“Le nostre anime di notte” di Kent Haruf

Sto parlando di attraversare la notte insieme.
E di starsene al caldo nel letto, come buoni amici.
Starsene a letto insieme, e tu ti fermi a dormire.
Le notti sono la cosa peggiore, non trovi?

 

16722684_10210990881759411_5642372498764312145_oLo aspettavo con ansia e finalmente a metà febbraio è uscito: Le nostre anime di notte, edito da NN e tradotto ancora una volta dal buon Fabio Cremonesi, è esattamente il libro che mi aspettavo di avere tra le mani. Chi mi segue da più tempo – anche se ultimamente vado a rilento – sa che l’anno scorso mi sono innamorata in modo rapido e folle di Kent Haruf, e non occorre che vi metta i link delle recensioni della Trilogia della Pianura perché potete andare nella pagina dell’elenco degli autori trattati in ordine alfabeti e lo trovate alla H. Questo scrittore, che purtroppo ci ha lasciati nel 2014 (e dico purtroppo perché probabilmente ci avrebbe regalato tanta altra roba di grande livello), mi ha conquistata col suo stile che in alcuni momenti mi ha ricordato quello asciutto ma incisivo di Hemingway e che in generale è sempre stato all’altezza delle situazioni narrate. Devo dire che l’unica pecca del romanzo che ho finito di leggere qualche giorno fa è che finisce subito, è breve, ma in compenso ci lascia tanto.

Addie Moore, vedova ormai da un po’, un giorno decide di andare a far visita al suo vicino, Louis Waters, solo anche lui, per chiedergli se vuole passare le notti da lei a parlare e a farsi compagnia. L’uomo inizialmente rimane turbato, più che altro perché Holt è una piccola cittadina e la gente parla, ma poi accetta e va a trascorrere la notte da Addie. L’esperienza è estremamente positiva, i due iniziano a conoscersi meglio, a mettere a nudo le proprie anime e raccontarsi tutto ciò che non sanno l’una dell’altro: scoprono, infatti, di non essere stati sempre felici e di essersi tenuti dentro dolori che sarebbe stato meglio tirar fuori. Se in un primo momento tutto va come deve, dato che Louis alle prime luci del mattino fa ritorno a casa sua per non dare nell’occhio, la piccola comunità in cui vivono inizia a spettegolare su queste due persone che chissà che cosa fanno, come mai non si vergognano, alla loro età, ma dove si è mai vista una cosa del genere… E ci si mette anche Gene, il figlio di Addie, a tentare di dividere la madre da Louis, Gene che dovrebbe badare alla sua famiglia, in particolare al figlio Jamie che ha lasciato tutta l’estate a casa della nonna per risolvere i problemi con sua moglie. È a questo punto che Addie e Louis saranno costretti a prendere una decisione: continuare a vivere in questa bolla felice o cedere alla cattiveria di chi li circonda e smettere di vedersi?

Amo questo mondo fisico.
Amo questa vita insieme a te.
E il vento e la campagna, il cortile, la ghiaia sul vialetto.
L’erba, Le notti fresche.
Stare a letto nel buio a parlare con te.

Addie e Louis sono due persone che hanno ormai superato la settantina e sono rimaste sole. Entrambi vedovi, hanno deciso di farsi compagnia e, se in altri contesti potrebbe essere una cosa normale, a Holt – piccola città nei dintorni di Denver, Colorado, in cui sono ambientati tutti i romanzi di Kent Haruf – sembra una cosa fuori da ogni logica. Le persone ne parlano, si chiedono come mai questi due anzianotti non abbiano alcuna vergogna a sbandierare una relazione che (chissà per quale motivo) appare sconveniente, soprattutto per Louis che, lo sanno tutti, una volta ha lasciato la moglie per vivere con un’altra e poi è tornato a casa più per dovere che per amore. Ma ciò che traspare dalle parole dei protagonisti è che non c’è più tempo, la vecchiaia avanza e chissà quanta vita resta ancora da vivere, bisogna godersi l’ultima parte del cammino. È quello che il traduttore Fabio Cremonesi nella nota finale definisce come un senso di urgenza, spinge Addie e Louis a fare cose che non avrebbero mai pensato prima.

Quello che colpisce è la tenerezza che avvolge la relazione tra i due anziani (e che speriamo di vedere presto nel film che stanno girando con Jane Fonda e Robert Redford che dovrebbe uscire quest’anno), una relazione fatta di attenzioni e di condivisione, qualcosa che forse dovrebbe essere la regola per ogni tipo di rapporto, ma a cui spesso si arriva in età già adulta o addirittura avanzata. Addie e Louis non si nascondono nulla, lui le racconta senza peli sulla lingua come sia stato tradire la moglie e andare a vivere con un’altra, lei invece gli parla della morte della figlia, sviscerando quel dolore e quelle sensazioni che si è tenuta dentro molto a lungo perché per “delicatezza” nessuno ha mai fatto cenno a quegli eventi.
Ma la tenerezza sta anche nelle parole con cui Haruf descrive Jamie, il nipotino di Addie. È quello stesso mix di dolcezza e delicatezza che l’autore dedica ad altri bambini o a vecchi fratelli burberi in altri suoi romanzi. In effetti, rispetto agli altri libri, questo mi è sembrato leggermente diverso, più che altro per lo stile che appare più positivo e addolcito (forse c’entra il fatto che lo stesso autore era già avanti negli anni e malato quando lo ha scritto?). Per quanto riguarda elementi che ricorrono, invece, mi viene in mente l’inesorabilità di certi destini, che però lascia intatta la speranza dei personaggi: è come se Haruf lasciasse sempre una porticina aperta, come se volesse dire “deve andare così, ma c’è qualcosa che possiamo sempre fare, possiamo fare una piccola lotta contro tutto e tutti”.

Una chicca: ad un certo punto Addie e Louis parlano di andare a teatro perché metteranno in scena delle vicende ambientate a Holt, uno spettacolo su due fratelli che accolgono in casa una ragazza incinta, storie sicuramente inventate dato che in quel paesino non ci sono mai stati individui del genere. Poi si chiedono come sarebbe se scrivessero un libro su di loro. Uno scherzetto metaletterario niente male!
Se Haruf vi aveva già conquistato, con Le nostre anime di notte potete andare sul sicuro.
Buona lettura!

Questo libro è per chi è stato a Holt e non vede l’ora di tornarci, ma è soprattutto per chi, a Holt, non ci è ancora mai stato.

Titolo: Le nostre anime di notte
Autore: Kent Haruf
Traduttore: Fabio Cremonesi
Genere:
 Romanzo
Anno di pubblicazione:
 2015 (2017 questa edizione)
Prezzo: 17 €
Editore: NN editore

Giudizio personale: spienaspienaspienaspienaspiena

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