Da “Stamattina stasera troppo presto” di James Baldwin

Dire tutto è uno dei metodi più efficaci per serbare dei segreti. I segreti nascosti nel cuore della mezzanotte stanno semplicemente aspettando di essere trascinati alla luce, la luce di uno sfortunato mezzogiorno, come sempre accade. Ma i segreti avvolti nello splendore della sincerità non si faranno scoprire nemmeno dai più abili e testardi investigatori, perché la luce cambia di continuo, e dimostra che non ci si può assolutamente fidare della vista.

[James Baldwin, Stamattina stasera troppo presto,
trad. Luigi Ballerini, Racconti Edizioni, 2016,
281 pp, 16 €]

Tempo fa dissi che di racconti ne leggevo pochi, e in effetti è vero perché io sono più una da romanzi, anzi da polpettoni (intesi come libroni, non come robe noiose). Ultimamente, però, ho scoperto tanti bei racconti, anche grazie a case editrici che puntano su quelli e che, per farlo, selezionano roba di alto livello. Questa volta mi sono imbattuta in James Baldwin, col suo Stamattina stasera troppo presto, tradotto da Luigi Ballerini per Racconti edizioni, e devo dirvi che ho trovato un libro di grande spessore e un autore che ha una grande potenza narrativa. In soldoni, questi racconti sono parti di un percorso biografico dello stesso Baldwin che si fa portatore della civiltà nera americana, con i suoi problemi, le sue tradizioni e le sue contraddizioni interne. C’è chi si dà alla musica, chi partecipa ai sermoni, chi ascolta i cori gospel, c’è il bambino che viene per la prima volta a contatto con la parola “negro” pronunciata in modo dispregiativo da un bianco e non la capisce. I protagonisti di questi racconti, però, non sono sempre neri. Ce n’è uno in particolare, narrato dal punto di vista di un uomo bianco che descrive le violenze nei confronti dei neri, e questo, confesso, è quello che mi ha colpito di più non solo per le immagini che evoca ma per la durezza della narrazione.
Baldwin ha uno stile aggressivo, forte, che non si risparmia proprio perché questa lotta lui l’ha vissuta ed è stato dalla parte dei vessati, dei “deboli”, e sa di cosa parla.
Buona lettura!

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