecristo. Nessuno lo (ri)conosce, ma con la sua astuzia e i suoi mezzi riuscirà ad elaborare la sua vendetta.
È un libro imponente perché le pagine sono tante, adesso posso dirvi che oscillano tra le 800 e le 1250 circa, a seconda delle edizioni, ma la mole non deve spaventare, non è un mattone. È elegante perché Dumas racconta la grande sfida tra bene e male con uno stile unico, che non esisterà mai più. Infine, è perfetto perché non potrebbe essere migliore di com’è, non è uno di quei libri pieni di pagine che potrebbero essere tolte, ogni pagina è necessaria, ogni storia viene conclusa e ogni personaggio, nel bene e nel male, ha ciò che si merita.
Il conte di Montecristo mi ha stregato, per questo motivo lo considero il mio libro del cuore, il più bello che abbia mai letto, e lo consiglio vivamente a tutti.

E il vostro libro del cuore qual è?

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5 pensieri su “#neilibrilamiastoria | “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas padre

  1. cristinabia ha detto:

    Non è il mio libro del cuore ma lo metterei assolutamente tra i primi 5! E’ uno di quei libri al termine del quale ti senti così arricchito che ti viene da domandarti “E ora? dove vado a parare”, il vecchio Noirtier e l’abate sono i miei personaggi del cuore!

    • Valentina ha detto:

      Per me è il primo, seguito da “I miserabili”. Sono grandissimi capolavori, ineguagliabili. Comunque molti non li ho ancora letti, quindi chissà. 🙂
      Ho avuto la stessa reazione dopo che l’ho finito: e ora? niente sarà mai più lo stesso.

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